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giovedì 1 gennaio 2015

BIG CINEMA – I PRIMI FILM DEL 2015





Benvenuti nel futuro. O, se non altro, benvenuti nel 2015.
Per iniziare subito male l'anno, ecco che qui su Pensieri Cannibali ritorna, dopo aver scelto i film migliori dell'anno e dopo appena una settimana di (sacro)Santa pausa, la rubrica dedicata alle uscite cinematografiche. Visto che siamo nel futuro, per bilanciare ci va un tocco di passato, di passato remoto, e quindi ad accompagnarmi c'è il solito vecchio co-conduttore di questa rubrica, Mr. James Ford.
Cosa ci offre questo primo weekend nei cinema italiani?
Il programma pare interessante. Mi sa che, come al solito, le uscite migliori saranno tutte concentrate a inizio anno per lasciarci poi in compagnia del nulla totale. Per il momento comunque non lamentiamoci e godiamoci questo periodo cinematograficamente non male, destinato a durare forse fino alla notte degli Oscar. Tanto per pensare al futuro c'è poi tempo tutto il resto dell'anno.

Big Eyes
"No, un ritratto di Ford non lo faccio.
Questo non è mica un film dell'orrore!"
Cannibal dice: Tim Burton è tornato in splendida forma con il recente Frankenweenie, però non bisogna nemmeno dimenticare che quella ciofeca di Alice in Wonderland non è poi così lontana nel tempo. Questo Big Eyes sembra in ogni caso possedere tutte le carta in regola per essere un big movie: il trailer è promettentissimo, le canzoni di Lana Del Rey nella colonna sonora sono uno spettacolo checché ne dica il mio blogger rivale, Amy Adams è sempre lì lì per diventare una mia idola senza riuscirci e con questa parte potrebbe finalmente farcela. Il 2014, a parte la solita irritante co-conduzione di Ford di questa rubrica, sembra quindi cominciare bene.
Ford dice: Tim Burton è sempre stato quasi una garanzia, nonchè uno dei pochi registi in grado di mettere d'accordo perfino il sottoscritto e Peppa Kid, anche quando si trattava di stroncarlo come nel caso dell'orribile Alice in Wonderland.
Dopo l'ottimo Frankenweenie, però, questo Big Eyes mi ispira ben poco nonostante l'ottimo cast, e temo - o forse spero - che possa portare all'ennesima frattura tra me ed il mio antagonista.

American Sniper
"Ford, smettila di sparare cazzate.
Te lo dice un cecchino."
Cannibal dice: Clint Eastwood sta vivendo uno dei periodi più appannati nella sua carriera da regista. I tempi in cui veniva acclamato da pubblico e critica con film come Mystic River, Million Dollar Baby e Gran Torino sembrano ormai lontani e i suoi ultimi lavori, soprattutto lo spento Jersey Boys, sono passati parecchio sotto silenzio. Stesso destino sembra riservato a questo American Sniper, film bellico che non sembra poter aggiungere molto al genere. Ford, come al solito quando si tratta di Eastwood, si trasformerà in una groupie e lo esalterà come un capolavoro assoluto, ma le probabilità che lo sia per davvero le vedo basse. Molto basse.
Ford dice: un anno cinematografico che inizia con Clint non può che essere un gran bell'anno. Nonostante il trailer non dica granchè, sono sicuro che questo American sniper finirà per stupire in positivo come solo il buon, vecchio Ispettore Callahan è in grado di fare. In fondo, se c'è qualcuno in grado di demolire la filosofia a stelle e strisce dall'interno, è proprio lui.

Si accettano miracoli
"Dio, ti prego, fa che Ford e Cannibal nel 2015 diventino amici."
"Va bene che il film si chiama Si accettano miracoli, ma anche a quelli c'è un limite."
Cannibal dice: Alessandro Siani non mi sta granché simpatico e faccio fatica a capire quello che dice, però il suo film precedente Il principe abusivo a sorpresa non mi ha fatto vomitare. Miracolo!
Il miracolo si ripeterà?
Difficile, un po' come vedere due film action fordiani validi di fila...
Ehi, a pensarci bene non ne ho mai visto manco uno decente di fila.
Ford dice: sopporto Siani ancor meno del mio rivale Cannibale, e a giudicare dal trailer questa roba potrebbe essere uno specchio della terribile situazione del Cinema attuale italiano. Salterò la visione con gioia.

The Imitation Game
"Hey raga, ma a cosa cazzo serve 'sta macchina?"
"Se non lo sai tu che l'hai inventata..."
Cannibal dice: Un film su Alan Turing, matematico noto per la macchina di Turing, 'na roba che io non ho mai capito cosa sia e che mi ha fatto prendere dei bei 3 ai tempi del liceo. Per questo lo odio, non quanto Ford ma quasi, e spero di massacrare questa pellicola. Se a ciò aggiungiamo che dal trailer sembra un film piuttosto pallosetto, di quelli da applausi facili da parte dell'Academy, e che il protagonista Benedict Cumberbatch non mi fa particolarmente impazzire, la mia vendetta contro Turing potrebbe davvero compiersi.
Ford dice: non sono mai stato, ai tempi del liceo, un fulmine quando si trattava di matematica o fisica, e ricordo addirittura un ultimo anno di guerra totale con l'insegnante ben oltre i limiti delle materie.
Nonostante apprezzi molto Cumberbatch, comunque, questo The imitation game mi pare la classica marchetta hollywoodiana buona per la notte degli Oscar, e dunque la lascerò come carne da cannone per qualche eventuale serata buona per le bottigliate. Ma senza fretta.

