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domenica 20 gennaio 2013

UNITED STATES OF TARA(NTINO)

Quentin Tarantino è il mio regista preferito. Tipo da sempre. Da quando ho un regista preferito, è lui. È sempre stato lui.
Il blog Pensieri Cannibali non ha mai dedicato un post a Quentin Tarantino. Ho persino fatto la mia laurea triennale sul cinema di Quentin Tarantino e sul suo rapporto con la cultura pop, ma non ho mai scritto un post vero e proprio su di lui. Un paradosso?
Sì e no. Il Tara infatti non ha più fatto film nuovi praticamente da quando questo blog esiste. Avevo dedicato qualche breve riga a Bastardi senza gloria, inserito tra le migliori pellicole dell’anno 2009, ma allora Pensieri Cannibali era ancora agli albori e non è che gli avessi dedicato una recensione vera e propria.
Un altro motivo è che è difficile parlare dei propri miti. Almeno per me. Anche perché il Quentin è uno dei pochi idoli che mi sono rimasti a non avermi mai tradito. Mai deluso. Cosa che posso dire di pochi altri, giusto i Radiohead o Damon Albarn, benché quest’ultimo ormai con tutti i suoi progetti paralleli stia diventando un po’ difficile e stancante da seguire. Alcuni loro lavori possono essermi piaciuti di più, altri di meno, ma non hanno mai subito crolli verticali e hanno sempre tirato fuori cose a loro modo originali e interessanti.
Avevo quindi paura ad approcciarmi a questo nuovo Django Unchained. Paura di restare ferito. Scottato. Deluso. Come dagli Smashing Pumpkins che non realizzano più un disco decente manco pregando in ginocchio Apollo, Sarasvathi, Euterpe e gli altri Dei e Muse della musica. Come Thurston Moore e Kim Gordon dei Sonic Youth che annunciano il divorzio e allora, mio Dio!, l’amore eterno proprio non esiste! Come Beverly Hills 90210 che diventa quella cagata di 90210.
I miti adolescenziali sono destinati a deluderti, prima o poi. È scritto nel loro destino. È un passo inevitabile nella crescita. Sia tua, che magari cambi gusti e scopri altre cose, sia loro che spesso perdono l’antica ispirazione e si mettono a fare delle porcherie.
Con Quentin Tarantino non è mai successo. Posso essere rimasto più entusiasta per alcune sue cose, meno per altre, però ogni volta riesce a stupirmi. Ogni volta lo venero ancor di più. Ci sarà riuscito pure con Django Unchained, film western, genere che notoriamente non ho mai sopportato?
Prima di scoprirlo, facciamo un passo indietro.
Non ho mai dedicato un intero post a Quentin Tarantino e quindi ora devo rimediare. Con un doppio post. Tarantino Vol. 1 e Tarantino Vol. 2.
Oggi ripercorriamo l’intera carriera (o quasi) del regista, sceneggiatore e occasionalmente attore (quest’ultimo è il ruolo che gli riesce meno bene, ricordiamolo sempre anche se ormai lo sanno tutti), e poi domani spazio alla recensione cannibale su Django scatenato.

Le iene (1992) di Quentin Tarantino
Film che ha cambiato la vita a molte persone. Luca e Paolo ad esempio senza questa pellicola oggi probabilmente sarebbero in mezzo a una strada con una pera infilata nelle vene. Le iene è un esordio tra i più folgoranti nella storia del cinema americano e del cinema tutto, eppure per me non è stato amore incondizionato. L’ho visto solo dopo Pulp Fiction, e rispetto a quello mi è sembrato ancora un po’ acerbo. A tratti davvero mitico, come nel memorabile dialogo su Like a Virgin di Madonna, ma mi è parso mancare di quel passaggio in grado di trasformarlo da un "semplice" cult al Capolavoro assoluto che sarà la successiva finzione pulp.
(voto 8,5/10)

"Se avessi saputo che Ilary Blasi trovava lavoro, non sulla statale,
solo grazie a me, non avrei mai girato Le Iene..."

Una vita al massimo (1993) di Tony Scott
Tarantino, ormai nuovo astro nascente del cinema americano dopo la sorpresa di Le iene, firma insieme all’allora fido compare Roger Avary (poi regista dell’ottimo Killing Zoe e del favoloso Le regole dell’attrazione) lo script di Una vita al massimo (True Romance) girato dal recentemente scomparso Tony Scott. Un film tra i migliori di Tony Scott, non proprio il massimo invece nella carriera di Tarantino. Una pellicola tipicamente 90s, con Christian Slater e Patricia Arquette loro sì al loro massimo, con una sparatoria finale assurdamente pulp, in puro stile tarantiniano. Un recupero se lo può meritare.
(voto 7/10)

"Ma quanto eravamo hipster, quando gli hipster manco esistevano?"

Pulp Fiction (1994) di Quentin Tarantino
Il film che mi ha sconvolto più di ogni altro mai visto nella mia vita. Quello che mi ha fatto passare da spettatore occasionale a malato di cinema. Quello che mi ha fatto capire che il cinema poteva essere arte allo stato puro e poteva raccontare delle storie in una maniera per me del tutto inedita. Quando l’ho visto, in VHS (!), avrò avuto 13 anni e va tenuto conto anche di questo. Dai a un 13enne un film come Pulp Fiction e gli cambierai la vita per sempre.
Ho detto cazzo che botta, che botta cazzo! Cazzo che botta!
(voto 10/10)

"Sapete già dove potete infilarvele le vostre sigarette elettroniche, vero?"

