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giovedì 6 giugno 2019

Tutto un altro cinema





L'estate sembra iniziata, almeno a livello di afa e di tormentoni musicali spaccamaroni, ma nei cinema italiani non si direbbe. Questa settimana infatti le sale promettono di non svuotarsi, come accade di solito, ed escono anzi dei filmoni di grande (in teoria) richiamo popolare, insieme a qualche potenziale chicca e sorpresa più underground.

Vediamo nel dettaglio le varie uscite del weekend, grazie ai miei bellissimi commenti, a quelli trascurabili del mio solito rivale Mr. James Ford, e a quelli ricchi di spunti di riflessione dell'ospite di turno in questa puntata, che è...

Lucius Etruscus, anche noto, se non altro qui nel circolo dell'Internet, come autore del sito Il Zinefilo, sottotitolo: Viaggi nel cinema di serie Z. Uno spazio decisamente insolito e interessante, tutto da scoprire, se ancora non siete tra i suoi fans e le sue groupies. Scopriamo cos'ha da dirci sulle pellicole della settimana.


X-Men - Dark Phoenix
"3, è il voto che prevedo darà Pensieri Cannibali al nostro film.
E sono ancora ottimista..."

martedì 7 aprile 2015

PORN TO BE WILD





"Non mi sono lavata per tutto il periodo delle riprese. Non lo direste mai, vero?"
Wild
(USA 2014)
Regia: Jean-Marc Vallée
Sceneggiatura: Nick Hornby
Tratto dal romanzo: Wild. Una storia selvaggia di avventura e rinascita di Cheryl Strayed
Cast: Reese Witherspoon, Laura Dern, Thomas Sadoski, Keene McRae, Gaby Hoffmann, Michiel Huisman, W. Earl Brown, Kevin Rankin
Genere: selvatico
Se ti piace guarda anche: Into the Wild, 127 ore, Cast Away, Vita di Pi

Perché?
Perché percorrere a piedi quasi due mila km nel deserto?
Perché una persona sana di mente dovrebbe fare una cosa del genere?
La risposta a tale domanda mi sembra una sola: la persona in questione non è sana di mente.
Oppure ci può essere sotto qualcos'altro?

Per scoprirlo, ho deciso di gettarmi in un'avventura estrema simile a quella affrontata dalla protagonista della pellicola Wild, ispirata non dalla compagnia pornografica Girls Gone Wild né tanto meno dal programma di Italia 1 Wild con Fiammetta Cicogna, bensì tratta da una vicenda vera raccontata da Cheryl Strayed nel suo libro autobiografico Wild. Una storia selvaggia di avventura e rinascita.
Visto che nel multisala della mia cittadina danno in tutte le sale a reti unificate Fast & Furious 7, per vedere Wild su grande schermo il posto più vicino è Alessandria, che si trova a 30 km da casa mia. Potrei andare in auto fino a lì, potrei prendere il treno o l'autobus, fossi ricco persino il taxi, ma sarebbe troppo facile e così ho deciso: ci andrò a piedi. A piedi da Casale Monferrato ad Alessandria, una missione che solo in pochi temerari hanno tentato nel corso degli anni.

lunedì 16 giugno 2014

NON BUTTIAMOCI GIÙ, BUTTIAMO GIÙ ‘STO FILM





Mi sto per buttare giù.

No, non provate nemmeno a fermarmi, ormai ho deciso.




Hey?

Heeey?

Non c’è proprio nessuno che vuole fermarmi?

Manco un lettore che dice che non devo farlo?

Nessuno che senza Pensieri Cannibali si sentirebbe più triste e vuoto?

Heeey?

Nessuno, eh?

Vah beh, allora io mi butto. Prima però vi racconto perché ho deciso di compiere questo gesto estremo. La ragione non è perché il mio sito ha avuto un improvviso calo di visite. Quello è normale. Inizia la bella stagione, tutti escono, tutti vanno a prendere il sole e nessuno resta più davanti allo schermo del computer a leggere i poveri, desolati, abbandonati blog estivi.
Non è nemmeno perché ho realizzato che Pensieri Cannibali non ce la farà mai a scalzare il perfido Cineblog dalla prima posizione dei blog di cinema più influenti d’Italia stilata da eBuzzing.
Il motivo non è perché sono stato al centro di uno scandalo di sesso con minorenni come Silvio Berlusconi Pierce Brosnan nel film Non buttiamoci giù, o perché ho una situazione famigliare complicata come Toni Collette, o bisogno di stare al centro delle attenzioni come Imogen Poots, o un cancro (ma sarà davvero così?) come Aaron Paul sempre nel sopra nominato film.
Niente di tutto questo.


