Visualizzazione post con etichetta moneyball. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta moneyball. Mostra tutti i post

domenica 26 febbraio 2012

TOTO (Cutugno) OSCAR 2012

Stasera o meglio stanotte ci sarà la consegna degli Oscar 2012. Sempre che il voto dei giurati dell'Academy, pure quello, non cada in prescrizione.
Non siete neanche un pochino emozionati?
Sì, sono la solita farsa. Sì, spesso non premiano i film e attori più meritevoli. Sì, War Horse in corsa con 6 nomination è un vero scandalo!
Comunque, che ci si può fare? Chi ama il cinema, agli Oscar volente o nolente un po’ ci tiene sempre. E alla fine la cosa più divertente è criticare e contestare ampiamente e animatamente le scelte di quei babbioni dell’Academy Awards.

Se l’anno scorso era stato segnato dai biopic (ma pure da Natalie Portman), questa edizione degli Oscar è all’insegna - non credo di scoprire l’acqua calda nel dirlo - dall’effetto nostalgia.
Componente presente in maniera clamorosa nei film più nominati come Hugo Cabret e The Artist, per non parlare della Midnight in Paris che Woody Allen ci ha fatto (ri)vivere, ma il passato la fa da padrone anche nelle ambientazioni di War Horse, The Help e The Tree of Life, che va giusto un pochino indietro... fino alla creazione del cosmo.
Bello il tuffo nel passato, va bene, ma speriamo che il prossimo anno si guardi anche di più al presente e magari al futuro. Che non significa necessariamente “fantascienza”, solo cercare di rinnovare il linguaggio cinematografico un pochino. Cosa che quest’anno, almeno tra i film in nomination, soltanto il buon vecchio Terrence Malick è riuscito a fare con il suo pazzesco The Tree of Life.
Adesso basta con ‘sta intro che ha rotto e passo alle mie preferenze e ai miei pronostici nelle varie categorie degli Oscar che si terranno tonight tonight.

MIGLIOR FILM (leggi la speciale rassegna stampa bloggara sui 9 film candidati)
Molto forte, incredibilmente vicino

IL MIO PREFERITO: The Tree of Life
SECONDO ME VINCERA’: The Artist

Sono riuscito a vedere 8 dei 9 film in corsa (Molto forte, incredibilmente vicino non è ancora uscito in Italia e in rete non si trova…), quindi i miei giudizi sono molto forti poiché basati su un’effettiva visione delle pellicole, ma anche incredibilmente discutibili.
Per me non c’è storia: The Tree of Life è una visione di caratura superiore a tutto il resto dei film candidati. Anche perché gli altri pezzi forti dell'anno (Melancholia, Drive, This Must Be the Place, Take Shelter, 50/50) non sono stati manco nominati. L’Oscar comunque al 99% delle probabilità andrà a The Artist, che è un film incantevole e quindi sarà un piacere vederlo premiato. Per il resto, qualche film molto carino (Midnight in Paris, The Help e Paradiso amaro), qualche pellicola molto sopravvalutata come Hugo Cabret e Moneyball e una presenza a dir poco imbarazzante come War Horse.
A cercare di soffiare la statuetta di migliore pellicola al grande favoritissimissimo ci proveranno Hugo Cabret e forse The Help, ma direi che sono avversari un po’ debolucci e The Artist dovrebbe - non lo dico per gufargliela - vincere in scioltezza.

"Ti offro una Canalis in cambio del tuo voto agli Oscar. Non la vuoi?
Ma guarda che come badante è meglio di quelle di The Help!"
MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA
Demián Bichir, A Better Life
Jean Dujardin, The Artist
George Clooney, Paradiso amaro
Brad Pitt, L'arte di vincere - Moneyball
Gary Oldman, La talpa

IL MIO PREFERITO: Demián Bichir
SECONDO ME VINCERA’: Jean Dujardin

Qua per fare il figo dico che il mio preferito è lo sconosciuto attore messicano Demián Bichir in un film molto emozionante e vero. La storia di un padre e un figlio immigrati clandestini negli Usa che sa conquistare il cuore, ma non credo abbia molte possibilità di conquistare l'Oscar contro i più quotati rivali.
Per la vittoria sfida a 3: bravo bravissimo Jean Dujardin, il mitico George Valentin di The Artist. Penso alla fine avrà la meglio sulle due super dive Clooney e Pitt, che comunque secondo me qualche buona possibilità di vincere la partita ce l'hanno. Gary Oldman con i suoi occhiali da talpa invece se ne starà buono buono a guardare in disparte.
I migliori attori dell'anno comunque sono rimasti tutti scandalosamente fuori: Ryan Gosling, Sean Penn, Michael Fassbender, Leonardo DiCaprio, Michael Shannon e Joseph Gordon-Levitt.

"And the winner is... Meryl Streep? Ebbasta!"
MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA
Michelle Williams, My Week with Marilyn
Viola Davis, The Help
Meryl Streep, The Iron Lady
Glenn Close, Albert Nobbs

LA MIA PREFERITA: Rooney Mara
SECONDO ME VINCERA’: Viola Davis

Mi manca la visione della mia adorata Michelle Williams in versione Marilyn, quindi farò il tifo per la tostissima Rooney Mara, unica vera ragione d’essere del remake di Uomini che odiano le donne.
Per il premio comunque sarà lotta a due tra l’ottima Viola Davis di The Help, che credo (e spero) alla fine la spunterà, VS la solita impeccabile quanto odiosa Meryl Streep, con la sua versione da fiction Rai di The Iron Lady. Del tutto regalata la nomination a Glee Close, un manichino inespressivo in Albert Nobbs. E pensare che in corsa ci poteva essere la fenomenale Kirsten Dunst con la sua performance in Melancholia di gran lunga superiore alle 5 ladies nominate dall'Academy.

"Tengo in braccio il cane di The Artist che portabbuono, uè uè."
MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA
Christopher Plummer, Beginners
Max von Sydow, Molto forte, incredibilmente vicino
Nick Nolte, Warrior
Kenneth Branagh, My Week with Marilyn
Jonah Hill, L'arte di vincere - Moneyball

IL MIO PREFERITO: Christopher Plummer
SECONDO ME VINCERA’: Christopher Plummer

Qui non c’è proprio storia. Andrà a vincere, salvo sorprese, il Christopher Plummer anziano, malato e gay di Beginners. Buona la sua performance, ma è soprattutto la concorrenza a latitare: Nick Nolte e soprattutto Jonah Hill sono davvero improponibili, mentre i film con Branagh e von Sydow non li ho ancora visti, quindi non giudico…

"Pronto Cannibal, mi accompagni alla notte degliOscar?
Intendo come autista, naturalmente..."
MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA
Jessica Chastain, The Help
Bérénice Bejo, The Artist
Octavia Spencer, The Help
Melissa McCarthy, Le amiche della sposa
Janet McTeer, Albert Nobbs

LA MIA PREFERITA: Jessica Chastain
SECONDO ME VINCERA’: Octavia Spencer

In questa sezione per una volta la selezione dell’Academy è stata particolarmente valida, anche se io a livello personale avrei dato 5 nomination 5 tutte a Jessica Chastain (oltre che per The Help, anche per The Tree of Life, Take Shelter, Il debito e Texas Killing Fields). Nonostante questo, la vittoria dovrebbe andare alla validissima favorita Octavia Spencer, anche se pure Bérénice Bejo e Melissa McCarthy sono fenomenali. Scandalosa invece la nomination a Janet McTeer nel pessimo Albert Nobbs, a discapito della sorprendente Shailene Woodley di Paradiso amaro che, poveretta, ha dovuto ingoiare un boccone bello amaro.