Assassini nati - Natural Born Killers (1995) di Oliver Stone
Quentin firma il soggetto per la pellicola, poi Oliver Stone lo rielabora e allora Quentin si incazza, disconosce il progetto e il suo nome non compare manco nei titoli di testa. Il suo zampino però nella follia pulp della pellicola ogni tanto, diciamo spesso, fa capolino, e Woody Harrelson e Juliette Lewis sono una coppia tra le più pazzesche e cool di sempre. Da tarantiniano doc forse non dovrei dirlo, ma adoro questo film. Sorry, Quentin.
(voto 9/10)

"Non mi interessa quanti soldi ti offriranno.
Tu non girerai mai quella stronzata di Iron Man, ci siamo intesi?"

Four Rooms (1995, segmento “The Man From Hollywood”) di Allison Anders, Alexandre Rockwell, Robert Rodriguez, Quentin Tarantino
Il progetto più debole nell’intera carriera del Tara. 4 episodi non troppo collegati tra loro, per 4 registi diversi: tali Allison Anders e Alexandre Rockwell, più Robert Rodriguez con cui inizia una proficua e fica collaborazione, e Tarantino, il cui segmento naturalmente è il migliore e più divertente del lotto, sebbene sia solo poco più di una gag allungata.
(voto 6/10)

"Se mi liberi, ti rivelo il voto cannibale a Django Unchained."

Dal tramonto all’alba (1996) di Robert Rodriguez
Quentin Tarantino firma la sceneggiatura con tale Robert Kurtzman e prosegue la sua collaborazione con Robert Rodriguez, anche in veste di attore. Il film è un divertissement vampire horror per qualcuno cult, mentre per me è solo molto cool.
(voto 7+/10)

"Le battute sulla Cagnalis le posso fare solo io, ok?"

Jackie Brown (1997) di Quentin Tarantino
Bellissimo. Probabilmente il film più sottovalutato di Tarantino. Ah no, c’è pure Death Proof…
L’unico difetto di Jackie Brown è essere venuto dopo un Capolavoro assoluto e una delle visioni più sconvolgenti degli anni ’90 e non solo come Pulp Fiction. Per forza di cose, Jackie Brown non era riuscito ai tempi a stupire nello stesso modo, eppure è una pellicola di una classe enorme. Un film soul, funky, blaxploitation, con cui Quentin dimostra di non essere una meteora destinata a bruciare in fretta e finire nel dimenticatoio una volta chiusi i 90s. Una prima prova di maturità. Per quanto la maturità, quella vera, per fortuna, Quentin non sappia cosa sia.
(voto 9/10)

"Adesso mi tocca pure andare a lavorare per RyanAir, maledetta crisi!"

Kill Bill - Volume 1 (2003) e Kill Bill - Volume 2 (2004) di Quentin Tarantino
Vedere questi due film uno dopo l’altro, senza pause, in una maratona di invenzioni, trovate, genialate una infilata dietro l’altra, è un’esperienza più mistica che cinematografica. Per un tarantiniano come me è stato qualcosa di paragonabile alla visione della Madonna per un cristiano o di Ruby Rubacuori per un berlusconiano. E se non ti guardi il Volume 2, godi solo a metà.
Di Kill Bill ho scritto una specie di doppia parodia/omaggio: Kill Bill (dei Tokio Hotel) Vol. 1 e Kill Bill (dei Tokio Hotel) Vol. 2
(voto 10/10)

"Sto solo controllando il sangue finto, Uma, non ti sto guardando le tette..."

CSI - Grave Danger (2005, doppio episodio girato da Quentin Tarantino)
Non sono un appassionato di CSI, come invece pare sia il buon Quentin, ma il doppio episodio Grave Danger da lui girato non me lo sono certo perso. Tarantino ha riciclato ripreso l’idea della Sposa sepolta viva in Kill Bill, questa volta a spese dell’agente Nick Stokes e l’attore George Eads, solitamente inespressivo, è stato chiamato a una buona prova attoriale. Perché tra i meriti del Quentin, oltre ad avere uno stile registico fenomenale, c’è anche quello di spingere i suoi attori sempre al massimo. E qui è riuscito a tirare fuori un episodio adrenalinico in grado di tenere incollati allo schermo dall’inizio alla fine anche i meno patiti di CSI.
(voto 6,5/10)

"Che tensione! Ma quanto dobbiamo aspettare per la recensione di Django Unchained?"

Grindhouse - A prova di morte (2007) di Quentin Tarantino
Se Jackie Brown alla fine ha trovato il suo giusto apprezzamento, bene o male, questo Death Proof resta allora oggi il film più sottovalutato in assoluto di Tarantino. Persino Tarantino stesso di recente ha dichiarato di non esserne troppo contento. Per quanto mi riguarda invece è uno dei film più divertenti, crazy, sexy, cool mai girati. Anarchico, folle, imprevedibile come un’auto lanciata a folle velocità senza freni. In grado di fare il paio perfetto con l’altrettanto fichissimo Planet Terror di Robert Rodriguez, l’altra visione della doppia visione Grindhouse. Checché se ne dica, per me questo è un film a prova di bomba.
(voto 9/10)

"Ma vi sembra possibile che Tarantino nel suo jukebox
non abbia messo manco un pezzo dei One Direction?"