Postino Pat - Il film
"Ford, c'è un pacco bomba... volevo dire c'è posta per te."
Cannibal dice: Postino Pat è un cartone seguito dai miei nipoti, nemmeno troppo terribile, ma comunque il suo film me lo evito alla grande, a meno che non mi costringano loro a vederlo. Così come il Fordino può tranquillamente risparmiarselo, sempre se quel bambinone di suo padre non lo forzerà a sorbirselo.
Ford dice: ringrazio il cielo che il Fordino sia passato direttamente alla fase Kung Fu Panda e Madagascar, risparmiandomi la sofferenza di assistere a robe come Peppa Pig, cugina di Peppa Kid, o il Postino Pat.
Dunque lascio questo film al mio antagonista e alle sue regressioni infantili con grande, grande gioia.

mercoledì 4 settembre 2013

IL PRINCIPE ABUSIVO CERCA MOGLIE




Il principe abusivo
(Italia 2013)
Regia: Alessandro Siani
Sceneggiatura: Fabio Bonifacci, Alessandro Siani
Cast: Alessandro Siani, Sarah Felberbaum, Christian De Sica, Serena Autieri, Lello Musella, Nello Iorio, Alan Cappelli Goetz, Marco Messeri
Genere: favoletta
Se ti piace guarda anche: Il principe cerca moglie, Piccolo grande amore, Pretty Princess, Quasi amici

Il principe abusivo è stato il più grande successo cinematografico italiano dell’anno.

AHAHAH, Cannibal, sei il solito burlone. Sei più simpatico di Siani!

"Ti faccio partecipare al mio film se prometti di non fare più cinepanettoni."
"Affare fatto."
No, ragazzi. Mi spiace, è tutto vero.
Dopo gli incassi stellari di Benvenuti al Sud e Benvenuti al Nord, Alessandro Siani questa volta in versione protagonista assoluto si conferma il nuovo re del botteghino italiano, con oltre 14 milioni di euro incassati alla faccia della crisi, andando a raccogliere il testimone dai campioni del box-office del passato recente come Leonardo Pieraccioni e Christian De Sica. E il passaggio di consegne con quest’ultimo avviene proprio in questo film, che vede entrambi nel cast.

Devo dire che partivo con i peggiori pregiudizi. Chissà perché… Forse perché, oltre a non sopportare la commedia all’italiana, Alessandro Siani non lo trovo per nulla divertente. Faccio persino fatica a capire ciò che dice. Evidentemente non sono il solo, visto che nel film, con uno degli espedienti più riusciti e autoironici, viene chiamato persino un traduttore per interpretare il suo linguaggio.
Per di più, qui il Siani è impegnato non solo nelle vesti di attore ma anche in quelle ancor più impegnative di co-sceneggiatore e pure di regista esordiente. C’erano allora tutte le premesse per un massacro cannibale annunciato, per una demolizione totale di questo principino abusivo e invece…
Non è così male. Chi l'avrebbe detto?

"Hey, ma tu sei Alessandro Siani?"
"Eh, modestamente sì."
"Ah bene, arriva quel bicchiere d'acqua che avevo chiesto, o no?"
L’idea di partenza più che abusiva è abusatissima. La principessa di un regno immaginario, una Sarah Felberbaum decisamente in parte, è in crisi perché nessuno la caga. Come fare ad attirare le attenzioni dei media? Il ciambellano ciambellone di corte Christian De Sica ha l’intuizione vincente: fingere una love story tra la principessa e un morto de fame. Una favola regale alla William e Kate, a parti invertite. La variante un minimo originale di questa pellicola è che, rispetto al solito, non è il principe a cercare moglie, come nel mitico film con Eddie Murphy, ma il contrario. Quanto al morto de fame prescelto, risulterà uno scroccone napoletano, interpretato naturalmente da Alessandro Siani.
Da questo spunto non proprio originalissimo, la comedy si sviluppa in maniera altrettanto immaginabile, con il Siani che ne combinerà di tutti i colori nel ruolo di fidanzato della principessa. È la solita situazione del tipo che si trova in un contesto diverso rispetto al suo ambiente naturale, un po’ come l’altrettanto tamarro Driss di Quasi amici. Il risultato non è certo ai livelli della notevole commedia francese, siamo più che altro dalle parti di Piccolo grande amore, film anni ’90 dei Vanzina con Raoul Bova, eppure qualche momento divertente il film lo regala. Merito di un Siani meno odioso e più comprensibile del solito e di un Christian De Sica in gran spolvero lontano dai cinepanettoni, oltre che di una trametta da romcom americana tanto già vista, quanto sempre efficace. Prendi un improbabile tamarro e lo metti a confronto con le regole del galateo e del bon ton, e le risate sono garantite.

