I gatti persiani
Titolo originale: Kasi Az Gorbehaye Irani Khabar Nadareh
(Iran, 2009)
Regia: Bahman Ghobadi
Cast: Negar Shaghaghi, Ashkan Koohzad, Hamed Behdad
In Iran i gatti persiani, così come molte altre razze di felini e di cani, non possono andare per strada. Sono considerati impuri. Stessa cosa vale per la musica, fatta eccezione per quella tradizionale. Questo significa che in Iran non c’è musica? Tutt’altro e questo film girato in clandestinità ne è la più piena dimostrazione. Indie, rock, hip-hop, elettronica. C’è un sacco di roba cool che si nasconde nelle cuccie dell’underground iraniano insieme ai gatti persiani.
Un ragazzo e una ragazza che fanno indie-rock sognano di andare a Londra per poter suonare finalmente la loro musica (piuttosto figa, tra l’altro) in libertà, ma per farlo hanno bisogno di mettere su una band vera e propria. La loro storia ci viene raccontata con uno stile che mixa documentario, fiction e videoclip-style di scuola Mtv filtrata attraverso un gusto medio orientale.
I nostri due gatti persiani indie, con l’aiuto di una specie di strampalato agente, iniziano una ricerca di musicisti che possano unirsi a loro per i vicoli di Teheran, attraverso tanti stili musicali diversi suonati, per sfuggire alle orecchie di polizia e vicini rompiscatole, nei luoghi più improbabili. Va bene che i Verdena suonano in un ex-pollaio, ma qui c’è una metal band costretta a condividere la sala prove-stalla persino con delle mucche…
Un film low-budget coraggioso, ovviamente bandito in patria, che non punta ad attirarsi la pietà del pubblico occidentale, ma anzi diverte e rimane incollato addosso. Ciò che emerge più forte di tutto è la gran voglia di suonare, di cercare vie alternative a tutti i divieti imposti dal governo, di combattere le ingiustizie con una chitarra e un computer. Perché un paese senza musica è un paese senza libertà. Peace
(voto 7/8)