La ragione è che la sopra nominata pellicola è stata davvero una delusione. Una delusione così cocente da farmi venire voglia di farla finita, talmente alte erano le mie aspettative nei confronti di Non buttiamoci giù. Per prima cosa per via della tematica suicida che, si veda lo stupendo Il giardino delle vergini suicide, può offrire degli spunti parecchio notevoli. I protagonisti sono infatti 4 tipi che la notte di Capodanno si trovano in cima a un palazzo. Il palazzo preferito dai londinesi per togliersi la vita. Una volta lì, si fanno forza l’uno con l’altro e decidono di fare un patto, un patto suicida: nessuno di loro deve ammazzarsi per almeno sei settimane. Ce la faranno?
Oltre a questo curioso spunto iniziale e alla tematica affrontata, le aspettative elevate che avevo erano dovute anche al cast sopra citato. A parte il solito pessimo insopportabile Pierce Brosnan che interpreta il solito pessimo ruolo da insopportabile sbruffone, gli altri sono degli ottimi attori. Aaron Paul è il mitico Jesse Pinkman della mitica Breaking Bad, un ruolo che purtroppo per lui non so se riuscirà mai a scrollarsi di dosso. Qui ha una parte da mezzo ribelle ex cantante di una grunge band che sembra una versione moscia, ma mooolto moscia del suddetto Pinkman. Più convincente la giovane in fortissima ascesa Imogen Poots, di recente vista anche in Fright Night, Una fragile armonia, Il lercio, That Awkward Moment e in Need for Speed sempre al fianco di Aaron Paul, una che qui ha il ruolo dell’unica davvero fuori di testa tra i 4 promessi suicidi. Poi c’è Toni Collette, attrice spesso grandiosa che qui invece appare più spenta che mai e ripete in tono minore il ruolo da maniaco depressiva che aveva pure in About a Boy – Un ragazzo, altro adattamento da Nick Hornby.


E qui giungiamo al terzo e più importante punto di forza, almeno potenzialmente, della pellicola. Non buttiamoci giù è tratto dall’omonimo romanzo di Nick Hornby, autore di due miei cult assoluti, sia letterari che cinematografici, come Alta fedeltà e il citato About a Boy – Un ragazzo. È vero che negli ultimi tempi c’erano stati alcuni segnali preoccupanti, riguardo agli adattamenti delle sue opere. La serie tv About a Boy è una robina poco divertente, ma si tratta di una sitcom americana, quindi non è che ci si potesse attendere più di tanto. Poi c’era stato il caso di È nata una star, ma in quel caso si trattava di un abominevole adattamento italiano con Luciana Littizzetto e Rocco Papaleo di un suo racconto, quindi pure in quell’occasione il fallimento lo si poteva tenere in conto. Con Non buttiamoci giù il caso è diverso. È una produzione inglese della BBC Films, diretta dal regista francese Pascal Chaumeil del grazioso Il truffacuori, sceneggiato da Jack Thorne, ovvero il creatore dell’ottima serie teen fantasy inglese The Fades, e in più lo stesso Nick Hornby figura tra i produttori.


Nonostante tutte queste ottime premesse, che avevano innalzato in me aspettative troppo elevate, il film è una ciofeca colossale. Non funziona per niente. Una storia come questa sulla carta mixa uno spunto drammatico con un tocco leggero da commedia, ma non convince su nessuno dei due fronti. Come dramma è troppo superficiale per emozionare, commuovere o far riflettere. Come comedy non riesce a far ridere. Non ci prova nemmeno più di tanto a farlo. È un film ibrido che non sa quale direzione prendere e l’unica strada che riesce a imboccare è quella del buonismo. Non ho letto il libro da cui la pellicola è tratta, però dentro questo film non c’ho trovato quasi niente dello stile ironico, cattivo, incisivo cui Hornby mi aveva abituato. C’ho visto solo una versione annacquata e deprimente dello stile di Hornby. Ok che è un film sul suicidio, però non dovrebbe far venire voglia allo spettatore di togliersi la vita. Invece è quanto successo a me. Mi trovo qua in cima all’edificio più alto di Londra Casale Monferrato (che non è poi molto alto) e mi sto per buttare giù.
Non provate a fermarmi!