"Dici che così somiglio a Eminem in 8 Mile?"
"Ma va, al massimo sembri uno pronto a fare una rapina..."
Se per 2/3 la commedia fa il suo dovere, risultando contro ogni mia più rosea previsione una gradevole visione, nella parte finale, come invece prevedibile, scivola paurosamente nello smielato più totale.
ATTENZIONE SPOILER Il fatto che la principessa finisse per innamorarsi dell’abusivo Siani era scontato e già da mettere in conto fin dall’inizio. Il fatto che passi dal disgusto nei suoi confronti alla voglia di passare tutto il resto della sua vita insieme a lui, dopo che lui le recita una poesia al balcone in una scena molto alla Romeo + Giulietta, appare però un tantino esagerato e affrettato persino all’interno di un contesto favolistico.
La parte conclusiva è quindi il trionfo più totale dei buoni sentimenti, ma il difetto maggiore della pellicola è un altro: la colonna sonora. Se a livello registico il suo film non è ‘na schifezza come ci si poteva aspettare, il Siani deve però confermare che l’Italia è il Terzo mondo musicale con una selezione di brani imbarazzanti, un momento da musical regalato a Christian De Sica e Serena Autieri del tutto superfluo, la solita "'O surdato 'nnamurato" cantata in coro (evvai di stereotipi!), e soprattutto l’orripilante “Amore amaro” di Gigi Finizio (ARGH!) usata nel momento che sarebbe dovuto essere quello emotivamente più forte dell’intera pellicola, invece fa solo venire voglia di tapparsi le orecchie. È anche da questi dettagli, che poi tanto dettagli non sono, che si vede l’arretratezza della nostra commedia, rispetto ad esempio a quella più spumeggiante e ben prodotta dei cugini francesi, si veda per esempio 20 anni di meno.
Tolti questi due grossi difetti, buonismo imperante e soundtrack agghiacciante, Il principe abusivo è un film nazional-popolare che tutto sommato funziona, ha una piacevole atmosfera fiabesca e strappa qualche risata.
A sorpresa, l’esordio alla regia del Siani non mi azzardo allora a dire che mi sia piaciuto, però non mi è nemmeno dispiaciuto. Altrettanto a sorpresa, non vi siete beccati un massacro cannibale in piena regola. Per quello però tranquilli, aspettate le prossime recensioni di film italiani e non resterete delusi…
(voto 6-/10)



giovedì 14 febbraio 2013

NOI SIAMO CINEMA



I My Bloody Valentine hanno pubblicato un un disco dopo 22 anni di assenza dalle scene, in settimana ha nevicato come non nevicava da forse 100 anni (almeno secondo Studio Aperto), ci sono state le prime dimissioni di un Papa da 600 anni a questa parte, Spotify è finalmente arrivato in Italia...
Il mondo in questi giorni sta attraversando un periodo di profondi e radicali mutamenti, ma c’è qualcosa che non cambia mai, oltre a Sanremo: la rivalità tra me e Mr. Ford che torna ancora più forte anche questa settimana, con la nostra rubrica sulle uscite del weekend cinematografico.
Quali film vedremo arrivare nelle sale italiane a partire da oggi? Ecco tutte le novità, di cui diverse parecchio interessanti.

"Evvai, finalmente ho conosciuto qualcun altro che usa ancora la macchina
da scrivere come me: Ford, noi siamo infinito!"
Noi siamo infinito di Stephen Chbosky
Il consiglio di Cannibal: noi siamo infinito, Ford tu sei finito
Papa Ratzinger ha annunciato le sue dimissioni da pontefice. Forse ha saputo che ultimamente Padre Ford si è dedicato sempre di più alla religione e vuole lasciargli spazio?
Anche se così fosse, spero che la nostra rivalità possa continuare. In fondo, se Natzi, ehm Ratzi ha lasciato per dedicarsi all’attività di twittatore a tempo pieno, anche Papa Ford potrà tenere il suo blog, no?
Noi siamo infinito e un film che a noi, dove con noi per la prima e spero ultima volta nella mia vita intendo me & Ford, è piaciuto e pure parecchio. E a voi?
Film già inserito nella top 10 dei miei preferiti del 2012 e recensione cannibale coming very soon…
Il consiglio di Ford: Ford è infinito, il Cannibale un po’ meno.
Per la seconda settimana di seguito, e per l'ennesima volta quest'anno - ma cosa sta succedendo all'ordine delle cose? - giunge nelle sale un film che riesce nell'impresa di mettere d'accordo perfino il blasfemo Ford ed il Papa Boy Cannibale, una pellicola di formazione con uno sguardo sull'adolescenza e gli anni del liceo di una bellezza da brividi e disarmante. Inutile dire che questo è il film della settimana, e forse anche uno di quelli dell'anno.

Die Hard - Un buon giorno per morire di John Moore
Il consiglio di Cannibal: Die Ford, volevo dire… Dai Ford!
Sono secoli ormai che l’idolo Bruce Willis non azzecca più un action davvero degno di nota, forse dalle precedenti dimissioni di un Papa, e dubito che questo ennesimo remake possa cambiare la tendenza.
Il precedente Die Hard - Vivere o morire era anche guardabile, però era del tutto inutile e non aggiungeva nulla alle avventure di John McClane. Se in quello c’era la figlia, in questo nuovo (?) capitolo hanno tirato fuori il figlio di McClane. Certo che questi sceneggiatoroni di Hollywood ne hanno davvero tanta di fantasia.
Quasi quanta Ford: dopo Beasts of the Southern Wild, anche il suo prossimo header sarà dedicato a Zero Dark Thirty? ;)


"Ora ricordo perché ho accettato di girare questo film..."
Il consiglio di Ford: un buon giorno per il Cannibale per morire potrebbe essere quello di decidersi ad incontrare Ford di persona!
Ennesimo capitolo delle avventure dell'inossidabile McClane, che ormai pare effettivamente aver dato tutto quello che poteva al Cinema. Da queste parti, però, si vuole un gran bene sia a Bruce Willis che alla saga, quindi ce ne fregheremo bellamente e saremo in prima linea per goderci qualche sana esplosione nonchè sparatoria nonchè action movie in barba a tutti i Peppa Kid del mondo.
Ce n'è uno solo? E meno male! ;)




