Spazio ai miei top artisti/gruppi musicali italiani. Un’annata che non mi è sembrata a livello generale troppo esaltante, è mancato forse il capolavoro o la rivelazione tricolore assoluta (almeno a livello personale) ma comunque piena di spunti interessanti e molto vitali, soprattutto a margine, a volto mooolto a margine, dalla scena ufficiale dei circuiti radio-talent-paracul-televisivi.
10. Tying Tiffany
La risposta italiana (ma a guardar bene per fortuna ben poco italiana) a certo electro-rock alla Crystal Castles.
9. Club Dogo
Insieme a Fabri Fibra, una conferma nel panorama hip-hopparo nostrano, con i testi meno politically correct e più esplicitamente anti-Governo in circolazione in Italia.
Gli spietati della musica italiana, a questo giro senza una bomba alla “Charlie fa surf” o “La guerra è finita”, ma con una classe e un talento sempre rari da trovare.
Hanno fatto un gran disco di livello internazionale, ispirato dall’inizio alla fine. Personalmente però è mancato giusto il pezzo da innamoramento totale (com’era stato in passato per “Peter Pan Syndrome”).
Tra un ragazzino cannibale e dei ragazzi morti, per di più allegri, non può che esserci una simpatia da lunga data. Con l’ultimo disco hanno poi saputo dare una rinfrescata davvero molto piacevole al loro sound.
Dalla Sardegna arriva un pazzo che è una sorta di incrocio tra Caparezza e Le luci della centrale elettrica. Non avrà doti canore sopraffine, ma rimedia con testi geniali e una gran fantasia.
Ritorno piacevolmente funky e ancora più alieno rispetto al passato. C’è poco da fare, è la Fiona Apple italiana.
Colapesce (alias Lorenzo Urciullo) è il cantante degli Albanopower. Come solista per adesso ha firmato solo un EP di 6 pezzi, ma per me è già abbastanza per vederlo come il futuro della musica italiana indie e soprattutto pop.
Gli italiani più apprezzati dal mondo della musica internazionale? I Negramaro? Tiziano Ferro? Ligabue? Vasco Rossi? Ma per favore! Sono i Crookers il nostro gruppo di punta nel mondo. Giustamente. E tra un po' potrebbero diventare talmente grandi che all'estero saremo conosciuti per pizza, mandolino, mafia, politici pedoputtanieri e... Crookers.
Vasco Brondi aka Le luci della centrale elettrica atto II: è mancato l’effetto sorpresa del primo disco, naturalmente, ma per ora noi la chiameremo comunque felicità.
Le luci della centrale elettrica sono un concentrato di radicalchicchismo. :)
RispondiEliminaUp per i Club Dogo, i tre allegri ragazzi morti e soprattutto i Crookers! Ascolterò volentrieri gli altri per aggiornarmi un po',visto che ne conosco ben pochi! ;)
RispondiElimina*mr ford
RispondiEliminala cosa figa è proprio quella :D
*eva
alcuni nomi in effetti non circolano molto nei canali tradizionali. d'altra parte in italia si ha una gran paura di chi ha talento. talento vero, non da talent-show
A Toys Orchestra fortissimi (anche dal vivo). E per me il pezzo da innamoramento è "Somebody else".
RispondiEliminapeccato che i cantanti italiani debbano sempre essere la copia di un cantante internazionale già esistente...vedi il caso eclatante Giusy Ferreri- Amy Winehouse
RispondiEliminaMassì, per ora noi la chiameremo felicità :)
RispondiEliminaC'eri al concerto di ieri sera all'Hiroshima?
Brondi depresso e straripante di talento
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