Heeey?


Manco un’anima pia?


Proprio nessuno che cerca di farmi cambiare idea?

Ma non vi mancherò?

Non vi mancherà Pensieri Cannibali?

No, vero?


Non buttiamoci giù
(UK, Germania 2014)
Titolo originale: A Long Way Down
Regia: Pascal Chaumeil
Sceneggiatura: Jack Thorne
Ispirato al romanzo: Non buttiamoci giù di Nick Hornby
Cast: Pierce Brosnan, Toni Collette, Imogen Poots, Aaron Paul, Tuppence Middleton, Rosamund Pike, Sam Neill, Joe Cole
Genere: suicida
Se ti piace guarda anche: Hotell, Ma che colpa abbiamo noi, 50 e 50
(voto 5/10)

"Una dichiarazione su questo post, Scarlett!"
"Non sono Scarlett e comunque questo post mi ha fatto venire voglia di suicidarmi!"

lunedì 24 giugno 2013

31 CANZONI CANNIBALI - Parte 1




Ispirato dal libro di Nick Hornby 31 canzoni, così come anche dai post di The Halloween’s Princessanche dalla recente lista fatta dal blogger Allelimo, oltre che titolo del blog del collega (spero non si offenda se lo chiamo collega) Silvano, ho deciso di compilare anch’io una mia tracklist di pezzi per me fondamentali. Almeno oggi. Domani, potrebbero essere tutt'altre 31 canzoni.

Un paio di volte l’anno mi faccio una cassetta da mettere in macchina, un nastro pieno di tutte le nuove canzoni che ho amato nel corso degli ultimi mesi. Ogni volta che ne completo una mi pare impossibile che potrà essercene un’altra. Ma c’è sempre, e non vedo l’ora che arrivi: basterebbe qualche altro centinaio di cose come questa per rendere la vita degna di essere vissuta.
Nick Hornby

Questa è la mia ultima cassetta virtuale.
Non contiene le mie canzoni preferite di tutti i tempi. Quindi niente Nirvana, Smashing Pumpkins, Radiohead, Blur, Bjork, così come niente Smiths, Cure, Joy Division o altre band che hanno segnato i miei ascolti passati. Ho preferito concentrarmi su canzoni che ho amato negli ultimi tempi. Musica nuova, quindi, ma anche pezzi vecchi o per meglio dire "antichi" che mi hanno conquistato solo di recente.
Ecco le mie 31 canzoni del momento, divise in 3 parti, e attenzione perché con l’ultimo post arriverà anche il file scaricabile contenente tutti i pezzi.
Questa intanto è la prima decina.


The Guess Who “These Eyes”




Jon Spencer Blues Exlosions “Talk About the Blues”




N.E.R.D. “Everyone Nose (All the Girls Standing in the Line for the Bathroom)”




Belle and Sebastian “We Are the Sleepyheads”




Sleigh Bells “Crown on the Ground”




The Knife “Pass This On”




The Pretenders “Don’t Get Me Wrong”




The Chemical Brothers “Another World”




Gil Scott-Heron “Me and the Devil”




Rolling Stones “Time Is On My Side”



Ascolta anche la seconda e la terza parte.


domenica 5 maggio 2013

E’ NATA UNA STAR? SI', DA UN'ALTRA PARTE


Immagine pseudo porno tratta dal film inserita per aumentare il numero di visite.
È nata una star?
(Italia 2012)
Regia: Lucio Pellegrini
Sceneggiatura: Massimo Gaudioso, Lucio Pellegrini, Michele Pellegrini
Ispirato al romanzo: È nata una star? di Nick Hornby
Cast: Luciana Littizzetto, Rocco Papaleo, Pietro Castellitto, Cristina Odasso, Alice Torriani, Gisella Burinato, Antonino Bruschetta, Michela Cescon
Genere: pop porno
Se ti piace guarda anche: Nessuno mi può giudicare, C’è chi dice no