Promised Land di Gus Van Sant
Il consiglio di Cannibal: un bel film, promesso
Grazie. Per una volta grazie alla distribuzione italiana, per non aver tradotto il titolo di questo film con qualcosa che avrebbe potuto far affiorare inquietanti ramazzottiani ricordi…
Ho già visto questo film e devo dire che mi è piaciuto. Qualcuno lo potrà accusare di buonismo o altro, ma per me raccontare bene una bella storia non significa per forza buonismo. Certo, non aspettatevi un capolavoro di originalità o qualcosa di rivoluzionario, ma un solido film diretto dalla garanzia Gus Van Sant che unisce impegno con una buona dose di intrattenimento. Questo ve lo posso promettere.
"Che ti posso offrire da bere? E non dirmi un WhiteRussian che mi incazzo!"
Una cosa che non vi posso promettere è che io e Ford ci daremo battaglia su questo film. Anche se, considerati i suoi gusti mistico-spirituali degli ultimi tempi, il Ford Sant potrebbe arrivare persino a rinnegare Van Sant.
Recensione cannibale prossimamente.
Il consiglio di Ford: ve lo prometto, lo guardo e cerco di fare la guerra al Cannibale!
Il buon Gus, che mi pareva alla canna del gas dopo aver realizzato quella robetta radical chic tutta forma e niente sostanza di Paranoid Park potrebbe riscattarsi con un titolo che mi ricorda in qualche modo il buon Will Hunting - sarà per Matt Damon? -. Al Saloon non è ancora arrivato, ma vedremo di provvedere a breve in modo da contrastare la presenza in rete della recensione cannibalesca, che sarà come di consueto frutto dei deliri egomaniaci del mio antagonista.

"Ford non ha ancora guardato la nostra pellicola?"
"No, era troppo impegnato a vedersi tutti i film del suo idolo Ceccherini ahah!"
Blue Valentine di Derek Cianfrance
Il consiglio di Cannibal: Blue Ford
Davvero ironica la scelta di far uscire un film così disperato e così poco romantico proprio a San Valentino. Peccato solo che probabilmente non si è trattata di una scelta ironica…
I distributori nostrani hanno portato nel nostro Belpaese questo film con un ritardo fordiano di giusto qualche anno, ma se non altro può essere l’occasione buona per ripescare il lavoro dell’interessante regista Derek Cianfrance prima dell’uscita di Come un tuono (The Place Beyond the Pines), ancora con l’ottimo Ryan Gosling. Blue Valentine è una perfetta visione per un San Valentino alternativo, mentre se siete dei romanticoni smielati come Mr. Ford, è meglio se girate al largo.
La mia recensione, vecchia di ormai due anni ma non ancora andata a male, la potete recuperare qui.
Il consiglio di Ford: volete un San Valentino da incubo che vi permetta di liberarvi di una metà sconveniente? Scegliete un film consigliato dal Cannibale!
Tralasciando i consueti commenti a proposito della distribuzione italiana, devo ammettere che questo film ormai piuttosto datato non è mai riuscito ad incuriosirmi abbastanza da affrontarne la visione: può essere, però, che l'imminente uscita di The place beyond the pines possa farmi cambiare idea e mettermi nell'ottica di una doppietta dedicata a Cianfrance. Staremo a vedere. Nel frattempo, io salto a piè pari S. Valentino e continuo a consigliarvi di essere a breve tutti infinito.

"Ooh, finalmente potrò vantare una chioma come quella di Ford!"
Il principe abusivo di Alessandro Siani
Il consiglio di Cannibal: il film abusivo
Alessandro Siani non è che non lo sopporto. Non capisco quello che dice. Non so quindi dire se faccia ridere o meno, so solo che io non lo capisco.
Qui, oltre ad essere protagonista, esordice alla regia e naturalmente, per non farci mancare nulla, firma pure la sceneggiatura. Ho come l’impressione quindi che questo film… non lo capirò. Almeno so che visione recuperarmi quando vorrò davvero farmi del male. Altrimenti un’alternativa valida è sempre quella di guardare qualche pellicola caldamente consigliata da UaitRascian.
Il consiglio di Ford: dovrebbero essere abusivi i consigli di Principino Kid!
Trovo che Alessandro Siani sia uno dei fenomeni televisivi e cinematografici made in Terra dei cachi più sopravvalutati ed inutili degli ultimi anni. Dunque, quanto pensate possa interessarmi un film scritto, diretto ed interpretato da lui?
Avete indovinato.
Meno di un titolo consigliato da Peppa Kid.
E ho detto tutto.

"Papà, ma come, non mi riconosci? Sono il tuo Fordino!"
La mia mamma suona il rock di Massimo Ceccherini
Il consiglio di Cannibal: la mia mamma le suona al Ford
Come se Siani non fosse già abbastanza, ecco arrivare anche un film diretto e interpretato da un altro comico (?) nostrano, Massimo Ceccherini. Non ho visto i suoi filmoni precedenti, e non credo che vedrò nemmeno questa perla, che vanta nel cast Cristina Del Basso, la tettona del Grande Fratello. E se fa l’attrice lei, vuol dire che in Italia chiunque può fare qualsiasi cosa. Non so, a spararla grossa, a questo punto oserei dire che Ford potrebbe persino proporsi come autorevole blogger cinematografico!
Il consiglio di Ford: io le suonerei volentieri a Ceccherini. E non solo.
E' il momento di una confessione.
Il mio acerrimo nemico, il personaggio che più odio e trovo discutibile al mondo non è il Cannibale. Neppure Lars Von Trier. O Silvio Berlusconi. E' Massimo Ceccherini.
L'ho sempre, sempre, sempre detestato.
Non fa ridere, è brutto da vedere, mi pare sinceramente anche un coglione.
Guardate un pò a cosa mi portano certi film distribuiti.
A proposito, se lo andate a vedere vi pesto con le mie mani. E le bottiglie, ovviamente.

