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martedì 27 novembre 2012

The Blair Witch Police

Stazione di polizia chiama agente Cannibal, ci sente?
Abbiamo un codice 390D, necessitiamo immediatamente di una recensione massacro. Negli ultimi tempi sta dando troppe sufficienze, sta salvando un sacco di film e non tutti lo meritavano e insomma non va davvero bene. Non ci siamo. Abbiamo End of Watch, questa nuova pellicola su due poliziotti in servizio in un quartiere malfamato di Los Angeles, nel barrio dove si combatte una guerra quotidiana tra messicani e afroamericani, e vorremmo che la demolisse. Capito, agente Cannibal? Comprende?

Agente Cannibal a rapporto. Vi sento forte e chiaro. Dite che sono stato troppo buono, negli ultimi tempi?
Sì, mi sa che avete ragione. Mi sono rammollito? Forse, o forse è solo che non mi sono capitate le pellicole giuste da odiare. Adesso però ho anch’io voglia di scagliarmi contro un film e prenderlo a cazzotti come si deve. Vediamo se questo End of Watch può fare al caso mio. Sono pronto in modalità tolleranza zero.

"Scendi dall'auto e ripeti che Donnie Darko fa schifo,
se ne hai le palle!"
End of Watch - Tolleranza zero
(USA 2012)
Regia: David Ayer
Cast: Jake Gyllenhaal, Michael Peña, Anna Kendrick, Natalie Martinez, David Harbour, Frank Grillo, America Ferrera, Cody Horn, Everton Lawrence, Diamonique
Genere: poliziesco
Se ti piace guarda anche: Training Day, The Shield, Harsh Times - I giorni dell’odio, La notte non aspetta

End of Watch, cominciamo dallo start. L’inizio fa ben sperare, in senso negativo. Nel senso che sono pronto per una bella rece massacro. Riprese a mano in stile finto documentario… Ci troviamo per caso di fronte a una versione poliziottesca di The Blair Witch Project? Bene, bene, mi sa che ci sarà da divertirsi a prendere a botte questo film, però… però c’è Jake Gyllenhaal e mi dispiacerebbe farlo. Anche perché non ho mai visto un film brutto con Jake Gyllenhaal.
Ah no, ho dimenticato Prince of Persia!

"Amigo, con quella telecamera sei più inquietante di quando
parlavi con i coniglioni giganti. Fai te..."
Jake Gyllenhaal ancora una volta offre una interpretazione notevolissima e ci scaraventa dentro la vita del suo personaggio e del suo amico messicano interpretato da Michael Peña, che con il cognome che si ritrova sarebbe troppo facile dire che come attore fa pena, ma non sarebbe vero. Pure lui se la cava bene. Il migliore però resta Jake Gyllenhaal. È talmente calato nella parte che io se lo vedo per strada non gli chiedo l’autografo ma gli do’ subito patente e libretto.
Lui e il suo amigo messicano se ne vanno in giro per le strade di Los Angeles con “Harder Than You Think” dei Public Enemy che pompa nelle casse dello stereo e sembra di essere insieme a loro, come dentro un Training Day parte 2 girato in stile YouTube. Che poi il film non è girato tutto in stile mockumentary. Anche se potrebbe sembrare, in realtà non è un fottuto The Blair Witch Police. E questo è un bene.
"Oh no! Ora che la saga di Twilight è finita, mi toccherà fare solo film decenti..."
"Perché, Anna, c'eri pure tu in Twilight? Io non t'ho proprio notata ahaha!"
Allo stesso tempo però non è nemmeno un Cloverfield poliziesco. E questo è un male. End of Watch sta lì a metà strada, tra riprese nude e crude mockumentary e riprese più propriamente cinematografiche. Non è né carne né pesce. È qualcos’altro, un mix confuso e non del tutto riuscito, ma che comunque dimostra una buona vitalità e riesce a catturare. Grazie alle vicende dei due poliziotti, che ci vengono mostrati non solo sul lavoro ma anche nella vita privata.

Ed è qui che entra in gioco Anna Kendrick. Anna Kendrick come al solito riesce a illuminare lo schermo, nonostante la sua presenza sia limitata a poche scene. Anna Kendrick non è una figona. Anna Kendrick ha quel tipo di fascino, quello non della tipa da una botta e via. Quello della tipa da sposarti. E infatti Jake Gyllenhaal nel film non se lo fa ripetere due volte. Anna Kendrick ha quel fascino lì, un po’ come Taylor Swift che nella vita reale usciva con Jake Gyllenhaal ma lui in quel caso non se l’è sposata e ora they are never ever ever getting back together.
"Dite che ero più sexy quando facevo Ugly Betty? Non è una bella cosa..."
Like ever.