"Ancora male alla testa? Ti avevo detto che The Tree of Life
non era esattamente un film facile..."
MIGLIOR REGIA
Terrence Malick, The Tree of Life
Michel Hazanavicius, The Artist
Martin Scorsese, Hugo Cabret
Woody Allen, Midnight in Paris
Alexander Payne, Paradiso amaro

IL MIO PREFERITO: Terrence Malick
SECONDO ME VINCERA’: Michel Hazanavicius

In un mondo ideale, qua ci starebbe Terrence Malick da una parte e gli altri ai suoi piedi che si inchinano al suo passaggio. Anche se quel guru di Malick dubito presenzierà all'evento.
Nella testa (bacata) dei membri dell’Academy, credo però che i piani siano quelli o di premiare il Martin Scorsese in versione potteriana di Hugo Cabret, oppure il Michel cognome impronunciabile di The Artist. Ho adorato il film muto e in bianco e nero e la sua regia è molto precisa, però temo che questo Hazanavicius a forza di essere osannato rischi di fare la fine di Florian Henckel von Donnersmarck – sono riuscito a dirlo tutto d’un fiato! – passato da Le vite degli altri a The Tourist. Ovvero dalle stelle alle stalle, in un rapido viale del tramonto molto alla George Valentin di The Artist. E se Alexander Payne ha poche chance di vittoria, chissà che zitto zitto (mica tanto, visto che parla anzi balbetta in continuazione) non vinca Woody Allen?

"Margin Call ha le stesse probabilità di vincere l'Oscar di quante
ne ho io di uscire dalla rehab prima dei 60 anni..."
MIGLIOR SCENEGGIATURA ORIGINALE
Margin Call: J.C. Chandor
The Artist: Michel Hazanavicius
Le amiche della sposa: Kristen Wiig, Annie Mumolo
Una separazione: Asghar Farhadi
Midnight in Paris: Woody Allen

IL MIO PREFERITO: Margin Call
SECONDO ME VINCERA’: Midnight in Paris

In gara in questa sezione ci sono tutte sceneggiature davvero di alto livello. La mia preferenza va al piccolo e sottovalutatissimo Magin Call, un tutto in un notte che lascia senza fiato impreziosito da dialoghi di una profondità vertiginosa. Peccato sia un film che parla di crisi economica ed è quindi troppo attuale per gli Oscar nostalgiconi di quest’anno, che del presente non ne vogliono davvero sapere. Il premio dovrebbe quindi andare al Woody Allen di Midnight in Paris, oppure al solito The Artist. Poche possibilità per i comunque esplosivi script de Le amiche della sposa e Una separazione.

"Ma come ti vedo sciupato, Jonah..."
"Da quando sono in nomination, Brad, non mangio più per la tensione.
"Vai tranqui, che tanto non vincerai mai. Te lo dico da amico!"
MIGLIOR SCENEGGIATURA NON ORIGINALE
Paradiso amaro: Alexander Payne, Nat Faxon, Jim Rash
Le idi di Marzo: George Clooney, Grant Heslov, Beau Willimon
Hugo Cabret: John Logan
L'arte di vincere - Moneyball: Steven Zaillian, Aaron Sorkin, Stan Chervin
La talpa : Bridget O'Connor, Peter Straughan

IL MIO PREFERITO: Paradiso amaro
SECONDO ME VINCERA’: L’arte di vincere - Moneyball

Queste 5 sceneggiature mi sembrano decisamente di serie B rispetto a quelle originali. Comunque il mio tifo è per Paradiso amaro, che si dovrebbe contendere il premio con Moneyball, con cui Sorkin potrebbe bissare dopo la statuetta dello scorso anno per The Social Network. Quello sì uno script da applausi.



"Se c'era Arrietty, l'Oscar non lo vedevo manco col binocolo!"
MIGLIOR FILM ANIMATO
Une vie de chat
Chico & Rita
Rango
Il gatto con gli stivali
Kung Fu Panda 2

IL MIO PREFERITO: Chico & Rita
SECONDO ME VINCERA’: Rango

In questa categoria arrivo un po' più impreparato rispetto. Ho visto solo un paio di film: Rango e Chico & Rita.
Rango e mi è sembrata una bambinata parecchio noiosa, d'altra parte è pur sempre una roba prodotta dalla Nickelodeon, che di solito ha un target tra i 5 e i 10 anni... E quindi probabilmente vincerà. Muy hermoso y muy caliente invece Chico & Rita, film spagnolo ambientato a Cuba con animazioni stile Valzer con Bashir e un'atmosfera molto musicale.
Tra gli altri cartoni animati-nominati mi attira Une vie de chat; chissà se farà una clamorosa accoppiata francese con The Artist?
Mah! Non so se gli yankee saranno pronti a prostrarsi così tanto ai piedi dei galletti.
Quanto al giapponese Arrietty, è uscito nelle sale americane soltanto la scorsa settimana, quindi chissà che non ce lo ritroveremo in corsa per gli Oscar il prossimo anno…

"Me l'aspettavo meno spartana, la sala degli Oscar..."
"Non è che per paura di attentati c'hanno spedito
all'indirizzo sbagliato, 'sti razzisti?"
MIGLIOR FILM STRANIERO
Una separazione: Asghar Farhadi (Iran)
Rundskop: Michael R. Roskam (Belgio)
Hearat Shulayim: Joseph Cedar (Israele)
In Darkness: Agnieszka Holland (Polonia)
Monsieur Lazhar: Philippe Falardeau (Canada)

IL MIO PREFERITO: Una separazione
SECONDO ME VINCERA’: Una separazione

In attesa di vedere il promettente Rundskop e gli altri "stranieri" in gara, l'unico che ho visto ad oggi è l'ottimo Una separazione. Nonostante questa categoria di solito riservi qualche sorpresa, il fatto che il film iraniano sia nominato anche tra le migliori sceneggiature ci suggerisce che l'osservato speciale per la vittoria sia lui e solo lui.

"Dannato Black Friday! Questa era l'unica rimasta..."
MIGLIOR FOTOGRAFIA
The Tree of Life: Emmanuel Lubezki
The Artist: Guillaume Schiffman
Millennium - Uomini che odiano le donne: Jeff Cronenweth
Hugo Cabret: Robert Richardson
War Horse: Janusz Kaminski

IL MIO PREFERITO: The Tree of Life
SECONDO ME VINCERA’: The Tree of Life

The Tree of Life tutta la life!
Evito pure la scaramanzia e lo inserisco come favorito per la vittoria. Anche se probabilmente l'Oscar mi befferà pure questa volta e il premio finirà per andare a The Artist o, peggio, a Hugo Cabret o War Horse…

"Guardami pure, Malcolm, ma non pensarci nemmeno
a quelle cosacce che facevi in Arancia Meccanica!"
MIGLIOR MONTAGGIO
The Artist: Anne-Sophie Bion, Michel Hazanavicius
Millennium - Uomini che odiano le donne: Angus Wall, Kirk Baxter
Paradiso amaro: Kevin Tent
Hugo Cabret: Thelma Schoonmaker
L'arte di vincere - Moneyball: Christopher Tellefsen

IL MIO PREFERITO: The Artist
SECONDO ME VINCERA’: The Artist

Per protesta nei confronti della vergognosa assenza di The Tree of Life, non commento questa categoria.