"Guai a chi vota per la Lega Ford."
Viva la libertà di Roberto Andò
Il consiglio di Cannibal: viva la libertà, abbasso Ford (troppo scontata questa, lo so, lo so)
Film su una campagna elettorale che per una volta dunque esce in maniera sensata nel momento giusto. Peccato solo che siamo già talmente spompati dalla campagna elettorale vera che non credo in molti vogliamo vederne una pure al cinema.
Viva comunque la libertà di scelta, che può portare qualcuno a sorbirsi questo film anziché un gioiellino assicurato come Noi siamo infinito, oppure a perdere tempo su WhiteRussian anziché su Pensieri Cannibali.
Il consiglio di Ford: ben venga la libertà. Quella di evitare certi film.
Come già ampiamente espresso la settimana scorsa, temo di averne le palle piene di elezioni politiche, presunti politici e presunti nani maledetti. A parte il momento in cui sarò solo con me stesso nella cabina per il voto, non voglio sentire nulla che riguardi lo scempio ed il teatrino che siamo costretti a sorbirci qui.
Soprattutto al Cinema.
Che se lo sciroppi il Cannibale, che tanto è abituato all'immondizia televisiva.

"E' da quando sono stato al cinema con Ford che ho questo sguardo."
Quattro notti di uno straniero di Fabrizio Ferraro
Il consiglio di Cannibal: meglio quattro notti con uno straniero, o possibilmente una straniera, che con Ford
Pellicola che puzza di radical-chicchismo lontano un miglio persino al mio naso.
Figuriamoci a quello di Ford…
Il consiglio di Ford: meglio quattro notti da straniero in vacanza, che qui in Italia con film come questi.
Pellicola che puzza di radical-chicchismo lontano un miglio al naso del Coniglione.
Figuratevi al mio.

Giochino della settimana: quale tra questi è Ford?
Notre-Dame De Paris di (regista non pervenuto)
Il consiglio di Cannibal: ma basta con ‘sti film sulla danza
Ormai ogni settimana escono regolamente non solo dei filmetti italiani distribuiti in 2 o 3 sale, non solo dei filmetti di animazione che persino Ford è in grado di creare al computer, ma pure dei filmetti sulla danza che credo/spero nessuno vada a vedere. Se volete assistere a un’opera teatrale, andate a teatro, no?
Il consiglio di Ford: non voglio vederli danzare.
Ma con tutte le buone cose che escono ai quattro angoli del globo, è possibile che qui si sia ridotti così male da proporre in sala spettacoli teatrali riciclati!?
Sapete cosa dice il vecchio Jack Burton in situazioni come questa?
Il vecchio Jack dice "basta, adesso".

"Hey yo, che stai scrivendo?"
"Scrivo "Resisti Cannibal". Poveretto, tutte le settimane deve sopportare Ford."
Vietato morire di Teo Takahashi
Il consiglio di Cannibal: oddio, a Ford non lo vieterei buahah
Documentario ambientato in un centro di recupero per tossicodipendenti.
Buone le intenzioni, lascio a voi il piacere o dispiacere di scoprire il risultato.
Io, sinceramente, c’ho meno voglia di vederlo di un film scritto, diretto e interpretato da Mr. James Ford con la partecipazione straordinaria di Alessandro Siani e Massimo Ceccherini.
Il consiglio di Ford: vietato vivere (chiusi in una stanza infestata da conigli giganti a Casale Monferrato).
E pensare che questa settimana era partita bene.
Ora mi sento così depresso che quasi quasi corro a guardarmi qualche film consigliato da Katniss Kid.
Che è tutto dire.

giovedì 20 settembre 2012

O mia bruta Madunina

Benvenuti al Nord
(Italia 2012)
Regia: Luca Miniero
Cast: Claudio Bisio, Alessandro Siani, Angela Finocchiaro, Valentina Lodovini, Nando Paone, Giacomo Rizzo, Paolo Rossi, Ippolita Baldini, Francesco Brandi
Genere: guerra di secessione
Se ti piace guarda anche: Benvenuti al Sud, Giù al Nord, Zelig (il programma tv)

“Testina, facciamo il sequel di Benvenuti al Sud, lo ambientiamo nella Gran Milan e il cash è garantito. Taaac.”
Reazione del produttore nordico di Benvenuti al Sud dopo il successo del film.

“Miiinnghia, il seguito di Benvenuti al Sud lo facciamo all’estero, su in quel posto vicino al Polo Nord. Le risate son garantite, uè uè.”
Reazione del produttore terr… ehm, meridionale di Benvenuti al Sud dopo il successo del film.

Tanto perché ci troviamo di fronte a un film costruito UNICAMENTE sugli stereotipi, partiamo pure noi in fase di recensione così, super stereotipati. Ma proseguiamo oltre.

"Come attore faccio pena, ma almeno mi consolo con il Milan,
che sta facendo una grande stagione. No, eh?"
Benvenuti al Nord non è un film. Siamo seri. Questo non è cinema. È un’unione (infelice) di gag di impronta per lo più televisiva messe insieme alla buona. Alcune fanno anche ridere, per carità, però il cinema è un’altra cosa.
Benvenuti al Nord come operazione di marketing è invece un’operazione perfettamente riuscita. Unisce l’efficienza economica del Nord, con la volontà di capitalizzare il successo del primo episodio nella maniera più efficace possibile, e la simpatia caciarona del Sud, aggiungendo una buona dose di spira tanto sentimento e di anime e core alla fredda cassoeula milanese.
Il film (?) sembra realizzato in serie come fosse uscito da una catena di montaggio, visto che ripete passo a passo trama e battute del primo capitolo, peraltro di suo già “copiato”, pardon fotocopiato dal francese Giù al Nord. I francesi, nonostante il successo di quella superhit, non hanno però pensato a replicarlo. Stupidi francesi. E allora ci abbiamo pensato noi, con quello che a oggi si sta rivelando il maggior incasso del box-office italiano del 2012. Sì, anche più di The Avengers, dei film d'animazione e di tutti gli altri blockbusteroni americani.
Dicevamo che il film, anzi l’operazione di marketing, è persino esagerata nel voler essere riuscita a tutti i costi. Pure con i sentimentalismi e gli ammiccamenti al grande pubblico, eccedendo davvero troppo con il volemose bene e presentando un finale da diabete immediato pure per i non diabetici. Se già l’happy ending del primo era da cartolina, con questo hanno fatto persino nevicare, manco ci trovassimo in uno spot natalizio è Natale a Natale si può fare di piùùùùù, è Natale a Natale si può dare di piùùùùù, è Natale a Natale puoi andare a dar via il cùùùùù!