Come comprimarie sulla strada compaiono invece America Ferrera e Capo Cody Horn. America Ferrera è l’ex Ugly Betty che qui anche senza occhiali e senza apparecchio resta sempre ugly e Cody Horn che invece l’abbiamo già vista in Magic Mike ma è talmente poco sexy che guardando il film veniva più voglia di farsi Channing Tatum o Matthew McCounaghey o Alex Pettyfer e insomma sia America che Cody fisicamente non mi piacciono proprio e non mi metterei mai con loro, like ever, ma con il loro fare mascolino sono perfettamente calate nella parte delle sbirre e quindi per la pellicola è meglio così. Anche perché una sbirra troppo sexy non è credibile. Vedi Kristin Kreuk nella serie Beauty & the Beast, che invece di una scena del crimine, sembra più pronta per una sfilata in passerella.

"Proprio così Betty cozz... ehm, America Ferrera. Proprio così."
Vita di strada e vita privata, poliziesco e squarci di romanticismo, mockumentary e fiction. End of Watch è un gran calderone in cui rientra di tutto e di più e qui sta il suo fascino. Così come il suo limite. Con la sua varietà di scelte stilistiche, il regista e sceneggiatore David Ayer non sa bene da che parte stare, eppure riesce a proporci una pellicola nuda e cruda che pur nella sua discontinuità tiene inchiodati sui sedili dell'auto insieme a Jake Gyllenhaal e Michael Peña. A non convincere fino in fondo è semmai la scelta di presentarci dei poliziotti troppo buoni. Va bene che non tutti i poliziotti devono essere corrotti o bastards come la sigla A.C.A.B. ci suggerisce, però questi due non si lasciano tentare nemmeno per un attimo dall’idea di prendersi una parte dei soldi ritrovati a degli spacciatori e non ci pensano un secondo a gettarsi tra le fiamme per salvare dei bambini. Per questo aspetto, nonostante il suo stile mockumentarystico-realistico, End of Watch finisce per somigliare a una pellicola fantascientifica, tanto che in questo caso più che di A.C.A.B. si può parlare di A.C.A.H., All Cops Are Heroes.
(voto 7-/10)

Stazione di polizia chiama agente Cannibal, ci riceve?
E questa le sembra una stroncatura, le sembra? Noi volevamo una recensione massacro e lei ancora una volta ha regalato una sufficienza, anzi addirittura una più che una sufficienza. E per fare il cattivone al 7 ha aggiunto un misero meno!?! Tutta qua la sua brutalità?
Cannibal, ci riconsegni immediatamente distintivo, pistola e tastiera. Lei è licenziato. Con effetto immediato.

The End (of Watch)


giovedì 22 novembre 2012

E lo chiamano cinema

"Ford è scivolato su una buccia di banana che gli ha messo il Cannibale?"
"Oh, che peccato!"
Si preannuncia una settimana interessante, nei cinema italiani.
Interessante in piccola parte in senso positivo, per l’arrivo di una manciata di pellicole che si preannunciano valide, ma una settimana interessante soprattutto in senso negativo, grazie all’uscita di una serie di film che si candidano a essere il peggio del trash dell’annata cinematografica.
Riusciranno a mantenere fede alle loro pessime intenzioni?
E il co-capitano (anche se sarebbe meglio dire sguattero) di questa rubrica Mr. James Tont riuscirà a sfornare una nuova serie di pessimi commenti?
Scopriamolo qui di seguito, attraverso le uscite cinematografiche della settimana.

Il peggior Natale della mia vita di Alessandro Genovesi
Il consiglio di Cannibal: se proprio volete che sia il peggior Natale della vostra vita
No, veramente no. Questa roba sta al cinema come Ford sta alla critica cinematografica ahahah.
Ho visto il primo, La peggior settimana della mia vita, ed è stata una delle visioni peggiori della mia vita. Qui trovate la mia recensione. Un insieme di gag di livello nemmeno televisivo, incollate insieme alla buona e ovviamente il pubblico italiano c’è cascato alla grande e il film è andato benissimo al botteghino. Tanto che adesso arriva pure un sequel che rischia di farci rimpiangere persino il cinepanettone…
Fate un favore a voi stessi: state lontani da ‘sta roba. E già che ci siete, state lontani pure da WhiteRussian…
Il consiglio di Ford: il peggior Cinema della mia vita.
Questa roba è l'ennesimo schiaffo alla settima arte della produzione italiana, ormai naufragata rispetto al resto del mondo civile, un po’ come il Cucciolo Eroico. Non ho visto il primo film di questa discutibile serie, e non ho alcuna intenzione di vedere questo: al massimo se ne occuperà il mio antagonista, che critica critica il Cinema d'autore e poi queste schifezze se le vede tutte dalla prima all'ultima.