MIGLIORI SCENOGRAFIE
Hugo Cabret: Dante Ferretti, Francesca Lo Schiavo
The Artist: Laurence Bennett, Gregory S. Hooper
Midnight in Paris: Anne Seibel, Hélène Dubreuil
Harry Potter e i doni della morte: Parte 2: Stuart Craig, Stephenie McMillan
War Horse: Rick Carter, Lee Sandales

IL MIO PREFERITO: Hugo Cabret
SECONDO ME VINCERA’: Hugo Cabret

Le scenografie, soprattutto dei set di Georges Mélies, sono di gran lunga la parte migliore di Hugo Cabret quindi, e lo dico senza forme di patriottismo nei confronti di Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo, il premio è tutto loro. Del tutto inspiegabile la presenza di War Horse, così come pure nelle altre categorie...

Heidi Klum ad Halloween. Direi che gli Oscar
per i costumi e il trucco andrebbero a lei di diritto.
MIGLIORI COSTUMI
The Artist: Mark Bridges
Jane Eyre: Michael O'Connor
Hugo Cabret: Sandy Powell
Edward e Wallis: Il mio regno per una donna: Arianne Phillips
Anonymous: Lisy Christl

IL MIO PREFERITO: The Artist
SECONDO ME VINCERA’: Hugo Cabret

Molto affascinanti i costumi di The Artist, ma anche una vittoria di Jane Eyre non mi spiacerebbe, sebbene sento che qui Hugo Cabret potrebbe fare lo sgambetto a entrambi. Ignobile la presenza dell’anonimo Anonymous.

MIGLIOR TRUCCO
Harry Potter e i doni della morte: Parte 2
The Iron Lady
Albert Nobbs

IL MIO PREFERITO: Harry Potter
SECONDO ME VINCERA’: Harry Potter

Qui non faccio il tifo per nessuno. Tra i tre, se proprio devo scegliere i migliori sono quelli di Harry Potter, però niente di magico o di particolarmente sorprendente rispetto agli altri episodi della saga…

MIGLIOR COLONNA SONORA
The Artist: Ludovic Bource
Hugo Cabret: Howard Shore
La talpa: Alberto Iglesias
Le avventure di Tintin: Il segreto dell'Unicorno: John Williams
War Horse: John Williams

IL MIO PREFERITO: The Artist
SECONDO ME VINCERA’: The Artist

Splendide le musiche di The Artist. Non c’è competizione, anche perché tutte le altre 4 sono qualcosa di troppo smielato, stucchevole e ruffiano. Persino l'Howard Shore parecchio più sotto tono del solito di Hugo Cabret.
E non mi hanno nominato i Chemical Brothers di Hanna, ‘sti stronzi! Se di cinema all'Academy ne capiscono poco, di musica proprio zero.

MIGLIOR CANZONE ORIGINALE
I Muppet: Bret McKenzie ("Man or Muppet")
Rio: Sergio Mendes, Carlinhos Brown, Siedah Garrett ("Real in Rio")

IL MIO PREFERITO: Muppet
SECONDO ME VINCERA’: Muppet

Due canzoncine ben poco memorabili. Roba oscena degna di Sanremo. O forse peggio! Tra le due, se proprio devo fare una scelta, meglio quella dei Muppet. Anche perché l'altra è una brasilianata atroce.
Tristezza che non abbiano nominato le splendide canzoni originali composte da Alex Turner degli Arctic Monkeys per Submarine... :(

"Se fanno vincere Emma Marrone pure agli Oscar, m'ammazzo!"
MIGLIOR SONORO
Millennium - Uomini che odiano le donne
Hugo Cabret
L'arte di vincere - Moneyball
War Horse

IL MIO PREFERITO: Millennium
SECONDO ME VINCERA’: Hugo Cabret

Questa è facile: Millennium.
Certo che in questa categoria si sono davvero sforzati a tirare fuori i due film che odiato di più in assoluto negli ultimi 2 anni: Transformers 3 e War Horse. Mi vuoi proprio bene te, Academy, vero?

MIGLIOR MONTAGGIO SONORO
Millennium - Uomini che odiano le donne
Hugo Cabret
Transformers 3
War Horse

IL MIO PREFERITO: Drive
SECONDO ME VINCERA’: Hugo Cabret

Vogliamo darlo almeno un premio a Drive, visto che questa è l’unica categoria in cui vi siete degnati di nominarlo?
Nah, alla fine il premio andrà di fisso a qualcun altro…

"James, l'hanno scorso la tua conduzione degli Oscar ha fatto così pena,
che quest'anno insieme a Billy Crystal hanno chiamato J.Lo, renditi conto!"
MIGLIORI EFFETTI SPECIALI
Hugo Cabret
L'alba del pianeta delle scimmie
Harry Potter e i doni della morte: Parte 2
Real Steel
Transformers 3

IL MIO PREFERITO: Hugo Cabret
SECONDO ME VINCERA’: L’alba del pianeta delle scimmie

Bah, tutti film che mi hanno entusiasmato poco. Si capice che non amo molto il cinema fatto di effetti speciali? Tra i candidati, i migliori visual effects sono probabilmente quelli de L’alba del pianeta delle scimmie, però la pellicola è talmente mediocre che non ci tengo a vederla premiata e quindi a 'sto punto meglio dare la statuetta al Ragionier Ugo Capretto.


Qualcuno glielo spieghi che Pina non è un documentario su di lei...
MIGLIOR DOCUMENTARIO
Pina
Paradise Lost 3: Purgatory
If a Tree Falls: A Story of the Earth Liberation Front
Undefeated
Hell and Back Again

IL MIO PREFERITO: Pina
SECONDO ME VINCERA’: Paradise Lost 3: Purgatory

Non ne ho visto manco uno, però Pina di Wim Wenders è quello che mi ispira di più.
Essendo però un film tedesco, in un anno in cui il cinema americano si dovrà inchinare a quello francese, dubito che premieranno pure qui una produzione europea. Punto quindi su uno dei docu a stelle e strisce.

MIGLIOR CORTO DOCUMENTARIO
The Barber of Birmingham: Foot Soldier of the Civil Rights Movement
God Is the Bigger Elvis
Incident in New Baghdad
Saving Face
The Tsunami and the Cherry Blossom

...E nemmeno su di lei...
MIGLIOR CORTO ANIMATO
Dimanche: Patrick Doyon
The Fantastic Flying Books of Mr. Morris Lessmore: William Joyce, Brandon Oldenburg
La Luna: Enrico Casarosa
A Morning Stroll: Grant Orchard, Sue Goffe
Wild Life: Amanda Forbis, Wendy Tilby

MIGLIOR CORTO LIVE ACTION
Pentecost: Peter McDonald
Raju: Max Zähle, Stefan Gieren
The Shore: Terry George
Time Freak: Andrew Bowler, Gigi Causey
Tuba Atlantic: Hallvar Witzø

I cortometraggi non li ho visti, quindi evito di fare pronostici.