"Ma proprio un figlio con Castellitto dovevi fare???"
Perché guardare un film italiano, oggi come oggi?
Bella domanda. La prima risposta che mi viene in mente è: per farsi del male. Sadomasochismo puro. Non per fare di tutta l’erba un fascio, però una buona fetta dei film nostrani contemporanei possiede alcuni difetti in comune:

1) Esteticamente i film italiani sono brutti. Sono visivamente miseri. Hanno una fotografia di qualità televisiva e con qualità televisiva non intendo HBO, ma fiction Rai/Mediaset. Eccezioni? Garrone, Sorrentino e pochi altri.

2) Sono recitati male. Il confronto con le produzioni americane, francesi e con la classe recitativa inglese sono spesso e (mal)volentieri impietosi. Le interpretazioni sono il più delle volte enfatiche, eccessive, sopra le righe, di stampo teatrale quando va bene, di stampo soap-opera quando va male. Quasi mai sono invece di stampo cinematografico. E se si fa cinema, non è un difetto da poco. Per non parlare di tutta una serie di comici e cabarettisti (ma è ancora da vedere se sono capaci a fare pure quello) che si improvvisano attori, ma non sono attori. Qualcuno glielo vada a spiegare.

"Fossi Sergio Castellitto, ti prenderei a schiaffoni dal mattino alla sera!"
3) Sceneggiature deboli, prevedibili, prive di idee. Persino nei film italiani migliori che mi è capitato di vedere di recente, come Reality di Matteo Garrone e Io e te di Bernardo Bertolucci, non abbiamo storie del tutto travolgenti o particolarmente elaborate o mai viste o una costruzione dei personaggi che scavi davvero in profondità. Sono script spesso zoppicanti e non del tutto riusciti, a cui solo i registi migliori sanno mettere una pezza con la loro classe.

È nata una star? non fa eccezione e soffre dei primi due problemi, e anche di brutto. È girato in maniera piatta ed esteticamente non si distingue per qualità da una pubblicità televisiva. La recitazione è poi la nota più dolente: Luciana Littizzetto a me presa a piccole dosi sta anche simpatica. Un’ora e mezza di Littizzetto che prova a fare l’attrice, non riuscendoci un granché, diventa una situazione pesantuccia. Rocco Papaleo invece lo dico subito che non mi sta simpatico, proprio per niente, e quindi lui reggerlo un’ora e mezzo è stata un’impresa davvero gravosa. Direi quasi un'Impreza Subaru.

"Un film tratto da un mio libro recitato dalla Littizzetto, da Papaleo e
dal figlio di Castellitto? I'm laughing for not crying..."
Il peggiore però è il ragazzo che interpreta il loro figlio, Pietro Castellitto, che, come potrete facilmente intuire, nella vita reale è il vero figlio di Sergio Castellitto. Mi spiace per Sergio. Se c’è chi come Sofia Coppola riesce a sfuggire con il talento alle accuse di nepotismo, questo non è il caso del Pietro Castellitto, uno degli attori meno espressivi mai visti in tutta la mia vita e questa affermazione comprende - ebbene sì - persino Steven Seagal. Vabbè che nel film il suo personaggio non è quello di un ragazzo tanto sveglio e quindi il suo volto “espressione zero” ci può anche stare, però la sua interpretazione resta comunque imbarazzante. L’avevo già visto in Venuto al mondo, diretto dal paparino, e ora ne ho ulteriore conferma: questo è un figlio di papà raccomandatissimo che lavora solo grazie al suo cognome. Non esiste altra spiegazione.

Ma È una star? a sorpresa sul terzo punto dei difetti comuni ai film italiani ha invece a sorpresa qualcosa da dire. Non è che abbia una grossa sceneggiatura, no. Toglietevelo dalla testa. Ha però se non altro uno spunto di partenza intrigante. Oh, finalmente una buona notizia per l’Italia?
Eh, insomma… lo spunto intrigante è tutto merito di Nick Hornby, che è poi il motivo per cui ho deciso di avventurarmi nella visione di questa pellicola. Proprio così. È nata una star? è tratto dal romanzo omonimo dell’autore inglese. Io ho adorato Alta fedeltà e About a Boy - Un ragazzo, questo suo libro invece non l’ho letto, però ero incuriosito di vedere cosa ne tiravano fuori con una commedia italiana. Com’è andata potete già immaginarvelo.