"Ti farò passare per una vampira da Oscar, Kristen Stewart!"
Dracula 3D di Dario Argento
Il consiglio di Cannibal: sarà peggio di Twilight?
Già dai primi trailer circolati in rete, questo Dracula 3D rischia di essere una delle peggio trashate nella storia del cinema, horror e non solo horror. Un orrore, per giunta pure in 3D, al cui confronto la saga di Twilight potrebbe sembrare il Dracula di Coppola e un orrore che rischia di far sprofondare più sotto della terra il nome un tempo prestigioso di Dario Argento.
Un rischio, questo, che il mio blogger rivale Ford non corre certo. La sua reputazione è già talmente bassa che a ogni post, soprattutto quelli realizzati insieme a me, non può che migliorare.
Il consiglio di Ford: bottigliate di frassino.
Dario Argento, un tempo grande e rivoluzionario regista pioniere del genere in Italia e non solo, con l'età deve essersi completamente rincoglionito, dato che ormai continua a propinarci film uno più brutto dell'altro. Destino analogo pare stia subendo il Cannibale, che da blogger scoppiettante qual'era è diventato una vecchia zitella, roba che in confronto io sembro giovane e le Desperate housewives paiono un gruppo di arzille studentesse.



"Vi prego, Cannibal Kid e altro blogger di cui non ricordo il nome,
dopo tutti i fischi ricevuti a Roma, non criticatemi pure voi due!"
E la chiamano estate di Paolo Franchi
Il consiglio di Cannibal: e lo chiamano cinema
Il “film scandalo” dell’ultima recentissima edizione del Festival di Roma. Il film è stato massacrato dalla critica, bersagliato dai fischi, eppure la giuria presieduta da Jeff Nichols (quello di Take Shelter) gli ha consegnato due premi. Potrebbe benissimo essere una porcata, però tutte queste polemiche lasciano intravedere la possibilità di trovarsi magari di fronte a un prodotto diverso dalla solita italianata. Anche se più probabilmente no, sarà semplicemente una italianata porcata e basta…
In ogni caso, sento odore di possibile film radical-chic che potrebbe fare incazzare Ford, quindi ben venga!
Il consiglio di Ford: e le chiamano uscite, queste!
I Festival, si sa, a volte sono regno di marchette e favori di ogni genere che finiscono per piegare anche i Presidenti di Giuria più volenterosi - nessuno ricorda la Palma d'oro a Fahrenheit di Michael Moore assegnata da Tarantino? -: Jeff Nichols, dopo averci incantato con Take shelter, ha portato questa pellicola che pare assolutamente discutibile in palmo di mano. Sinceramente non ho alcuna voglia di sorbirmela, ma potrei sempre ripensarci in caso mi venisse voglia di menare un paio di bottigliate. Come dite!? Per quello c'è già il Cannibale?

End of Watch - Tolleranza zero di David Ayer
Il consiglio di Cannibal: end of Ford
Un film con protagonista l’idolo cannibale Jake Gyllenhaal, qui più in versione Jarhead che Donnie Darko, in una pellicola poliziottesca dalle parti di The Shield, e quindi adatta pure al (pessimo) palato fordiano.
Non sento odore di nuovo possibile cult gyllenhaaliano in arrivo, però potrebbe essere una visione non male. Dopo 3 prime proposte a fortissimo rischio trash, che sembrava quasi di essere dentro una selezione fordiana, finalmente una pellicola che sembra meritare.
Il consiglio di Ford: Cannibale zero. Ford almeno quattro.
David Ayer, sceneggiatore di Training day, qualche anno fa mi sorprese in positivo con il discreto Harsch times, suo esordio dietro la macchina da presa con un ottimo Christian Bale. Sulla carta – e considerato il contenuto -, dunque, questa dovrebbe essere una visione imprescindibile per la settimana fordiana: eppure, dal trailer, sento puzza di bruciato, un pò come quando apro la home page di Pensieri cannibali. Certo, con titoli come quelli che abbiamo appena visto non si dovrebbe fare troppo gli schizzinosi, dunque mi sa tanto che la visione scatterà.