...E tanto meno su di lei.
La grande domanda rimane comunque non tanto se The Artist vincerà o meno, visto che nella categoria di miglior film sembra davvero non avere rivali, ma è: The Artist trionferà, portandosi a casa molte delle 10 statuette per cui è nominato, oppure i premi verranno distribuiti in maniera più equa tra gli altri film?
Gli yankee caleranno insomma del tutto le braghe davanti al fascino francese (ben presente pure in Hugo Cabret e Midnight in Paris)?
Questa notte avremo la risposta.
O anche domani mattina, ché seguire tutta la maratona notturna degli Oscar può risultare un po’ pesantuccio… Persino per uno che si è guardato 3 serate su 5 di Sanremo!

venerdì 24 febbraio 2012

Oscar 2012: i (più o meno) magnifici 9

Le tradizioni sono destinate a ripetersi, altrimenti che razza di tradizioni sarebbero?
L’anno scorso avevo preparato un mixone di sprazzi di recensioni dedicate ai film candidati al titolo di miglior pellicola dell’anno agli Oscar, e quest’anno la rassegna stampa, anzi la rassegna bloggara si ripete.
Vediamo quindi i 9 film che domenica sera si contenderanno la più prestigiosa e ambita delle statuette dorate, attraverso le parole non solo mie, ma anche di quelle dei miei colleghi bloggers.
Alcuni meno competenti (mi riferisco a Mr. Ford), altri più comptenti (mi riferisco a tutti gli altri).
Diverse recensioni sono prese da blog che seguo regolarmente, mentre alcune sono state scovate grazie a Google con la semplice ricerca “titolo film + blogspot”, quindi se non trovate la vostra metto le mani avanti e dico che è più colpa di Google che non mia.
Coloro che non sono stati inclusi comunque sono liberi di farmelo notare, volendo anche insultandomi, tra i commenti.
E ora, in ordine rigorosamente alfabetico, i miglior film dell’anno. Almeno secondo l’Academy Award. Certo non per me che film come Drive, Melancholia, Take Shelter e 50/50 non li avrei mai dimenticati.
Domenica spazio poi per i miei pronostici e le mie preferenze in tutte le varie categorie degli Oscar, ma ora la parola a voi (e un po’ pure a me)…

Hugo Cabret
“Hugo Cabret più che un film è un viaggio: inforchi i tuoi occhialoni 3D, sali a bordo e ti perdi per più di due ore tra ingranaggi, nascondigli, personaggi da stazione ferroviaria, vedute mozzafiato di Parigi, pile di libri, film di Meliès, ricordi degli albori del cinema e tanto altro, il tutto con ritmi ora forsennati ora delicati. […]Un film per cinefili nel senso più stretto ed etimologico del termine.”
Margherita Ciacera, Nulla di preciso

“Nonostante possa apparire a prima vista un semplice film per bambini, basta guardare i primi minuti della pellicola per capire che ci troviamo invece di fronte a qualcosa di totalmente diverso: un vero e proprio tributo al favoloso mondo onirico di Méliès e agli indimenticabili anni Trenta, in cui presente e passato s’intrecciano per dar vita a un universo fantastico, non più così inavvicinabile ma vicino e vivo più che mai. […] Immersi nel mondo incantato del piccolo Cabret, ci ritroviamo a rincorrere inconsapevolmente il tempo perduto e l’innocenza che avevamo da bambini, per rispolverare l’amore per le piccole cose e riscoprirci così, ancora capaci di sognare. Nonostante tutto.”
Stargirl, Giovane carina e disoccupata

“Il 3D diventa un'occasione per raccontare il cinema a noi, pubblico del secolo XXI, per farci rivivere quelle emozioni di paura e stupore che dovevano aver provato gli spettatori di quel primo film dei fratelli Lumière, in cui si vedeva semplicemente un treno che marciava.”
Antonella, Ho voglia di cinema

"Hugo Cabret" non è certo un film perfetto, ma è un bel regalo che ci fa un grande regista, un dono da guardare non tanto con gli occhi della ragione, quanto con quelli del cuore, come se fosse "l'isola che non c'è, l'isola del tesoro ed il mago di Oz messi insieme".
Newmoon35, Sono una donna non solo una mamma

“Più che una delusione, un disastro che lascia a bocca aperta per quanto non riuscito in tutte le sue parti. Se poi si considerano le 11 candidature all’Oscar, allora si può rimanere a bocca aperta anche per tutto l’anno!”
Perso Giàdisuo, Perso nel mondo del cinema

“Il film meno Scorsese di sempre, probabilmente uno dei più rivoluzionari della sua carriera, nella quale si reinventa e si reincarna la meraviglia stessa del cinema: l'illusione.”
Lorant, Life Functions Terminated

Cosa manca al film di Scorsese? L’ILLUSIONE. Cos’altro manca? LA MAGIA. Cosa si è dimenticato di inserire? IL TRUCCO. E poi? L’INVISIBILE AGLI OCCHI. Ma il peccato principale del film è un altro. Ha fallito di raccontare per davvero uno dei più grandi geni nella storia del cinema, la cui storia ci viene sì presentata con diligenza, ma senza riuscire a ricreare in pieno il misterioso fascino che opere come Les Voyage dans la Lune sprigionavano.
Cannibal Kid, Pensieri Cannibali (dalla mia recensione in arrivo dal futuro)

“E' davvero possibile che il narratore della violenza selvaggia della strada di Mean streets o Quei bravi ragazzi e di quella elegante ma non meno estrema dei salotti de L'età dell'innocenza si sia piegato ad una storia che pare una versione disneyana delle fiabe di Charles Dickens?”
Mr. James Ford, WhiteRussian

L'arte di vincere - Moneyball
“Moneyball è la storia di una sconfitta che profuma di vittoria, ma che sempre sconfitta rimane. Nel mondo di oggi non c'è posto nemmeno per i 'perdenti di successo', e non è un caso che il regista si affidi proprio al baseball, lo sport 'americano' per eccellenza, per dimostrarci che il Sogno Americano è definitivamente tramontato, e che non esistono più gli 'eroi romantici'. Nemmeno nello sport, che pure sarebbe la disciplina più adatta a tale scopo.”
Kelvin, Solaris

“Icaro contemporaneo per la voglia di infinito racchiusa nel sogno di invertire le sorti di una sconfitta annunciata, Billie è il capitano di una nave alla caccia della balena bianca, con il mitico cetaceo sostituito dall'altrettanto leggendario titolo delle world series che nel mondo del baseball rappresenta il successo più alto a cui si possa aspirare.”
Nick of Time, I Cinemaniaci

“Ora, non stiamo parlando di un derelitto, ma di un uomo che dallo Zio Sam è riuscito a succhiare tutto quello che poteva, che vive ai margini, sì, ma di un sistema ricco e fruttuoso. Non uno che non ha niente da perdere, quindi, ma il contrario: per questo la sua storia assume più valore e più forza. Beane è fuori posto in un ambiente come quello in cui lavora e per questo tenta di cambiarlo dall'interno, come dire: se non puoi vincere con le regole che ti danno, prova a giocare con le tue. Il gioco del baseball diventa quindi solo un pretesto e ce lo dimostra il fatto che la partita della vita venga poco più che accennata. La sfida vera non è sul campo ma fuori, il gioco è solo la metafora di un sistema arcaico con regole inscritte nella pietra, che non deve essere cambiato pena la gogna mediatica.”
Frank, Combinazione casuale

“Il Billy Beane della realtà non è proprio simile all’attore, quindi affidando la sua parte a Brad Pitt sono stati paaarecchio generosi e fantasiosi. Un po’ come se in un ipotetico film su Calciopoli la parte di Galliani fosse data a Vin Diesel e quella di Luciano Moggi a Michael Fassbender, che tra l’altro il ghigno da bastardo ce l’ha tutto…”
Cannibal Kid, Pensieri Cannibali

“Attenzione, perchè questi pionieri sono a tutti gli effetti dei Goonies, outsiders a loro modo romantici quasi fuori tempo massimo, e dal reinventatosi prima base Hatteberg al veterano Justice - senza dimenticare lo stesso Beane - non sono certo destinati alle copertine, quanto più a divenire simboli di una rivoluzione che altri e soltanto altri - i grandi nomi, i predestinati ed i fuoriclasse - riusciranno a portare a compimento.”
Mr. James Ford, WhiteRussian