"No, non c'è Angry Birds. E neanche Ruzzle. E' solo un vecchio telefono, ok?"
Bastardi senza gloria (2009) di Quentin Tarantino
Bastardi senza gloria è il film diretto da Quentin Tarantino che ho amato un po’ di meno, un pochino di meno rispetto agli altri.
Bastardi senza gloria è un capolavoro.
Contraddizione?
No. È solo che per me tutti i cazzo di film di Tarantino sono dei fottutissimi capolavori. Forse è per questo che non ho mai scritto un post su di lui prima. Perché quando si tratta di lui, di Lui, la mia obiettività se ne va a puttane e questo blog rischia di trasformarsi da Pensieri Cannibali a Pensieri Tarantiniani.
La cosa che me lo ha fatto amare sentimentalmente meno rispetto a suoi altri film è forse l’uso troppo parsimonioso della colonna sonora. In tal senso c’è giusto la scena con il pezzo di David Bowie “Cat People” a rimanere consegnata nella memoria. E per me quello con la musica è un rapporto fondamentale, in qualunque film, ma in quelli tarantiniani ancor di più. E poi i dialoghi sono eccessivamente verbosi e un filo meno brillanti rispetto al suo solito.
Per il resto c’è un Tarantino che ha voglia di dimostrarsi più maturo, di trattare tematiche più importanti, pesanti, come il nazismo, senza perdere il suo senso dell’umorismo, qui però tenuto più a freno rispetto al solito, o il suo stile, con una struttura a capitoli e qualche invenzione narrativa ripresa dal precedente Kill Bill.
Epperò resta pure questo un cazzo di Capolavoro, c’è poco da fare. Il modo in cui rilegge e cambia la Storia a modo suo rientra tra le trovate più geniali viste in una pellicola di recente e la parte finale è tra le più goduriose di sempre.
La tarantinizzazione della Storia non è certo finita qui e proseguirà domani, con il post tutto dedicato a Django Unchained
Per ora au revoir, Shosanna!
(voto 8,5/10)

"Cloud Atlas un bel film? Ho appena bruciato le ultime copie AHAHAH..."
"UAHAHAHAHAAAAHAAAAAAAAH!"

mercoledì 27 luglio 2011

Braccia rubate alla lap dance

Bitch Slap - Le superdotate
(USA 2009)
Regia: Rick Jacobson
Cast: Julia Voth, Erin Cummings, America Olivo, Michael Hurst, Minae Noji, William Gregory Lee, Kevin Sorbo, Lucy Lawless
Genere: soft porno
Se ti piace guarda anche: Grindhouse - A prova di morte, Sucker Punch, Machete, Piranha 3D

Trama
Perché, volete dire che questo film ha pure una trama?

Recensione cannibale
Uh, si inizia con una citazione di Joseph Conrad, giusto per darsi un tono. E poi i titoli di testa aprono con un montaggio di donne cazzute del cinema mondiale e appare persino la nostra Sophia Loren nazionale. Ci troviamo per caso di fronte a un film acculturato e profondo?
Ma va, appena parte la storia (quale storia?) vera e propria ci troviamo di fronte a un soft porno di discreto livello. Un peccato perché ci saremmo potuti essere le premesse per uno dei cult movies “ignoranti” assoluti del nuovo millennio e invece è solo una mezza puttanata. Un vorrei essere Grindhouse ma non posso.


Non tutto è da buttare, comunque: qualche momento divertente c’è, qualche battuta volgare è anche più o meno riuscita, ma soprattutto è un bel vedere per le 3 tettute protagoniste. Cosa che a questo punto può far scatenare il dibattito su come questo sia un film profondamente maschilista, che ci propone delle tipe che sembrano uscite dritte da un porno della Brazzers che si baciano, si menano e si gettano dell’acqua addosso. Ma se non vogliamo essere così estremi con i giudizi, potremmo semplicemente dire che è a suo modo un omaggio, per quanto piuttosto distorto, all’universo femminile. Da un divertissement come questo, seppur cinematograficamente non molto riuscito, alla prostituzione di Arcore ne passa parecchia di acqua sotto i rubinetti in oro. Così come pure siamo distanti dalla velinizzazione dell’immaginario collettivo nostrano.
Bitch Slap mi sembra più semplicemente un giuoco innocuo che non pretende di dare un’immagine realistica dell’universo femminile (così come non vuole dare un’immagine realistica di un bel niente) attraverso questa bella serie di top model con due bombe. D’altra parte anche in True Blood, ad esempio, ci sono in pratica solo uomini a torso nudo dai fisici perfettamente scolpiti, ma non mi sembra che questo abbia mai fatto sorgere le proteste di qualche associazione maschile. Quindi approcciandosi a una pellicola del genere dimenticate di prendere le cose sul serio. Anche perché - andiamo - come si fa a prendere sul serio una roba intitolata Bitch Slap (tralasciando il solito esagerato titolo italiano)? E poi, e questo è più che altro un difetto, il film non spinge mai troppo sulla violenza, sullo splatter, né tantomeno sul porno (ci sono tante tette vedo non vedo, ma non un vero nudo uno, Diobono!).