"Il blog Pensieri Cannibali? E' 'na fetecchia, ecco cos'è!"
A proposito di pubblicità, o di réclame come la chiamano a Milan, più che cinema questo è uno spottone. Alle Poste Italiane, che per quanto pseudo criticate ne escono più simpatiche o comunque più umane. Sarà che sono notoriamente antipatiche, le Poste Italiane, e quindi a farle uscire meglio non ci va molto. Così come ci sono le Fiat e altri spottoni e momenti di product placement assolutamente gratuiti. Gratuiti per lo spettatore, certo non gratuiti per i produttori che con essi ci hanno finanziato la pellicola. Ma al di là dei numerosi prodotti pubblicizzati, è proprio la pellicola a ricalcare lo stile degli spot. Quando passerà in tv, la regia di questo film sarà indistinguibile da quella delle réclame che passeranno. Può darsi che apparirà persino più vecchia, degli spot, visto che prima del suo passaggio televisivo ne passerà ancora un po’, di tempo.
Se visivamente e cinematograficamente la pellicola (?) adotta uno stile pubblicitario, la comicità (?) presentata è di stampo televisivo. Più precisamente, di stampo Zelig. Claudio Bisio come attore è meno credibile di L. Ron Hubbard come santone di una religione, Alessandro Siani magari farebbe anche ridere ma continuo a non capire quello che dice. E la Finocchiaro no. Semplicemente la Finocchiaro è improponibile. Il peggio è quando fa la vecchina milanese, in una serie di sketch che sarebbero indigesti già se proposti all’interno di uno show di cabaret, figuriamoci dentro a un film. O presunto tale.

"Cannibal, sei licenziato!"
L’unica trovata di Benvenuti al Nord è dunque quella di prendere il primo capitolo e “tradurlo” in salsa milanese. Questa volta è Siani che viene su nella capitale lumbarda e deve cercare di adattarsi agli infernali ritmi lavorativi locali, mentre il Bisio si trova alle prese con un matrimonio in crisi e una crisi di mezza età alla American Beauty. Vabbuò, diciamo alla Italian Biuti. Per cercare di variare la formula un pochino, ma proprio un pochino pochino pochino, gli sceneggiatoroni, che si sono impegnati davvero tanto ma proprio tanto tanto tanto, hanno aggiunto anche un Paolo Rossi (no, non il calciatore, bensì il "comico") in versione megadirettore galattico delle Poste Italiane che appare come un mix letale tra Marchionne e Brunetta… sì, l’orrore fatto persona.
In più una colonna sonora penosa e parecchio sanremese che ci propone Dolcenera, Amanda Lear, Davide Van Des Sfroos, musica elettronica finto ggiovane e, sui titoli di coda, un bel (?) videoclippone di Emma Marrone che vomita sulle ceneri di Nel blu dipinto di blu. Tanto per non farci mancare il markettone conclusivo e pseudo musicale.



"Sapete cosa? Mi sono appena ricordata di non saper suonare la chitarra...
E sapete cos'altro? Mi scappa la cacca."
Criticato il criticabile, mi allineo allo smielatissimo happy ending del film-spottone e chiudo con qualche parola positiva: non sarà cinema, proprio no, però qualche scena fa ridere, dopo tutto con gli stereotipi su Nord e Sud è sempre facile andare a segno, e tutto sommato può costituire un’alternativa più che valida rispetto a una serata davanti a Zelig. Il fatto che questa mega marketta pubblicitaria sia il film più visto al cinema, non in tv sottolineo al cinema, dell’annata nostrana è però davvero inquietante.
Benvenuti in Italia.
(voto 4,5/10)

giovedì 22 marzo 2012

La peggior Capotondi della mia vita

LUNEDì
Fabio De Luigi vaga in giro per gli studi di Cologno Monzese come un’anima in pena. È stufo di Mai dire Gol, Mai dire Domenica, Mai dire Mai Tai, Mai dire Maiale, Mai dire Gatto se non ce l’hai nel sacco, Mai dire Ah la tauromachia.
Vuole provare a fare qualcosa di nuovo, di diverso. Basta personaggi divertenti come questo…


O come questo…


O ancora come quest’altro…


O come Medioman, il pagliaccio Baraldi, il modello Fabius, Bastilani o le imitazioni di Miguel Bosé, Michael Bublé, Mario Giordano, Carlo Lucarelli, Demo Morselli e di Patrick e Filippo Nardi del Grande Fratello…


"I cuscini di Justin Bieber e dei One Direction eran finiti, è rimasto solo questo..."
MARTEDì
Fabio De Luigi vuole qualcos’altro, questa volta: un personaggio che non sia divertente manco per sbaglio, nonostante si sforzi in tutti i modi di esserlo.
E poi basta con la tv. Al cinema si è già cimentato in diverse pellicole e ha spaziato parecchio, passando dai cinepanettoni natalizi ai cinepanettoni brizziani, fino ad arrivare al cinema (più o meno) d’autore con Pupi Avati (Gli amici del bar Margherita) e Gabriele Salvatores (Happy Family e l’ottimo Come Dio comanda).
Però adesso vuole cimentarsi con un progetto più suo, con un ruolo da protagonista assoluto e perché no? curare persino la sceneggiatura!