“A leggere la trama sembrerebbe la classica stronzata sul baseball, ma non è così, non è il tipico film americano sullo sport in cui tutto si decide negli ultimi secondi della giocata finale, non è un film sullo sport anche se è un ottimo espediente. E' un film sulla fiducia, credere nelle proprie idee fino in fondo pur rischiando grosso, avere contro tutti sapere di aver ragione e andare avanti senza mai arrendersi, nonostante tutto.”
Lorant, Life Functions Terminated

Midnight in Paris
“Trama: Trame? Dove stiamo andando non c'è bisogno di... trame.”
CeB, Chicken Broccoli

“Hemingway lo ricorda a Gil: se sei davvero innamorato, nel momento in cui stai facendo l'amore ti parrà di non avere neppure paura della morte.
Con Midnight in Paris, sia un momento o una seconda giovinezza, ho come l'impressione che la stessa cosa sia accaduta al suo regista ormai non proprio più di primo pelo.”
Mr. James Ford, WhiteRussian

“La più grande colpa che il presente non potrà mai espiare è solo quella di essere la nostra unica possibilità e basta poco per scoprire che quel romantico passato, diverso e perfetto per ognuno, forse non era così straordinario per coloro che lo hanno vissuto; forse, fra una Zelda Fitzgerald schizofrenica e prossima al suicidio, un Picasso violento e volubile e il problema non indifferente dell'assenza di antibiotici e novocaina, scopriremo che il Terzo Millennio non è poi così male e che sta a noi, complice la città dei nostri sogni e un' anima gemella che ami camminare sotto la pioggia, lavorare affinchè smetta di essere noioso e insopportabile.”
Alessia Carmicino, First Impressions

“In perfetto stile Allen il protagonista è una persona che vive una vita che non vuole, che guarda al passato, pieno di insicurezze e complessi, alla ricerca del proprio Io, anche se ci sono meno nevrosi di altri suoi personaggi.”
Dino Romans, Cinepolis

“Il film è un tuffo magico in un’epoca magica, non solo un film su Parigi ma anche e soprattutto una riflessione sulla nostalgia e il culto del passato, sull’idea che il meglio sia venuto sempre prima di noi. Io ad esempio avrei voluto vivere da adolescente il periodo d’oro del grunge e dei Nirvana, invece sono arrivato con qualche anno di ritardo. Anche se pure la Parigi degli anni ’20 non mi sarebbe spiaciuta.”
Cannibal Kid, Pensieri Cannibali

"Un ragazzo che faceva teatro con me e che ripeteva ogni 5 minuti che il suo pene era a forma di rubinetto, non ho mai controllato quindi non posso confermarvi questa leggenda urbana, disse un giorno una cosa quasi stimolante "un regista può far diventare cane o bravo un attore" dopo aver visto questo film mi sono decisa a credere in questa frase e non perchè Allen sappia il misterioso segreto della comunicazione tra attore e regista ma perchè ha scelto un personaggio nell'attitudine naturale di Wilson, che l'eroe non lo sa proprio fare."
Barbie Xanax, I Hate Barbie Xanax

“Allen firma un film ottimista tramite una lettera d’amore per una Parigi mai così da cartolina eppure tutt’altro che irritante o banale, perché Parigi è una cartolina, un posto magico in cui tutto può succedere.“
Perso Giàdisuo, Perso nel mondo del cinema

Allen, questa c'est la Paris dei tuoi sogni!
Una cosa così non esiste.
Tranne per una come Amélie Poulain.
Barbara Jurado, Cipolla Pensierosa

“Barcellona, Londra, Parigi, nessuna di queste città è Manhattan; non le conosce, non può delinearne l'anima, quando infatti le descrive non pulsano come pulsava Manhattan. Restituisce cartoline, belle da vedere ma poco credibili, immobili.”
Elio, Ho un dolcetto, entra.

Film magico è la definizione giusta per questo Midnight in Paris! Quale è stata la magia? Semplice, non far cantare Carla Bruni!!! **trollface**
Sailor Fede, Componente instabile

Molto forte, incredibilmente vicino
Questo film non è ancora uscito in Italia (è previsto in arrivo nelle nostre sale solo il 13 aprile), quindi ho pescato un paio di recensioni in English.

“Extremely Loud And Incredibly Close” is paced like a funeral, which sounds like an insult, but its actually a testament to the tastefulness of Mr. Daldry. […] While Daldry flirts with darkness, the end result is bloodless, drained of all insight beyond the boy’s own coming-to-terms. Though the grace notes are plenty, and, in a late scene with Wright’s character, a sympathetic suit who registers humanity through see-through doors, the cumulative emotional impact is overwhelming. The human tragedy is that we can’t solve each others’ puzzles.
Gabe Toro, The Playlist

“Here's a tale that compacts the grief of an entire world, country, city, and thousands of loved ones left behind into the pain of one vulnerable, fictional boy. The gunk is not, in itself, the movie's fault. Those narrative curlicues are embedded in Jonathan Safran Foer's 2005 novel of the same name. (There, a reader can find a photo of palms marked YES and NO.) Indeed, the cinematic translation provided by Stephen Daldry (a pro at directing boys after Billy Elliot) is about as 9/11-respectful and eager to please as one can want with such a sugared premise. It will never get any easier, nor should it, to see images of the towers 
 in flames, or of human beings falling to their deaths; at least Daldry is prudent in his use of sacred footage.”
Lisa Schwarzbaum, Entertainment Weekly

Paradiso amaro
Giorgio Clunei, ma tu, ma COME DIAMINE HAI FATTO A STARE più di un anno con Eli Cagnalis (©C&B)?! No, davvero. Ma io non mi capacito, mi fa male la psiche a pensarci ancora. Perché io posso capire che ti incontri in un locale bum fai bagordi tutta la notte e poi le chiami un taxi. Eeee, figurati, la Manovra Jersey Shore, quante volte...
Ma "stare insieme", condividere, anche solo "intavolare un discorso", per non parlare di portarla agli Oscar, cenare con gli amici (quando i tuoi amici sono tipo i fratelli Coen). Ecco, non mi capacito. Devo pensare che l'immagine di te che mi trasmettono i tuoi film, le tue scelte, la tua carriera, è tutta un gran trucco da prestigiatore?
CeB, Chicken Broccoli

“Finisce Paradiso Amaro e la prima cosa che penso è "troppe dissolvenze". Non posso farci nulla, da qualche tempo non sopporto più le dissolvenze tra una scena e l'altra.”
Pio, Triccotraccofobia

"George Clooney come abitante hawaiiano non è che sia proprio il massimo della credibilità. È più a suo agio a una serata di gala con un Martini in una mano e una Elisatetta nell’altra, mentre a stare in calzoni e inguardabili camicione colorate alle Hawaii non mi sembra si possa considerare nel suo habitat naturale."
Cannibal Kid, Pensieri Cannibali

“La continua ricerca del buffo, del tenero o dello straniante potrebbe essere ostico e portare insoddisfazione nella visione se questo non viene accettato. Merito della sua riuscita, e quindi dell'accettazione di questi mezzi di facile emotività, sono in gran parte da attribuire agli attori e all'insolito paesaggio hawaiano (nella concezione di città e non di mera meta turistisca).”
Frank Manila, Il cinema spiccio