Venendo comunque alla materia prima fondamentale del film, le tre protagoniste sono delle gran gnocche (parere strettamente tecnico): Julia Voth svetta, anche per capacità recitative (ma non ci va tanto), nelle vesti della giovane Trixie per cui  tutti, sia uomini che donne, perdono la testa; la rossa Erin Cummings invece con quel cognome sapete già in quale campo cinematografico proseguirà la sua carriera, mentre la latina America Olivo è molto sexy, ma a recitare nella parte della bad girl è davvero cagna. Ed ecco spiegato il titolo, essendo un film recitato da vere bitches, nel senso che più che attrici sono proprio cagne, come le chiamerebbe René Ferretti di Boris.
Non bastando queste 3 piccole porcelline, che nell’unica trovata intelligente del regista ci vengono mostrate in maniera generosa attraverso ralenty enfatici sulle loro curve, a un certo punto compare pure una tipa orientale che è la copia uscita da una produzione porno della Gogo Yubari di Kill Bill. E qui il regista Rick Jacobson sembra guardare al Maestro Quentin, chiaramente omaggiato più volte all’interno di questa “opera”, anche se a livello visivo siamo più dalle parti di una versione low-budget virata al femminile di 300. In pratica come un Sucker Punch, ma senza la componente pseudo fantasy.

Per tacere su una pessima colonna sonora metal-tarra e sull’uso dei split-screen (con uno sfoggio sbagliato di tecnica cinematografica inesistente), i continui flashback sono inseriti assolutamente a casaccio: va bene che non tutti possono avere la maestria di un Tarantino o di un Nolan nel viaggiare attraverso storie temporalmente intricate, ma allora se uno non è capace è meglio evitare di complicarsi la vita e provare a raccontare la storia nel modo più semplice possibile. Peccato che qui la storia sia talmente esile, per non dire inesistente, che la confusione dei numerosi flashback è fumo negli occhi per mascherare tale mancanza. Ma più che Tarantino, il regista Rick Jacobson vorrebbe diventare il Russ Meyer della nuova generazione, solo che per il momento il suo tentativo è decisamente fallito. D’altra parte da uno che in curriculum ha una serie di tremendi filmacci action anni ’90 + una serie di discutibili serie tv come Spartacus, Xena e Baywatch Night (!) non è che si possano pretendere miracoli. O film un minimo minimo sensati.
Se cercate del Cinema qui dentro ce n’è davvero pochino, giusto un confuso tentativo, altrimenti Bitch Slap per farsi le seghe va più che bene.
(voto 5,5)

giovedì 16 giugno 2011

FILM DE PAURA (PARTE 1)

"Ford, qual è il tuo horror preferito? Il mio sono le tue liste!"
Le Blog Wars musicali hanno creato una vera e propria divisione in clan, tra Cannibali (numerosissimi) e Fordiani (invero un po’ pochini). Ma accantonati i miei dischi (e buttati fuori dalla finestra quelli di Mr. Ford) è ora la volta di parlare e scontrarsi sui film. E cosa di meglio per iniziare che scannarsi con delle belle pellicole dell’orrore?
I due schieramenti hanno infatti così l’occasione di mettere in campo una serie di vampiri, cannibali, zombie, killer e bimbi inquietanti mica da poco. Ecco qui i miei mostriciattoli ad accompagnare le mie pellicole de paura preferite: non necessariamente le migliori o i capisaldi del genere nella Storia, solo quelle che a livello personale mi hanno divertito e, soprattutto, spaventato di più.
Cannibal Kid

Siamo tornaaaaaati!
Come il mio sempre irritante antagonista ha giustamente scritto, passato l'uragano delle Blog Wars musicali, giusto per continuare a turbare l'equilibrio della piattaforma di Blogger, abbiamo deciso di dedicarci al Cinema, ovviamente partendo dal genere più sanguinoso e terrificante che ci sia. Peccato che Cannibale e la sua nutrita schiera di ragazzine in lacrime abbiano una curiosa idea della paura: talmente curiosa che per spaventarmi con la sua lista ho avuto bisogno di riguardarmi almeno un episodio di Twin Peaks con Bob in bella vista.
Mr. James Ford