Keira Knightley brutta Cristina Odasso
L’idea di partenza come detto non è niente male. Una madre e un padre un giorno scoprono che il loro figlio che credevano un incapace totale ha invece un talento nascosto: è un pornodivo superdotato. E se Pietro Castellitto nella parte del figlio incapace totale era perfetto, in quella del pornodivo superdotato non è per nulla credibile, persino all’interno di un contesto comedy. Pietro Castellitto = Worst actor ever.
Dopo un buon, buon? diciamo decente avvio, il film deraglia inevitabilmente, con una serie di scenette non troppo divertenti, uno sviluppo che non porta da nessuna parte, se non verso qualche banalità assortita. In un paio di occasioni si ride anche, però su un tema del genere i momenti comici e pure, massì, trasgressivi sarebbero potuti essere ben più numerosi. Invece niente. È la solita timida commediola italiana che tratta di un tema osè ma non osa niente, e anche la colonna sonora firmata del cantautore indie Brunori SAS, per quanto non malaccio, non incide e non regge il confronto con quella di Badly Drawn Boy per About a Boy, tanto per rimanere in tema di pellicole nickhornbyane.
Con un cast di veri attori (l’unica che se la cava o quasi è la sosia italiana di Keira Knightley, Cristina Odasso) e una regia degna di questo nome avremmo potuto vedere qualcosa di carino. Quello che resta è invece soltanto una partenza promettente. Però in questo caso il merito non è certo del cinema italiano, ma tutto del fuoriclasse inglese Nick Hornby.
Inghilterra batte Italia, once again.
(voto 4,5/10)



venerdì 19 aprile 2013

ALTA FEDELTA’... ALLE CLASSIFICHE


Alta fedeltà
(UK, USA 2000)
Regia: Stephen Frears
Sceneggiatura: D.V. DeVincentis, Steve Pink, John Cusack, Scott Rosenberg
Tratto dal romanzo: Alta fedeltà di Nick Hornby
Cast: John Cusack, Iben Hjejle, Todd Louiso, Jack Black, Lisa Bonet, Catherine Zeta-Jones, Tim Robbins, Lily Taylor, Joan Cusack, Joelle Carter, Natasha Gregson Wagner, Drake Bell, Bruce Springsteen, Sara Gilbert
Genere: musicalesistenziale
Se ti piace guarda anche: About a Boy - Un ragazzo, L’amore in gioco, Non mi scaricare, School of Rock, Be Kind Rewind, Non per soldi… ma per amore

Dovete sapere che la creazione di una grande compilation richiede più fatica di quanto sembri. Devi iniziare alla grande, catturare l'attenzione! Allo stesso livello metti il secondo brano, e poi devi risparmiare cartucce inserendo brani di minore intensità. Eh... sono tante le regole.
Rob Gordon/John Cusack (Alta fedeltà)

La creazione di una recensione segue all’incirca le stesse regole di quelle di una compilation. L’attacco dev’essere qualcosa che attira subito l’attenzione, e cosa meglio di una bella citazione pronta e servita su un piatto d’argento?
Alta fedeltà è fatto apposta per essere citato. Il libro ancora più del film. Che poi va sempre così. Il libro è meglio del film e anche questo è il caso. Però, per quanto il romanzo originale di Nick Hornby sia ancora più mitico, la trasposizione cinematografica è davvero ottima e rimane anche a distanza di qualche annetto una delle commedie più scoppiettanti e divertenti del nuovo millennio. L’ambientazione è passata da Londra a Chicago, si è americanizzato il tutto, alcune cose sono state semplificate ma per me resta un buonissimo esempio di come adattare un romanzo cult in una pellicola cult allo stesso livello o quasi.