“Alexander Payne riesce a raccontare con delicatezza e bravura un dramma familiare, insistendo sul rapporto fra un padre e le proprie figlie e fra un uomo ed il passato della propria famiglia indissolubilmente legata alla terra natia, quelle isole Hawaii che diventano protagoniste al pari di Matt King, interpretato da un ottimo George Clooney.”
Fabrizio Reale, Laboratorio di cinema

The Artist
"Al mondo solo i francesi potevano avere abbastanza faccia tosta per fare un film muto nel 2011. E spiace ammetterlo, probabilmente solo i francesi potevano avere abbastanza savoir faire da riuscire a farne un mezzo capolavoro."
Palbi

“Anche nel 2011 si può fare un film muto e in bianco/nero in grado di deliziare lo spettatore. E ricordandoci cos’era il cinema senza senza 3D, senza effetti speciali, senza rumori e addirittura senza dialoghi. Uno spettacolo soltanto per gli occhi.”
Perso Giàdisuo, Perso nel mondo del cinema

“Per quanto "muto" possa essere, lo straordinario lavoro di Michel Hazanavicius è un inno all'importanza della parola, detta o non detta che sia, un passaggio, un viaggio che porta a scoprire il valore del silenzio, del Cinema, dello stupore e, per l'appunto, di quel suono che troppo spesso e volentieri diamo per scontato, o finiamo per detestare e rifuggire quando riteniamo di averne avuto abbastanza.”
Mr. James Ford, WhiteRussian

“The Artist, con la sua semplicità, dimostra, nel caso qualcuno non l'abbia ancora capito, che non bastano effetti speciali a palate per rendere bello un film (capito Michela Bay?), ma in questo caso un revival funge da diario di come si faceva cinema una volta e come lo si faceva bene! Un film che incanta, un omaggio al cinema nella sua totalità. Soprattutto una presa di coscienza sul passato e sul futuro.”
Lorant, Life Functions Terminated

“Se qualcuno ha ancora dubbi fra cosa distingue Arte e Tecnologia, perlomeno quando la seconda non sfocia nella prima manifestazione umana citata, questo film aiuta a risolverli. L'Arte ha una bellezza eterna, anche quando legata alla tecnologia, restando sempre attuale e non semplicemente per curiosità sulla sua evoluzione. La tecnologia, il più delle volte, una volta superata è destinata alla discarica.”
Robydick, Le recensioni di Robydick, Napoleone, Belushi, Keoma

“The artist è un gran bel giocattolino che ha il pregio di conquistare anche quelli che piuttosto che vedere un film muto in bianco e nero si farebbero tagliare le palle.”
Dantès, Montecristo

“Il messaggio del film è che, una volta che il cinema si è evoluto verso il sonoro, i film muti sono diventati assolutamente inutili e per certi versi indesiderabili. Lo stesso protagonista è deriso da tutti perché non vuole abbandonare il cinema muto.
E allora, a questo punto la domanda è: perché? Alla luce di ciò che si è detto, che cazzo di bisogno c’era di girare un film muto di un’ora e quaranta nel duemilaundici?”
Claudio Delicato, Ciclofrenia

“Rispolverando il cinema muto e la passione per i vecchi classici, The Artist dimostra come a contare davvero in un film sia la forza delle immagini: se l'immagine ha qualcosa da dire, e soprattutto da raccontare, anche un cane può diventare un attore drammatico.”
Valentina Ariete, Eyes Wide Ciak

“Hazanavicius, dirige un film fatto di emozioni, di malinconia, di sconfitta e di coraggio, ce ne fossero tanti film come questo al cinema, infatti è un opera ispirata, semplice, che fa conocere allo spettatore odierno, pippato di film fracassoni, il valore del nostro passato, quello fatto di cose semplici come l'amore, e la fiducia in se stessi, non sono molti i film così e lo devo dire, è un piccolo ma grande capolavoro.”
Arwen Lynch, La fabrica dei sogni



The Help
Il grande pregio del film è quello di raccontare non il razzismo più violento e immediatamente visibile, come quello del Ku Klux Klan, ma quello più sottile e strisciante. Il razzismo di quelli che dicono: “Sì, ma io non sono razzista.”
Cannibal Kid, Pensieri Cannibali

“The Help è quello che fu Il colore viola negli Anni80 ma con molta meno "negritudine" gospel facilona servita su un piatto d'argento per gli animisempliciottiegiùlacrimoni: un film con donne di colore che, nonostante una vita vessata dall'uomo (in questo caso altre donne) bianco e dalla sua ignoranza e dal suo razzismo, trovano il coraggio e la forza di alzare la testa e dire basta.”
CeB, Chicken Broccoli

“La formula messa in atto da Taylor funziona alla grande, c'è da dargliene atto: si ride (talvolta amaramente), ci si commuove, ci si indigna, si prova rabbia e poi si ride di nuovo e così a giro.”
Frank Manila, Il cinema spiccio

“Nonostante non rinunci nemmeno a una goccia della dose di retorica e ruffianeria tipica del genere, the help riesce però a fare la differenza grazie a uno dei cast corali più incredibili degli ultimi anni: senza timore di prendere sulle spalle il peso dell'intera pellicola, un sodalizio di attrici straordinarie trasforma la visione in un'esperienza di devastante impatto emotivo.”
Alessia Carmicino, First Impressions

"Ho pianto.
Per circa tutta la durata del film.
Lo so. Sono scontata e con un'emotività facilmente pilotabile.
Ma che ci devo fare?
Sono donna, e pure Bionda.
E poi c'è Lei: Jessica Chastain che interpreta Celia: platinata, popputa e di rosa vestita sposa novella.
Tutta quella "bionditudine" mi commuove sempre."
Enrica Mannari, I Hate Pink

The Tree of Life
“Aveva ragione il Morandini, su The tree of life:

MADONNA MIA, CHE TRAPANATURA DI CAZZO ALLUCINANTE, PER LA PUTTANA.

O qualcosa del genere.”
Claudio Delicato, Ciclofrenia

“È quasi come se Aronofsky, rinato con The wrestler e Black swan, avesse passato tutta la sua aronofskite passata - detta anche volgarmente pippaggine intellettualoide - al povero Terrence, travolto dalle sue consuete - splendide - carrellate di immagini e da una lezione pseudo mistica che sconfina nel terribilmente kitsch in più di un'occasione, in bilico tra il National Geographic e i Cristiani Redenti.”
Mr. James Ford, WhiteRussian

“Il vero interrogativo è perchè moriamo? Perchè viviamo?
Malick certamente (o almeno credo) non è Dio (nel caso poi esistesse davvero), e quindi una risposta non riesce a darcela.”
Affari Nostri

“Non esiste una “trama”, perché la vita vera non ne ha una. Siamo abituati a vedere film che riportano ogni singolo dialogo, come se gli eventi ci scorressero davanti in quel preciso momento, ma se ci pensate bene quando noi proviamo a ripensare alla nostra vita, non ricordiamo ogni singolo istante o ogni singolo dialogo, ma sprazzi di immagini, di parole, di suoni, di sensazioni che sono importanti per noi, non per gli altri.”
Babol, Il bollalmanacco di cinema

“È evidentemente un film per pochi, The Tree of Life: per quei pochi che amano andare al cinema per pensare, riflettere su se stessi e sul mondo che li circonda.”
Luca Ottocento, Cinemagnolie

“Un film non facile, complesso, che costruisce un modo nuovo di fare cinema, unendo la forza della musica e delle immagini alla delicatezza della poesia, che narra una storia per ellissi, sconvolgendo i rapporti temporali, architettato come una sinfonia: una vera esperienza polisensoriale, in grado, se si è pronti ad abbandonarsi ad essa, di creare la sensazione di vivere nel respiro del film.”
Valentina Ariete, Eyes Wide Ciak