"Ma perché ci tocca vedere anche i film di Mr. Ford,
quando quelli di Cannibal sono troppo più spettacolari?"
1. Scream (1996) di Wes Craven
Cannibal Kid L’altro giorno ho ricevuto una telefonata, pensavo fosse il solito call-center che mi voleva vendere un convenientissimo abbonamento Internet a soli 150 euri al mese. Invece no, era una voce inquietante che mi chiedeva: “Uè Cannibal, testina, ma qual è che è il tuo film di paura preferito?”
Io senza dubbi rispondo: è Scream. Ci sono cresciuto, con questo maledetto geniale film, e rappresenta il mio ideale di horror (e di cinema in generale): divertente, ironico e autoironico, in grado di fare a pezzi con umorismo gli stereotipi del genere e allo stesso tempo mettere addosso una bella tensione.
E poi è il caposaldo e il capolavoro supremo del teen horror degli ultimi 20 anni, un sottogenere che non sempre regala perle assolute, ma quasi sempre regala almeno un ottimo divertimento. C’è chi se la spassa guardando Zelig o magari con il Grande Fratello, io con i teen horrors. A ognuno il suo e a te Ford lascio divertirti con i tuoi eccitanti e appassionanti film muti in bianco e nero di 100 anni fa, ma attento solo che il mio Ghostface potrebbe pugnalarti in qualunque momento.
Mr. James Ford Come ormai chi mi segue ben sa, considero Craven ormai da anni un ex grande regista con talmente tanta nostalgia della sua gioventù da far invidia a tutte le potenziali partecipanti di un qualsiasi programma di chirurgia plastica. Praticamente, si può dire che il geniale autore di Nightmare e Il serpente e l'arcobaleno si sia trasformato in una sessantenne strappona imbottita di silicone.
Scream mi fece ribrezzo ai tempi - quando ero quasi teen anch'io - e continua a farmelo ora.
CK D'altra parte l'ironia non fa per tutti. Non certo per i vecchi scorbutici come Ford... E fattela 'na risata una volta invece di sorbirti tutte 'ste menate di film muti di 100 anni fa!
JF A me, più che ironia, stuzzica la voglia di menare le mani.


Povero bambino: ha appena scoperto la vera identità di Mr. Ford...
in realtà si tratta di Silvio Berlusconi!
2. Shining (1980) di Stanley Kubrick
CK Un trauma infantile, ecco cos’è per me Shining. L’ho visto la prima volta insieme a mia sorella e mi si è bloccata quasi la crescita. Sarà per questo che non ho proprio voglia di crescere, chissà… Comunque sarà stato il tempo delle medie e una visione del genere potete immaginarvi quando angosciante potesse essere a quell’età. Shining è anche stato il mio primo impatto col cinema di Kubrick, che poi intorno ai 18 anni avrei recuperato con la sua opera omnia. Visto in seguito avrei apprezzato la straordinaria perfezione delle sue riprese e dell’uso innovativo della steadycam, ma quello che mi rimane ancora oggi è un brivido lungo la schiena che mi percorre insieme a quella auto che arriva all’Overlook Hotel, agli scatti di follia di Jack (Nicholson) Torrance e al bambino angosciante (padrino di molti altri bimbi spaventosi di lì a venire) che parla con il suo dito.
Ford, vieni a giocare con noi per sempre e sempre e sempre?
JF Quando si parla di Kubrick, continuerò sempre e sempre e sempre a venire a giocare.
Io Shining lo vidi la prima volta quando facevo la quinta elementare, e rimasi completamente sconvolto.
Un film immortale, tecnicamente indiscutibile ed in grado di regalare almeno una cinquina di scene da consegnare dritte dritte alla Storia. Del resto, di Stanley ce n'è uno e soltanto uno.


Questo è vero cinema in 3D, non quella minchionata fordiana di Avatar!
3. Gremlins (1984) di Joe Dante
CK Anche questo, come altri film nella mia lista, non è un horror purissimo al 100%, ma una pellicola che ibrida generi diversi al suo interno, in un’avventura fantasy che parte come infantile/adolescenziale, in tipico stile 80s, e poi vira verso qualcosa di più pauroso, per quanto sempre divertente. E in questa sfida io mi sento come Gizmo che abbatte tutti i Gremlins malefici per arrivare fino a te, dannato Mr. Ford/Ciuffo Bianco!
JF Uno dei supercult della mia infanzia, che non posso certo permettermi - nonostante il Cannibale lo abbia scelto - di prendere a bottigliate. Joe Dante ha fatto un gran bel lavoro, e Gizmo e Ciuffo Bianco con la loro rivalità fanno effettivamente tornare alla mente gli scontri musicali delle Blog Wars!


"No, non guardare i film di Mr. Ford:
sono mortaaaaaaali!!!"
4. The Ring (2002) di Gore Verbinski
CK La prima volta che ho visto The Ring ero a casa da solo, al buio, e a un certo punto mi è pure squillato il telefono di casa. Ho tirato su, mi aspettavo una vocina che sussurrasse “Sette giorni” e invece niente. Mi sono rimesso a vedere il film, il telefono ha risquillato, e ancora niente. Lì per lì ho pensato fosse Samara, anche se in versione muta, ma poi sette giorni dopo anziché morire come i personaggi del film ho scoperto che in realtà era stato un mio amico ad aver provato a chiamarmi, solo che aveva problemi di campo e la linea cadeva. Io però in quella settimana ho vissuto con il terrore addosso di poter essere ucciso da un momento all’altro da una bimbominkia asiatica inkazzata e kapelluta uscita dal televisore. Capisco che il film, visto in altre condizioni, potrebbe non risultare spaventoso allo stesso modo, ma per quanto mi riguarda in quelle condizioni è stata una delle visioni più paralizzanti di sempre. Era dai tempi di Shining o dal Bob di Twin Peaks che non me la facevo così sotto!
La versione americana per me è uno di quei rari casi in cui il remake è superiore all’originale, visto che aggiunge un’interessante riflessione sul potere assassino della tv e vanta inoltre una ottima Naomi Watts.
Ma ora è il tuo turno e questa sera Samara uscirà dal tuo televisore, Ford, e non crederti di fregarla con le tue usuali bottigliate, perché Samara: “Non dorme mai!”
JF Samara me la mangio a colazione, e anche se questo è un film decisamente discreto ed anche secondo il sottoscritto superiore alla pellicola originale non mi sarei mai e poi mai sognato di inserirlo in una lista con il meglio del meglio.
Ma ovviamente, per un fanatico teen in pieno stile Kokuhaku come te, al peggio non c'è mai fine, giusto!?
CK Io invece non mi sognerei mai nemmeno di considerare il tuo Rob Zombie un vero regista così come non considero Kid Rock nè un cantante nè un rapper, quindi è vero: al peggio non c'è mai fine!