"Facciamo uno scherzo a Ford: facciamogli credere di essere un grande blogger!"
"Ahahah, non è possibile... c'ha creduto per davvero!"

"Ho un Mr. Ford alle mie spalle? Oh mio Dio, e che cos'è?"
Paranormal Activity 4 di Henry Joost, Ariel Schulman
Il consiglio di Cannibal: parafordal activity
Il primo Paranormal Activity a me aveva fatto cagare addosso. Ma io non faccio testo, in fondo me la faccio addosso anche ogni volta che entro nel blog WhiteRussian!
Il secondo era la solita minestra riscaldata e il terzo l’ho quindi evitato, così come farò pure con questo. Perché ogni volta che un film ha successo, soprattutto in ambito horror, devono replicarlo all’infinito? Ah già, per quella cosa chiamata soldi.
Visto il trailer di Dracula 3D, questo comunque si candida a essere facilmente l’horror migliore della settimana, così come Cannibal contro Ford si candida a essere facilmente il blogger migliore di questo post.
Il consiglio di Ford: di paranormale c'è solo la fifa del Cannibale!
Di questa inguardabile serie mangiasoldi per ragazzini brufolosi come il mio antagonista ho visto soltanto il primo capitolo, una robetta che non farebbe paura neppure al fordino che ancora deve nascere. Dunque non mi degno neppure di prendere in considerazione la visione dell'inutile quarto capitolo, che non sarà altro che la fotocopia sciapa di quel già sciapissimo numero uno. Che se lo spari il mio poco illustre compagno di rubrica in uno dei suoi sabati pomeriggio passati al multisala con i compagnucci di scuola.

"Basta, questa è l'ultima volta che andiamo a vedere un film consigliato da Ford!"
Un mostro a Parigi di Bibo Bergeron
Il consiglio di Cannibal: un mostro a Lodi
Oh, finalmente una pellicola d’animazione che sono molto curioso di vedere. Chissà se quest’anno i francesi diranno la loro pure in questo campo. Il film però è da vedere RIGOROSAMENTE in lingua originale, con la splendida voce della splendida Vanessa Paradis, evitando il come al solito disastroso doppiaggio italiano, che questa volta vanta (?) Arisa.
Il mostro mi sa che non si aggira a Parigi, bensì tra gli studi di chi sceglie i doppiatori italiani.
L’altro mostro, beh, quello è a Lodi, ma già lo sapevamo…
Il consiglio di Ford: il mostro sta arrivando, Cannibale. Scappa in cameretta e chiuditi a chiave.
Onestamente, credo che il 2012 non sia stato l'anno migliore per l'animazione. Ne è la conferma questa produzione francese che sa tanto di scopiazzatura in minore della Pixar e che il doppiaggio italiano riesce a rendere anche più insopportabile. Passo anche in questo caso la patata molto poco bollente al piccolo cuccioletto, giusto per farlo stare buono in attesa che un certo mostro possa fargli visita quando meno se lo aspetta...

"Uèèè, uèèè, volevo vendicarmi con Cannibal per la sua rece
di Valhalla Rising, ma me le ha suonate più forte che a Ford. Uèèè, uèèè!"
Il sospetto di Thomas Vinterberg
Il consiglio di Cannibal: il sospetto che possa essere un gran film
Thomas Vinterberg è un po’ il braccio destro del grande Lars Von Trier quindi, sebbene non sia ai suoi livelli, è uno che può sempre regalare cose interessanti e Il sospetto, già apprezzato a Cannes, sospetto che possa essere una di queste cose interessanti.
Di Ford invece avevo il sospetto che di cinema non ne capisse nulla. Sospetto che si è trasformato in realtà dopo circa… 5 minuti, a dir tanto, la prima volta che visitavo il suo blog WhiteRussian.
Il consiglio di Ford: sospetto che possano piovere bottigliate.
Vinterberg, fratellino minore di Lars Von Trier, a differenza del suo più illustre compagno di merende non ha mai avuto, a mio parere, la zampata del fuoriclasse in grado di far uscire cose come Dogville, ed ha continuato a vivere di rendita grazie al successo del decisamente noioso e poco incisivo Festen. Questo film, nonostante la presenza dell'idolo fordiano Mads Mikkelsen, mi sa tanto di sòla, ma in una settimana agghiacciante come questa potrebbe finire per diventare una soluzione non completamente da buttare.

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