“Sephiroth

Intrico
Dissolvenza
Tempo liquido
Senza vento

Stellare

Spazio alto
Oscuro, caldo
Dimora di Luce
Segno Divino

Una Voce”
Emmegi, Mulo, setaccio e piccone

“La visione di The Tree of Life è qualcosa di paragonabile alla prima volta che hai ascoltato i Sigur Ros.
Alla prima volta che hai toccato il cuore di una persona.
Alla prima volta che ti sei reso conto che non vivrai per sempre.
Alla prima volta che ti sei sentito più veloce della luce.
The Tree of Life non si limita a rappresentare.
The Tree of Life supera i limiti, va oltre il cinema.
Prende la vita.
La trasforma.
E crea qualcosa di nuovo.
Di eterno.
Oltre la vita.
Live is life NA NA NA NA NA”
Cannibal Kid, Pensieri Cannibali

“Bello.”
CeB, Chicken Broccoli

War Horse
“War Horse è l’apoteosi del cinema classico spielberghiano. Una lezione di stile immensa. Un film volutamente, scandalosamente inattuale. E pertanto modernissimo.”
Giona A. Nazzaro, Filmcritica Rivista

Per quanto riguarda le emozioni è bastato inserire quel magico rapporto reale che si instaura tra quegli splendidi animali e l'essere umano. Quest'ultima figura viene incarnata dai proprietari occasionali che nel corso della vicenda cambiano sequenzialmente. Un passaggio di testimone - il cavallo, quindi materia animata - involontario, mostrato per assurdo negli scorci di filmato in cui avviene. Per molti aspetti viene in mente un grande romanzo dello scrittore Jack London, che dal vincolo lupo-uomo riusciva ad estrapolare più valori che da qualsiasi altra cosa, un libro chiamato Zanna Bianca. […] La grande capacità di Steven Spielberg è quella di fare commuovere semplicemente con un cavallo che ara il terreno.
Vincent, Aloha los pescadores

“War Horse è una favola epica assai elegante nella forma, fieramente anacronistica e nostalgica, che privilegiando il punto di vista di un cavallo sugli accadimenti bellici ci mostra con forza, mediante un’operazione che in parte ha certamente un effetto straniante, l’assurdità e l’atrocità della guerra voluta dagli uomini.”
Luca Ottocento, Cinemagnolie

“Pur nel contesto bellico di uno dei più drammatici spartiacque della storia dell’umanità, quella tra Albert e il cavallo Joey è di fatto una storia d’amore. Un amore travolgente e a prima vista, capace di volare sulle ceneri della fine del mondo saltando di trincea in trincea, di perdersi e ritrovarsi sfidando il caso con la potenza magica del sogno e, perché no, della speranza.”
Kekkox, Memorie di un giovane cinefilo

“Quando Spilbi si avvicina a tematiche di guerra e sentimenti, lo sappiamo bene, non si scappa: ci saranno TUTTE quelle scene che conosciamo benissimo, costruite col cesello per farci divertire/piangere/sognare/emozionare, che le abbiamo viste i milioni anzi i miliardi di volte. Ma che a lui perdoniamo sempre perché, che diamine, LUI È SPILBI! E tutti gli altri no. Sono cosa sua, le ha inventate lui... o se non inventate le ha talmente fatte sue che è come se le avesse inventate. Stateci.
CeB, Chicken Broccoli

“Il limite massimo dell’inverosimile e del patetico si tocca nel momento in cui un soldato inglese e uno tedesco depongono le armi e uniscono le forze per salvare il povero piccolo mini Pony rimasto intrappolato in un filo spinato. Sì va bene, e magari si sono presi pure una tazza di tè Earl Grey e hanno giocato alle bambole insieme. Spielberg, altroché Incontri ravvicinati del terzo tipo e Minority Report: il film più fantascientifico della tua intera carriera è questo!”
Cannibal Kid, Pensieri Cannibali

“Smielato e Tradizionale, d’altronde è un film di Spielberg, il re della regia tradizionale.
Che cazzo ti aspettavi?”
Lorant, Life Functions Terminated




mercoledì 1 febbraio 2012

L’arte di vincere, it’s all about the money money Moneyball

"'Mmazza, Brad, quanto sei figo. Voglio dimagrire per diventare come te."
"Se, te piacerebbe..."
L'arte di vincere - Moneyball
(USA 2011)
Regia: Bennett Miller
Cast: Brad Pitt, Jonah Hill, Philip Seymour Hoffman, Robin Wright, Chris Pratt, Kerris Dorsey, Kathryn Morris, Stephen Bishop, Brent Jennings
Genere: economico
Se ti piace guarda anche: La ricerca della felicità, Truman Capote: A sangue freddo, The Social Network

Moneyball è il classico film che viene pensato con in testa gli Oscar. O meglio, se non esistessero gli Oscar, film come Moneyball probabilmente nemmeno verrebbero mai realizzati. Invece, dietro a una pellicola come Moneyball si nasconde qualche oscuro signore che cerca di infilarci dentro tutti gli ingredienti capaci di far breccia nel cuore dei giurati dell'Academy Awards. Non stiamo parlando di una ruffianata quanto Il discorso del re, questo glielo concediamo, però nemmeno ci andiamo poi così lontani.
Ogni scena, anche la più insignificante, è pregna di enfasi e retorica manco ci trovassimo dentro un film che parla di bambini col cancro. Qui invece si parla solo di baseball e la storia non è poi nemmeno 'sto granché.
Ma qual è questa così grande e importante storiona che il film ci racconta?

"Vedrai, Brad. Ancora qualche kilo in meno e Angelina Jolie sarà mia!"
"Se ne perdi parecchi quella ti adotta come bambino cambogiano, ahah"
Fondamentalmente, quella di Brad Pitt versione top manager di una squadra di baseball che ingaggia un tizio buffo (ma no, non fa ridere), Jonah Hill, che ha un punto di vista differente da tutti gli altri su come condurre una campagna acquisti. Baseball-mercato, è di questo che stiamo parlando. Siete già annoiati?
Jonah Hill utilizza un ragionamento di tipo molto matematico ed economico, perché proviene da Yale, e in pratica per lui il valore di mercato di un giocatore vale unicamente per i punti che riesce a fare sul campo. Per lui non contano il carattere o la personalità di un giocatore. Per lui contano solo i numeri.
Rivolgendo lo sguardo al calcio, tanto per parlare di uno sport a me, così come credo a diversi lettori, più vicino, giocatori come George Best o Maradona non avrebbero un così grosso valore, sorpassati dai Gattuso scarponari di turno.
In pratica, quest'uomo toglie allo sport tutta la magia e lo rende semplice matematica. Numeri. Statistiche.
Questa è la storiona del film. Complimenti. E cercano anche di spacciarcela in tutti i modi come una cosa giusta, necessaria. Il futuro che avanza. Una rivoluzione.
La rivoluzione sarebbe lo sport gestito come la Borsa? 'Nnamo bene, 'nnamo.
"Secondo me Jonah ce la può fare. Io però col cavolo che dimagrisco!"
Se il tentativo del film è quello di passare come una possibile risposta alla crisi economica, ovvero un manager che con pochi soldi (stiamo pur sempre parlando di decine di milioni di dollari) riesce a mettere su una (fanta)squadra competitiva, la verità è che la sua mentalità è quella che predilige i numeri alle persone. Esattamente la mentalità degli yuppies brokers rottinculo che hanno mandato a puttane l’economia mondiale. Oh, sì. E che qui provano a fare lo stesso con il baseball, trasformato per l’appunto in moneyball.
Su questo film ho letto parecchie critiche positive, ma anche alcune negative che si concentravano però soprattutto sul fatto che questa fosse la solita pellicola sul baseball. Secondo me non è così. Questo è il classico film da Oscar ma non è il classico film sullo sport, che si vede e soprattutto si "sente" davvero poco, quanto una pellicola sull’economia. Laddove film con protagonisti palesemente yuppie come Wall Street 1 e 2, Margin Call o American Psycho non presentano però per forza di cose un punto di vista yuppie, pellicole come questo Moneyball o il mucciniano La ricerca della felicità ci propongono invece personaggi in apparenza outsider al sistema, ma che in realtà ne sono del tutto complici e anzi si rivelano i peggio squali. La cosa negativa non sta nel presentarci questi personaggi, cosa assolutamente legittima, bensì nel cercare di proporceli come gli eroi di turno. È questo che a me non sta bene.