MERCOLEDì
Fabio De Luigi contatta così Alessandro Genovesi, lo sceneggiatore del valido Happy Family di Salvatores e insieme si mettono al lavoro.
Idee per un film…
Niente?
Vabbè, allora perché non plagiare, pardon prendere ispirazione da qualcosa di già esistente? Andiamo, tanto lo fanno tutti. Le idee originali non sono più di moda da un pezzo. Il nuovo modello mondiale di riferimento è quello cinese, basato sul: copiare copiare copiare.
De Luigi e Genovesi allora plagiano, pardon copiano, pardon “prendono ispirazione” da una comedy britannica mai arrivata dalle nostre parti, così sembra una cosa nuova: The Worst Week of My Life.
The Worst Week of My Life è una serie che in Gran Bretagna ha funzionato così com’è, quindi perché stravolgerla troppo? La rendiamo un po’ più italiana, ci mettiamo dentro Alessandro Siani che quando parla non ci capisce cosa dice e per capirlo e ci vorrebbero i sottotitoli ma alla fine è meglio così, perché se si capisse cosa dice non farebbe ridere e invece così nel suo farfugliare un po’ di parole napoletane a caso sembra dica magari qualcosa di spiritoso. Quindi ci aggiungiamo una spruzzata di Ti presento i miei, ma giusto un goccio, e per il resto lo possiamo tenere così.
Vedere il primo spezzone del primo episodio per capire quale “lavorone” di (non) adattamento sia stato fatto…


GIOVEDì
Visto che la sceneggiatura è stata già sbrigata, è bastato il traduttore simultaneo dall’inglese all’italiano e il gioco è fatto, ora è arrivato il momento della decisione più importante: la protagonista femminile.

Estratto da un dialogo tra Alessandro Genovesi e Fabio De Luigi:
“Fabio, vediamo un po’, chi ti vorresti fare? Pardon, con chi vorresti recitare?”
“Mmm… Scarlett Johansson?”
“Adesso Fabio vediamo di mirare un attimo più in basso e più in Italia…”
“Perché non la Monicona Bellucci?”
“No, quella ormai si è montata la testa e gira solo porno d’autore in Francia.”
“E allora prendiamo la Cristiana Capotondi, forse la miglior giovane attrice italiana in circolazione, anche perché non è che abbia tutta ‘sta concorrenza tra una Carolaina “Cagna maledetta di Boris” Crescentini e una Laura Chiatti me la voleva dare ma io dovevo lavorare, lavorare, lavorare.”
“Scusa Fabio, mi sa che quello era Fabri Fibra…”

VENERDì
Inizio delle riprese del film.
“Buona la prima, gente!”
Fine delle riprese.

SABATO
È arrivata l’ora di dare l’opera in pasto ai feroci critici cinematografici. Visto che è sabato e per quelli delle testate principali è giornata di riposo, l’unico che partecipa all’anteprima per la stampa è un certo Cannibal Kid, autore di Pensieri Cannibali, un blog pseudo cinematografico che viene definito “in forte ascesa”, almeno dagli ambienti radical-chic che contano. Di seguito vi riportiamo la sua recensione della pellicola.

"Oh, ma quante canne dobbiamo farci perché questo film cominci a far ridere?"
La peggior settimana della mia vita
(Italia 2011)
Regia: Alessandro Genovesi
Cast: Fabio De Luigi, Cristiana Capotondi, Monica Guerritore, Antonio Catania, Alessandro Siani, Nadir Caselli, Chiara Francini, Andrea Mingardi, Rosalba Pippa, Gisella Sofio, Alessandro Genovesi
Genere: skifoso sketchoso
Se ti piace guarda anche: Ti presento i miei, Mi presenti i tuoi?, Vi presento i mostri nostri, The Worst Week of My Life, Love Bugs


La peggior settimana della mia vita o la peggior schifezza abbia mai visto nella mia vita?
Il dubbio viene trovandosi di fronte a un prodotto che di cinematografico non ha nulla.
Regia? Non pervenuta.
Sceneggiatura? Se questi c’hanno messo una settimana (la peggiore della loro vita?) per scriverla, viene da pensare che per almeno 6 giorni buoni sono stati a grattarsi le palle.
"Sincerità: è un elemento imprescindibile per una relazione stabile?"
"No, sincerità: questo film non imprescindibile fa cagare in maniera stabile."
Interpretazioni? Recitano tutti impostati come se fossero a teatro, oppure in una soap-opera di quart’ordine. E già le soap-opera di prim’ordine non è che siano un granché… E pure la Cristiana Capotondi, di solito bravina (ad esempio ne La kryptonite nella borsa), qui è del tutto sprecata nel ruolo di promessa sposa bella statuina. Un velo pietoso su tutti gli altri, con Siani che è quanto di meno divertente si sia mai visto e De Luigi ombra, ma nemmeno, di quello che in tv (di solito) fa ridere.
Colonna sonora? Musichette agghiaccianti ideali giusto come sottofondo in ascensore. Ah, ma a un certo punto arrivano pure Andrea Mingardi e Rosalba Pippa alias Arisa a migliorare la situazione. Migliorare si fa per dire.
Montaggio? E che cos'è? Perché utilizzarlo, quando possiamo terminare ogni giornata/sequenza con un momento (non) divertente?