Top 5 delle trasposizioni cinematografiche da libri che ho letto
1) Le regole dell’attrazione da Bret Easton Ellis
2) Il giardino delle vergini suicide da Jeffrey Eugenides
3) Il silenzio degli innocenti da Thomas Harris
4) Fight Club da Chuck Palahniuk
5) Trainspotting da Irvine Welsh

Per il protagonista di Alta fedeltà, Rob Gordon nel film/Rob Fleming nel libro, una compilation deve riuscire a parlare di te stesso, sfruttando però l’arte creata da altri. Ed è anch’essa un’arte. Una cosa valida per le canzoni, così come pure per i film. Se dovessi fare una top 5 dei film che parlano in qualche modo di me, ci metterei sicuramente dentro Alta fedeltà per la passione musicale dei vari personaggi e per la mania maniacale del protagonista di fare liste. Ancora di più mi ritrovo però nel protagonista di un altro romanzo di Nick Hornby, About a Boy - Un ragazzo, anch’esso trasposto in una pellicola americanizzata ma comunque godibile, nonostante l’attualizzazione della vicenda agli Anni Zero abbia eliminato i riferimenti a Kurt Cobain che rendevano il romanzo ancora più memorabile.

Top 5 dei film con cui in qualche modo mi identifico con i protagonisti
1) About a Boy
2) Alta fedeltà
3) (500) giorni insieme
4) Drive
5) Noi siamo infinito

"No, il nuovo dei One Direction non ce l'abbiamo. Ma sai dove puoi trovarlo?
Nella spazzatura, ecco dove."
Tornando fedeli ad Alta fedeltà, tra l’altro titolo geniale, è una pellicola ovviamente ad altissimo tasso di musicalità. Con dei personaggi del genere, d’altra parte, non poteva essere altrimenti. Per chi non lo sapesse, Rob/John Cusack è infatti un ex dj proprietario di un negozio di dischi, assistito da due altri geek musicali non da meno: il timido Todd Louiso, di recente riciclatosi come regista ma con risultati decisamente pessimi (vedi Un microfono per due), e lo scatenato Jack Black, il cui successivo School of Rock sembra quasi uno spinoff ritagliato sul suo personaggio in Alta fedeltà.

Top 5 interpretazioni di Jack Black
1) Alta fedeltà
2) School of Rock
3) Be Kind Rewind
4) Amore a prima svista
5) King Kong

Anche io da ragazzino sognavo di lavorare un giorno in un negozio di dischi. Poi sono arrivati Napster e la crisi dell’industria musicale e oggi aprire un negozio di dischi appare un’idea furba tanto quanto mettere su un Blockbuster. Tanto per dire, il proprietario del record store della mia cittadina in cui andavo a comprare i CD da teenager adesso s’è messo a fare il becchino, fatto che trovo particolarmente simbolico e ironic, come canterebbe Alanis Morissette. O, come canterebbe Bob Dylan, the times they are a-changin’…

"Ford, te lo devo proprio confessare: preferisco nettamente
Pensieri Cannibali a WhiteRussian!"
Top 5 dei miei lavori ideali
1) Marito mantenuto di Jennifer Lawrence
2) Selezionatore di musiche per spot pubblicitari
3) Fare il terzo Daft Punk
4) Assaggiatore di birra Guinness
5) Recensore cinematografico pagato profumatamente

Tre malati di musica le cui vite nel negozio di dischi e fuori sono accompagnate da una colonna sonora che passa da Marvin Gaye ai Belle and Sebastian, da Elton John a Bruce Springsteen (presente anche in un cameo che avrà fatto avere un attacco di cuore al mio blogger rivale Ford), passando per Joan Jett, Katrina & the Waves, Chemical Brothers, Goldie, Velvet Underground, Bob Dylan, Stereolab e un sacco di altri.

Top 5 canzoni del film
1) Jack Black nella cover di “Let’s Get It On” di Marvin Gaye
2) Beta Band “Dry the Rain”
3) Lisa Bonet nella cover di “Baby I Love Your Way” di Peter Frampton
4) Belle and Sebastian “Seymour Stain”
5) Stevie Wonder “I Believe (When I Fall in Love It Will Be Forever)”

Oltre a quei tre disgraziati dei personaggi maschili, sfilano anche la tipa presente e le ex di Rob/John Cusack. Una galleria di donne molto variegata in cui spiccano una Catherine Zeta Jones spumeggiante e una bona Lisa Bonet, mentre più in ombra resta la protagonista femminile vera e propria, l’impronunciabile danese Iben Hjejle, che dopo questa pellicola non stupisce sia tornata abbastanza nell’oblio.