Il vero Billy Beane. Più Mr. Bean che Brad Pitt...
La morale del film è quindi, almeno dal mio punto di vista, parecchio discutibile. Ma il problema sta principalmente nel come ci viene presentata. Tratta da un libro di Michael Lewis, la sceneggiatura fila liscia dall’inizio alla fine e i dialoghi sono di livello notevole. Non a caso è firmata a quattro mani da due super professionisti presi apposta per conquistare i cuoricini dell’Academy Awards come Steven Zaillian (Schindler’s List) e Aaron Sorkin, premio Oscar lo scorso anno per lo script fenomenale di The Social Network. Con quest’ultimo film c’è qualche assonanza per lo scambio fittissimo e continuo di dialoghi, caratteristica costante del lavoro di Sorkin, gran guru anche delle serie tv (Sports Night, West Wing, Studio 60 on the Sunset Strip). Peccato che argomenti simili vengano trattati in maniera molto diversa.
Anche in The Social Network incrociavamo un protagonista piuttosto stronzo, che agiva con i suoi metodi per raggiungere i suoi obiettivi, convinto al 100% di essere nel giusto. Un certo Mark Zuckerberg, lo conoscete? Però il film disseminava dei dubbi, ci presentava anche gli altri punti di vista della controversa nascita di Facebook. La vicenda era vista a 360 gradi. Qui Moneyball, pardon L’arte di vincere, cerca invece di metterci a 90, di gradi, imponendoci il punto di vista unico ed esclusivo del protagonista Billy Beane interpretato da Brad Pitt. E il Billy Beane della realtà tra l’altro non è proprio simile all’attore, quindi affidando la sua parte a Brad Pitt sono stati paaarecchio generosi e fantasiosi. Un po’ come se in un ipotetico film su Calciopoli la parte di Galliani fosse data a Vin Diesel e quella di Luciano Moggi a Michael Fassbender, che tra l’altro il ghigno da bastardo ce l’ha tutto…

Se Billy “Brad” Beane è il gran mattatore, tutti gli altri sono figurine di contorno che stanno ad assistere al suo show personale. E a proposito di show, la nota migliore della pellicola, sempre secondo il mio punto di vista che, al contrario di quello del protagonista del film, è liberamente discutibile, arriva da un pezzo della colonna sonora. In uno dei rari momenti umani di una pellicola glaciale tutta giocata non tanto sul baseball ma su statistiche di tipo economico, a colpire nel segno è la scena in cui la figlioletta di Brad Pitt canta una canzoncina con la chitarra, e cerca tra l’altro da brava Zucchera di turno prova a spacciarla come una sua composizione originale. In realtà si tratta di un motivetto che già conoscevo e che poi, andando a spulciare tra i cassetti della memoria ma soprattutto tra i titoli di coda, ho sgamato: è The Show della cantante australiana Lenka. Beccatevi il video!


Un singolo momento che mi ha ricordato il rapporto di Hank Moody (David Duchovny) della serie Californication con la figlia Becca. Ma è giusto un lampo, pure questo ruffianissimo, ad illuminare una pellicola tanto impeccabilmente realizzata, o meglio “fabbricata”, quanto algida di emozioni.

"Un sito italiano c'ha stroncati: non capisce un cazzo, quel Cannibal Kid!"
Brad Pitt recita in ogni momento come se stesse guardando in camera e dicesse: “Visto quanto sono bravo, giurati dell’Academy? Non potete non darmi la nomination e magari pure la statuetta”. Un’interpretazione notevole in tal senso, ma il suo personaggio non vive.
Con Terrence Malick non c’era spazio per queste stronzate. Brad Pitt in The Tree of Life diventava semplicemente il suo personaggio e poche balle. Qui invece è un divo hollywoodiano che fa un personaggio. Lo fa molto bene, ma non diventa mai davvero quel personaggio. Non so se sono stato spiegato.
Philip Seymour Hoffman nella parte dell’allenatore senza poteri è invece decisamente sotto tono.
P.S. Mai visto P.S. Hoffman così spento.
E Jonah "che visse nella pancia della balena e poi se la mangiò e quindi dimagrì" Hill, che rimane a guardare la partita personale di Brad Pitt per tutto il tempo con in faccia la stessa espressione imbambolata? Per l’ex Superbad, oggi anche autore dell’atroce serie a cartoni animati Allen Gregory (per fortuna già cancellata dalla Fox perché era davvero orribile, provate a guardarla se non ci credete) è arrivata addirittura la nomination all’Oscar come non protagonista. Nel caso dovesse vincere la statuetta, vorrebbe dire che l’arte di vincere l’ha imparata davvero, anche se sarebbe più proprio parlare dell’arte del furto, visto che a me è sembrata una performance anonima e che non riesce mai a togliere le redini del comando al Pitt sovrano di questa pellicola costruita intorno a lui e solo a lui. Però l’Academy Awards ci gode a dare premi del tutto a caso, come l'Oscar a Cuba Gooding Jr… Ebbene sì, è successo pure questo!
"Te l'ho detto che anche se dimagrivi non diventavi come me..."

Ci sono dei film che riconosco essere poco riusciti, magari non sono perfetti, però hanno anima, hanno carattere e pur con i loro difetti riescono a conquistarmi. Moneyball è in teoria un buon film. Impeccabilmente realizzato. Interpretato in maniera ottima quanto fredda. Con un Brad Pitt che se in ogni momento non recitasse con il pensiero: “Cazzo se sto recitando da Oscar” sarebbe anche bravo. Con tutte le inquadrature al posto giusto ma nessuna che ti faccia dire “To’, che bella inquadratura”. Con una sceneggiatura senza sbavature a parte la quasi totale mancanza di un cuore. Moneyball insomma è un film impeccabile, di quelli precisini da Oscar. Sarà forse per questo che non m’è piaciuto manco pù cazz? O forse perché trovo difficile emozionarmi per l’uomo che ha trasformato il baseball, sport già di suo parecchio noiosetto, in una mostruosità chiamata moneyball?
(voto 5,5/10)

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

DISCLAIMER

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica, pertanto non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001. L'autore, inoltre, non ha alcuna responsabilità per il contenuto dei commenti relativi ai post e si assume il diritto di eliminare o censurare quelli non rispondenti ai canoni del dialogo aperto e civile. Salvo diversa indicazione, le immagini e i prodotti multimediali pubblicati sono tratti direttamente dal Web. Nel caso in cui la pubblicazione di tali materiali dovesse ledere il diritto d'autore si prega di Contattarmi per la loro immediata rimozione all'indirizzo marcogoi82@gmail.com