Attenzione: se guardate questo video, tra sette giorni un Mr. Ford potrebbe uscire dal vostro televisore

Azz! Un Ford innominabile!
5. The Village (2004) di M. Night Shyamalan
CK Horror, ma anche film politico, perché in fondo cosa c’è di più spaventoso della politica?
E allora The Village riesce ad essere la riflessione più efficace sull’America post-11 settembre e sulla guerra al terrore attuata dal tuo amichetto George W. Bush (sta zitto, chette piasce!), pur parlando apparentemente d’altro. Al di là del geniale intreccio e sottotesto politico, The Village a me mette anche una gran paura, per le musiche, per le ambientazioni agresti, per le riprese in campi lunghi, per i tizi incappucciati e per le “creature innominabili”.
Anche tu sei un po’ creatura innominabile Ford, visto che il tuo nome vero è un mistero che io, come i tizi della comunità di The Village, in realtà conosco e che potrei sganciare come una bomba in qualunque momento. Quindi fai attenzione!
JF Senza dubbio, l'opera migliore di quel bollito, montato e noiosissimo Shyamalan, ormai perso nei meandri del suo ego.
Un film molto politico, che va ben oltre le ormai altrettanto bollite provocazioni bushiste del mio antagonista e regala una delle migliori scene di accoltellamento della Storia del Cinema, degna quasi di Hitchcock.
Certo, fa paura quanto un gattino bagnato, ma si sa che al Cannibale basta quello, per sentirsi intimorito!
CK No, veramente mi basta dare uno sguardo a una tua lista (sia musicale che cinematografica) per avere davvero una paura fottuta eheeheh!
JF Quindi ho azzeccato la selezione, a quanto pare. E lo ammetti prima ancora che sia svelata.


"Oddio, ma domani dobbiamo beccarci
gli espressionisti tedeschi di Ford? Dobbiamo proprio?
6. Carrie - Lo sguardo di Satana (1976) di Brian De Palma
CK Nonostante sia il film più vecchio della mia lista, è anche quello visto più di recente. Tratto da Stephen King, Carrie è una sorta di capostipite del genere teen horror, girato con tocco onirico e visionario da Brian De Palma, musicato da Dio dal nostro Pino Donaggio, interpretato da un’agghiacciante Sissy Spacek… insomma, difficile chiedere di più a un horror solo. Spaventoso, sanguinoso e strepitoso.
Che un fiume di sangue ti travolga, Ford!
JF Fossi in te non stuzzicherei la mia vena volgare e kevinsmithiana con chiusure di questo genere dopo il commento ad un film di questo genere. Sei fortunato ad avere un rivale che tiene al galateo, più o meno.
Ad ogni modo, ho capito perchè è nella lista: Carrie è l'autobiografia non autorizzata del Cannibale, vessato dalle compagniucce ai tempi del liceo e mai più ripresosi dall'esperienza.
Evidentemente qualcun'altro ha attuato la cura fordiana prima di me!
CK Però la sua vendetta sarà crudele e spietata, proprio come la mia nei tuoi confronti già partita con il mio incredibile trionfo nelle liste musicali!
JF Sto tremando tutto! Manda pure Carrie, ho giusto un paio di amici a cui presentarla.


Grindhouse è uno dei più sentiti omaggi alla bellezza e alla forza femminile,
che solo qualcuno più misogino di Stuntman Mike può non apprezzare...
7. Grindhouse - A prova di morte (2007) di Quentin Tarantino
CK Ecco qui quello che tu consideri un Tarantino minore e che invece è uno dei film più divertenti e goduriosi mai girati. A prova di morte è Quentin che se la spassa a giocare con il genere horror, servendo in tavola una colonna sonora strepitosa e un sacco di girls splendide e anche con i controcazzi. I dialoghi, come al solito con Tarantino, sono a prova di bomba e non solo di morte, Kurt Russell è uno psicopatico esilarante, e questo non è solo un film, bensì due figate distinte ed entrambe travolgenti. Paura ce n’è poca, è vero, ma il pedale del divertimento è pigiato al massimo e l’automobile di Stuntman Mike è pronta per un frontale con la tua. Certo, quando alla buon’ora deciderai di prendere la patente…
JF Sinceramente, mi chiedo cosa possa esserci di tanto divertente in un film in cui si vedono solo culi e piedi e in cui si parla così tanto da parlarsi sopra dall'inizio alla fine.
L'unica cosa davvero interessante del Tarantino peggiore di sempre è proprio Stuntman Mike, un personaggio completamente e totalmente fordiano. Com'è che sta nella tua lista!?
A proposito, sto già guidando da una decina di giorni. Appena faccio l'esame vengo a trovarti a casa. O sottocasa.
Attenzione quando esci!
CK Ah già che a te i film in cui ci sono delle belle donne, e per di più pure cazzute, e degli splendidi ed esilaranti dialoghi non piacciono. Quindi mi unisco anch'io alla tua domanda: perché c'è gente che si diverte di più insieme a Tarantino e alle sue pupe che a vedere un film muto come Nosferatu? Un mistero davvero inspiegabile, Ford. Davvero inspiegabile...
E comunque com'è che il teen sono io, ma quello che va ancora in giro con l'auto con la P di Pirla sei tu??? uahahahahahahahahahahahah
Quanto a Stuntman Mike, sta nella mia lista per la fine che fa, la stessa che stai facendo tu!
JF Forse perchè Nosferatu è un Capolavoro della Storia del Cinema, mentre A prova di morte un giochino sterile che lo stesso Tarantino si è dimenticato alla prima sega sulle sue protagoniste. Ma forse a te ne sta servendo qualcuna in più.
Esilaranti dialoghi!? Questo sì, che è esilarante!
E tranquillo, io la P non la metto. E l'unica cosa appiccicata alla mia macchina sarà la tua carcassa sanguinolenta.
CK Cos'è tutta questa acidità, caro Fordy? Oggi non sei riuscito a fare nemmeno un parcheggio in retro a scuola guida oppure le mie continue e odiose provocazioni ti stanno finalmente sfiancando?
JF Io non mi sfianco, sono un maratoneta, e ai centometristi come te do un sacco di chilometri. Detto questo, io non parcheggio. Metto la macchina dove voglio, altrimenti bottigliate per tutti!