Top 5 donne di Alta fedeltà
1) Catherine Zeta Jones
2) Lisa Bonet
3) Natasha Gregson Wagner (la giornalista musicale)
4) Iben Hjejle
5) Joelle Carter

Musica, donne, risate, qualche momento più introspettivo ma non troppo, una serie di personaggi fantastici… difficile chiedere di più a una commedia. Spiace averla tradita con altri film negli ultimi anni, ma a ritrovarla Alta fedeltà è ancora in splendida forma e una botta gliela si dà di nuovo più che volentieri. Anche più di una. Fino a che non capiterà di innamorarsi di nuovo.
(voto 8+/10)

Post pubblicato anche su L'OraBlù, con il nuovo minimal poster creato da C(h)erotto.


mercoledì 29 febbraio 2012

30 giorni di libri cannibalizzati

Dopo le mensilità (non pagate, ci tengo a sottolinearlo) dedicate a film, musica e serie tv, per darmi un’aria finto intellettuale alla Mister James Ford ecco che arrivano anche i 30 giorni di libri, Cannibal version.

Giorno 1 - Il tuo libro preferito: Le regole dell’attrazione di Bret Easton Ellis
Giorno 2 - La tua citazione preferita: “Tra le massime scolpite sul muro del signore di Naoshiga c'era questa: le questioni di maggiore gravità vanno trattate con leggerezza. Il maestro Ittai commentò: le questioni di minore gravità vanno trattate seriamente.” Da Hagakure di Yamamoto Tsunetomo
Giorno 3 - Il tuo personaggio preferito di un libro che hai letto: Franny in Franny e Zooey di J.D. Salinger
Giorno 4 - Il libro più brutto che tu abbia mai letto: I promessi sposi di Alessandro Manzoni. Che la Divina Provvidenza punisca l’Innominato che l’ha reso una lettura scolastica obbligatoria.
Giorno 5 - Il libro più lungo che tu abbia mai letto: Il libro di diritto all’università. Che mattone! Arrivare alla fine è stato come scalare l’Himalaya. Non che abbia mai scalato l’Himalaya, però ci siamo capiti, no?
Giorno 6 - Il libro più corto che tu abbia mai letto: uno di mio nipote con solo le figure che si animano quando apri le pagine. O anche una raccolta di poesie di Giuseppe Ungaretti…
Giorno 7 - Il libro che ti descrive: Uno, nessuno e centomila di Luigi Pirandello
Giorno 8 - Un libro che consiglieresti: L’etica hacker, Pekka Himanen
Giorno 9 - Un libro che ti ha fatto crescere: Il ritratto di Dorian Gray di Oscar Wilde
Giorno 10 - Un libro del tuo autore preferito: Lunar Park di Bret Easton Ellis

Giorno 11 - Un libro che prima amavi e che ora odi: Branchie di Niccolò Ammaniti, dopo aver visto il film con Gianluca Grignani (!) le cose non sono mai più state le stesse.
Giorno12 - Un libro che non ti stancherai mai di rileggere: 1984 di George Orwell
Giorno 13 - Il libro che in questo momento hai sulla scrivania: Café des Artistes di Angela Leucci
Giorno 14 - Il libro che stai leggendo in questo periodo: Mattatoio n. 5 di Kurt Vonnegut
Giorno 15 - Apri il primo libro che ti capita tra le mani ad una pagina a caso e inserisci la foto e la prima frase che ti salta agli occhi: “Nella foto potete ammirare le grosse tette di Crystal…” Ah, avete detto libro? Scusate, quella era una rivista patinata. Allora dico Il regista di Alexander Ahndoril. La frase? “Più chiaro del chiaro cielo notturno è il mare. Si muove morbido come olio, quasi immobile.”
Giorno 16 - La tua copertina preferita: Ninna nanna (Lullaby) di Chuck Palahniuk


Giorno 17 - Il personaggio con cui ti vorresti scambiare di posto per un giorno: Trip Fontaine in Le vergini suicide di Jeffrey Eugenides, per la precisione il giorno in cui si fa Lux Lisbon.
Giorno 18 - Il primo libro che hai letto: Manco mi ricordo che ho mangiato a pranzo… Forse Il piccolo principe di Antoine de Saint-Exupéry.
Giorno 19 - Un libro il cui film ti ha deluso: 24 ore, pessima pellicola tratta dal valido romanzo thriller Ore di terrore di Greg Iles.
Giorno 20 - Un libro dove hai ritrovato un personaggio che ti rappresentasse: Rob Fleming in Altà Fedeltà di Nick Hornby. Soprattutto per la sua mania di stilare classifiche.