Vabbè, cinematograficamente il film non sarà un granché, ma almeno si ride, giusto?
Sì, magari. Le scenette sono una sfilza di sketch comici (?) presi pari pari dalla serie inglese che magari, e dico magari, potrebbero funzionare in tv all’interno del contesto di una sitcom. Ma per fare un film, un film vero intendo, sarebbe stato necessario un adattamento di ben altro livello. Una serie di gag stile Love Bugs, peraltro già ben poco divertenti, messe insieme alla buona non dà come risultato una pellicola cinematografica.
Qualcuno dirà: sì, però almeno è una commedia famigliare senza (troppe) volgarità. È vero, non ci sono parolacce, però non mancano le solite scene al cesso o con gli animali già viste mille e mille volte che, per quanto mi riguarda, trovo più volgari di mille bestemmie.
La cosa più sconfortante è come il pubblico italiano abbia apprezzato parecchio, premiando la pellicola con un incasso di quasi 10 milioni di euro. Gran parte degli spettatori immagino saranno usciti dal multisala con il sorriso stampato sulle labbra, convinti di aver visto un film esilarante e originale, una boccata d’aria fresca per il cinema italiano.
"Chi è morto?"
"Il cinema italiano."
"Perché, era vivo?"
Solo che questo non è cinema. È a mala pena televisione di basso livello.
La cosa ancora più sconfortante è che, visto il successo, è già in cantiere un secondo capitolo e proprio in questi giorni sono cominciate le riprese. Considerando il finale ATTENZIONE SPOILERONE, mi aspettavo che si sarebbe intitolato I peggiori nove mesi della mia vita, invece si intitolerà Il peggior Natale della mia vita. Così De Luigi e Genovesi si ritrovano tra le mani con il loro campione di incassi per le Sante festività. Ma, soprattutto, nemmeno per questa seconda pellicola si sono dovuti sbattere per avere anche solo mezza idea originale. Come si chiama infatti la seconda stagione della serie British? Sì, proprio The Worst Christmas of My Life.
Le new-entries nel cast del secondo episodio? Diego Abatantuono, Laura Chiatti, Anna Bonaiuto, Dino Abbrescia, Ale e Franz…
Mi sa che questo film mi farà rimpiangere il cinepanettone. E allora sì che sarà Il peggior Natale della mia vita.
(voto 2/10)

DOMENICA
Considerando come la recensione di quel Cannibal Kid su quel Pensieri Cannibali non si sia rivelata esattamente in linea con le loro aspettative, Fabio De Luigi e Alessandro Genovesi hanno deciso che per la loro nuova pellicola Il peggior Natale della mia vita inviteranno all’anteprima stampa soltanto giornalisti seri e competenti. Qualche nome? Mario Luzzato Fegiz, Augusto Minzolini e Vincenzo Mollica.

lunedì 18 ottobre 2010

Voglio andare a vivere in Campania

Benvenuti al sud
(Italia 2010)
Regia: Luca Miniero
Cast: Claudio Bisio, Alessandro Siani, Valentina Lodovini, Angela Finocchiaro, Giacomo Rizzo, Nando Paone
Link: imdb, mymovies
Genere: nord vs. sud
Se ti piace guarda anche: Giù al nord, Basilicata coast to coast, Si può fare

E andiamo di nazional-popolare.
Benvenuti al sud è il grande successo cinematografico della stagione, con cifre che dovrebbero farlo diventare l’incasso italiano numero 1 dell’anno, è tratto da Giù al nord, altro enorme successo, stavolta tra gli sgallettati francesi ed è già previsto un sequel, prevedibilmente intitolato Benvenuti al Nord. Se a ciò aggiungiamo un Claudio Bisio che recita in modalità spot delle Pagine Gialle e uno pseudo-attore come Alessandro Siani per protagonisti, allora la situazione non si mette troppo bene.

L’inizio della pellicola non fa che confermare questa impressione. Le battute sembrano uscite da Zelig, cosa che non stupisce visto che il pubblico di riferimento cui parla è pur sempre quello. I personaggi sembrano macchiette ed è tutto giocato sulla solita sequela di stereotipi infinita, sia sul Nord che sul Sud.
Claudio Bisio è il direttore di una piccola filiale lombarda delle Poste Italiane che per farsi trasferire nella Gran Milàn finge di essere invalido. Ovviamente viene subito sgamato e per punizione lo spediscono per raccomandata senza ricevuta di ritorno in un paesino della Campania, vicino a Napoli. Tragedia, per lui, ma è qui che il film inizia a farsi interessante.
Le battute cominciano ad andare oltre il buonismo e il politically correct, pur non spingendosi certo al livello di un South Park, e le trovate divertenti si susseguono con una buona regolarità, grazie a un buon adattamento di Massimo Gaudioso, abituale sceneggiatore di Matteo Garrone. Tra le cose che strappano un sorriso: la signora meridionale che continua a portare roba da mangiare, la fissazione per il caffè a tutte le ore e la ricostruzione del Sud criminale ironicamente alla Gomorra quando la moglie di Bisio (la Finocchiaro) viene giù a trovarlo.

Insomma, Benvenuti al Sud cerca di proporre un’immagine più attuale e originale del Meridione e pur con i suoi difetti (una regia non pervenuta, colonna sonora così così, recitazione dei protagonisti a livelli minimi), scivola piacevole, guardabile e allegro, merito anche di attori secondari come Valentina Lodovini e Giacomo Rizzo, entrambi provenienti non a caso da L’amico di Famiglia di Paolo Sorrentino.
Un film meno peggio del previsto, dunque.
Peccato per la caduta di stile del finale: si cerca per tutto la storia di combattere (con risultati alterni) contro i soliti stereotipi sul Sud e poi come scena conclusiva ci si mette una bella panoramica mediterranea con i bambinetti che corrono dietro a una Fiat e, soprattutto, con in sottofondo le note di “O’ sole mio”?!
Ma allora vaciapadirat!
(voto 6-)

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