I film di Cannibal sono una vera goduria!
8. Il seme della follia (1994) di John Carpenter
CK Dal Maestro John Carpenter estraggo la sua pellicola che prediligo: la storia di un investigatore privato (Sam Neill) che indaga sulla scomparsa di un misterioso autore di best-seller horror, Sutter Cane, una sorta di Stephen King i cui libri portano alla pazzia omicida. Uno sprofondare continuo in un mondo malato, visionario e folle tra le cose più inquietanti che abbia mai visto.
Attento Ford, che qualche lettore Cannibale del mio blog potrebbe essere contagiato dal seme della follia e venire a cercarti per mangiarti vivo!
JF Grande film, forse addirittura il migliore di Carpenter. Qui niente da dire, anche perchè troverete questo titolo nella mia lista.
Certo, sarà una soddisfazione maggiore vederlo affiancato a pietre miliari di questo genere, rispetto alla robetta da bambocci del Cannibale!
CK Domani, è vero, ci propinerai delle pietre miliari: non del genere Horror, però, bensì del genere Noia...


Stai pure fuori Ford, non sei invitato nel cinema Cannibale
9. The Orphanage (2007) di Juan Antonio Bayona
CK Non solo un horror, ma molto di più. Inquietante e in grado di regalare diversi momenti angoscianti e paurosi, questa pellicola spagnola è anche una splendida vicenda toccante e profonda con un finale da brividi (ma stavolta non di paura). Uno come me non poteva poi non apprezzare i vari notevoli omaggi a Peter Pan inseriti in uno dei più emozionanti film degli ultimi anni. Cui solo un mostro degno di un film horror come Mr. Ford può rimanere insensibile…
JF Il mostro è effettivamente rimasto totalmente insensibile ad una pellicola ben fatta ma che mi è parsa come un abile e furbetto mix di un sacco di altre decisamente superiori.
Dello stesso genere, ho trovato di gran lunga migliore Il labirinto del fauno, decisamente più violento ed agghiacciante, eppure velato da una splendida nota fiabesca.


Una fototessera recente di Mr. James Ford
10. Nightmare - Dal profondo della notte (1984) di Wes Craven
CK Apro con Wes Craven e chiudo con Wes Craven, inserendo in mezzo a molte pellicole trasversali un super-classico supremo del genere e sfoderando quell’eclettismo con cui Mr. James Ford tenta - invano - di bullarsi. E dopo una serie così lunga di brividi che mi ha fatto spaventare più dei gusti musicali di Mr. Ford, me ne vado a dormire e con Freddy Krueger mano nella mano (oddio, non so se riesco a stringerla, facciamo che simbolicamente gliela tengo vicino) vengo a trovarti nei tuoi Nightmare.
Sogni d’oro a tutti e soprattutto a te, Mr. Ford.
Buaahahahahahahahaah
Buahaahahahahahahahahahahah
Buaaaaaaaaaaaaaaahhahaaaaaaaaaaaaaaah
JF Grande rispetto per Krueger, uno dei mostri che più mi ha spaventato ai tempi. E per Nightmare.
Peccato che, come i Nirvana, anche questa pellicola sia invecchiata non troppo bene ed ora, vista e rivista più o meno una volta l'anno, risulta essere prigioniera di un'epoca inesorabilmente trascorsa.
CK Certo certo, i Nirvana e Nightmare sono invecchiati male e i tuoi film espressionisti tedeschi di 100 anni fa invece sono attuali che è una meraviglia! Davvero non so come fai a tirare fuori certi commenti senza sentirti ridicolo.
Ford, comunque adesso è tempo per una domanda onesta e per una volta non sono ironico: ma tu da che razza di assurdo pianeta sei atterrato?
Forse lo scopriremo con la sfida dedicata ai film di fantascienza...
JF Appuntamento a domani, con la ben più varia, inquietante, violenta lista fordiana, una decina de paura davero. Ma davero davero.
CK Soffrite d'insonnia? Dimenticate il Valium. L'appuntamento è domani con la poco terrorizzante e solo mortalmente noiosa lista di Mr. Ford!