Giorno 21 - Un libro che ti ha consigliato una persona importante per te: Trainspotting di Irvine Welsh
Giorno 22 - Un libro che hai letto da piccolo: La fabbrica dei corpi di Patricia Cornwell, non proprio una lettura ideale per un kid…
Giorno 23 - Un libro che credevi fosse come la gente ne parlava e invece sei rimasto o deluso o colpito: Addio alle armi di Ernest Hemingway, mi ha colpito in positivo. Non è la solita menata bellica e/o pacifista.
Giorno 24 - Il libro che ti fa fuggire dal mondo: Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie di Lewis Carroll
Giorno 25 - Un libro che hai scoperto da poco: Le correzioni di Jonathan Franzen
Giorno 26 - Un libro che conosci da sempre: It di Stephen King
Giorno 27 - Un libro che vorresti aver scritto: La Bibbia, sai quanti soldi con i diritti d’autore?
Giorno 28 - Un libro che farai leggere ai tuoi figli: il Dizionario Garzanti
Giorno 29 - Un libro che devi ancora leggere: La trama del matrimonio, l’ultimo di Jeffrey Eugenides
Giorno 30 - Un libro che ti ha commosso: Amabili resti di Alice Sebold

giovedì 24 luglio 2008

se fossi...

...una canzone: "ask" degli smiths (shyness is nice, and shyness can stop you, from doing all the things in life you'd like to)
...un libro: "alta fedeltà” di nick hornby, la passione della musica sopra tutto
...un film: “i goonies”, la fantasia che prende sopravvento sulla realtà, e poi è made in the 80s come me
...una serie televisiva: “buffy”, serie dark ma piena di humour
...un musical: “high school musical” ahaahaah
...un cartone animato: “south park”, esprime bene la mia visione del mondo
...un personaggio Disney: o qui o quo o qua
...un colore: bianco, il colore dell’innocenza e della purezza, almeno in apparenza
...un numero: 747
...un frutto: limone, è acido ma accoppiato all’alcool diventa perfetto

...un simbolo: un crocifisso al contrario, oppure @
...un indumento: blue jeans strappati
...uno sport: corsa a ostacoli
...un campione: paul gascoigne, la follia che rovina il talento
...un giorno della settimana: lunedì
...un momento della giornata: l’alba, quello strano momento in cui la notte lascia posto al giorno e tutto sembra irreale e sospeso
...un mese dell'anno: ottobre, freddo ma non troppo
...una stagione: autunno, le foglie che cadono, una leggera malinconia, la vita normale che riprende dopo l’estate
...un dipinto: la locandina del film “vertigo” fatta da saul bass
...una città: dublino
...una materia scolastica: musica
...una lettera dell'alfabeto: X
...una lingua: 中文
...una forma d'arte: pittura astratta
...un cantante o gruppo: daft punk
...un attore: edward furlong, il ragazzino di "terminator 2" e "american history x", mi assomiglia abbastanza

...un animale: gatto, è indipendente e solitario ma ogni tanto ha bisogno di fare le fusa, è pigro e pacifico ma quando tira fuori le unghie sono cazzi
...un fiore: biancospino, significa “dolce speranza”
...un oggetto: un pupazzo rotto
...un nome: cannibal kid
...una parola: destino
...un evento atmosferico: arcobaleno, non perché è pieno di colori, ma perché non si sa cosa c’è alla sua fine
...un pianeta: il più lontano dalla terra, plutone
...un qualcosa da mangiare: fast food, da consumare in fretta, non ha alcun valore nutrizionale e fa male, però è buono
...una bevanda: shooterino rum + pera, lo bevi in un attimo e va subito alla testa
...un paio di scarpe: converse all star
...un sentimento: rage (against the machine)
...uno stile di vita: randagio
...una citazione: “what goes around… comes around”, justin timberlake


test tratto dal blog di sole
fatelo, se volete...
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