giovedì 28 aprile 2011

Io vagabondo che son io, soldi in tasca non ne ho, ma lassù m’è rimasto un fucile

Hobo with a shotgun
(Canada, USA 2011)
Regia: Jason Eisener
Cast: Rutger Hauer, Gregory Smith, Molly Dunsworth, Nick Bateman, Brian Downey
Genere: Grindhouse di serie B
Se ti piace guarda anche: Machete, Planet Terror, Furia cieca, Furia cavallo del West

Trama semiseria
Rutger Hauer è un vagabondo che dopo aver visto cose che noi umani non possiamo nemmeno immaginare arriva in una cittadina dominata da crimine, corruzione e prostituzione. Praticamente Arcore. E, come un magistrato giusto più violento, cercherà di fare un po’ di pulizia. Volendo potrebbero farne un remake italiano: anziché Hobo with a shotgun (translation: vagabondo con un fucile), Ilda with a shotgun.

Recensione cannibale
Uh, attenzione gente: c’è un nuovo film della serie Grindhouse. Mattetevi a sedere con i vostri cazzo di popcorn, la birra ghiacciata e non fiatate se non per ruttare, che ne vedremo delle belle. O forse no.

Nel corso della doppia proiezione originale di Death Proof - A prova di morte di Quentin Tarantino + Planet Terror di Robert Rodriguez erano stati inseriti anche alcuni trailer di pellicole fittizie. Bene, ora alcuni di questi promo si stanno trasformando in pellicole vere: è capitato all’esaltante Machete dello stesso Rodriguez e ora a questo Hobo with a Shotgun di un certo Jason Eisener, decisamente molto meno esaltante.

Gli ingredienti per un cult movie ci sarebbero anche, eppure manca qualcosa. Cosa?
Da buon film pulp in stile Grindhouse, ci sono naturalmente varie scene molto estreme e violente, peccato si siano dimenticati a casa il senso dell’umorismo. Bruciare dei bambini in uno scuolabus sulle note di “Disco inferno” non è divertente. Non lo dico per fare del moralismo; semplicemente bruciare dei tizi tamarri che ballano in una discoteca sulle note di “Disco inferno” sarebbe ironico, mentre bruciare dei bambini con la stessa canzone non lo è. Piuttosto perché non hanno utilizzato “School’s out” di Alice Cooper? Quello sarebbe stato già più ironico.
Ci sono anche le battutone di Rutger Hauer prima di sparare a qualcuno, del tipo “Hallelujah” o “Madre Teresa è una santa”. Solo che non hanno molto senso, visto che Rutger Hauer è un barbone, mica un prete, quindi anche qui dove ca**o sta la ca**o di ironia? Da nessuna parte, ecco dove sta, e frasi mitiche come “Machete don’t text” sono di tutt’altro planet (terror).

A livello di sceneggiatura poi uno non è che si aspetti idee rivoluzionarie, visto che l’intento del Grindhouse è quello di fare B-movie retrò con trame che sono più che altro pretesti per un po’ di brutale violenza, però almeno un minimo… in Machete ad esempio Rodriguez aveva inserito un sottotesto politico nient’affatto scontato, qui invece ci dobbiamo accontentare di un giustizialismo di bassa lega (Nord).
A differenza delle selezioni musicali magistrali di Tarantino, la colonna sonora concede poche soddisfazioni (giusto sui titoli di testa e di coda), così come il cast. Rutger Hauer è un attore che non mi è mai piaciuto, sarà che mi ricorda un mio zio che non sta esattamente al top della chart delle mie persone preferite nel mondo. Tra i cattivoni c’è Gregory Smith, universalmente conosciuto per il ruolo dell’introverso pianista Ephram Brown in Everwood; vederlo in una parte da “bad guy” è una mossa sulla carta interessante, peccato che i risultati non siano all’altezza di quelli di un James Van Der Beek, trasformato da tenero Dawson Leery a spietato Sean Bateman in Le regole dell’attrazione (di Roger Avary, ex amico e collaboratore di Tarantino, tanto per rimanere in tema). Persino la fighetta di turno, la sconosciuta Molly Dunsworth, non è poi così fighetta.


Insomma, questo film è guardabile e con qualche punto a suo favore come dosi abbondanti di sangue, scene splatter e cattiveria e una buona fotografia dai colori saturi. Però il fatto è che nonostante gli ingredienti per un buon piatto siano serviti in tavola, manca del tutto l’originalità nel prepararli e soprattutto manca il genio. Sono mica tutti Quentin Tarantino, d’altronde. E non ce n’è neanche un briciolo di talento. Sono mica tutti Robert Rodriguez, d’altronde. C’è solo un aspirante regista di culto che però anziché prendere appunti dai maestri dovrebbe trovarsi una via sua, anche perché c’è una differenza sottile tra cult e scult, tra trash e tra-gico, tra B-movie che vola ai playoff per la serie A e quello che sprofonda giù nell’inferno dei playout per la C. Attento, Jason Eisener, perché è proprio lì dove tu rischi di finire.
(voto 5)

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