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sabato 5 gennaio 2013

LE MEGLIO CANZONI 2012, LA TOP 10


10 canzoni in diretta differita dal 2012 appena terminato. Le migliori? No, solo le mie preferite ora come ora. Che poi un altro giorno potrebbero cambiare, ma non importa. Adesso sono queste.
Se volete potete recuperare anche le canzoni dalla 40 alla 31,
quindi quelle dalla 30 alla 21
e naturalmente pure i pezzi dalla 20 alla 11.
E ora, spazio alla top 10.

10. Fun. feat. Janelle Monáe “We Are Young”
Genere: inno pop
Il pezzo preferito: dalla gente che va in the bathroom getting higher than the Empire State.
La canzone più… ggiovane dell’anno.



9. Tame Impala “Feels Like We Only Go Backwards”
Genere: psychedelico, fratello, psychedelico
Il pezzo preferito: dagli impalatori di vampiri.
La canzone più… all’oirartnocni dell’anno.



8. TNGHT “Higher Ground”
Genere: post-dubstep
Il pezzo preferito: dalle discoteche del 2020.
La canzone più… avanti dell’anno. E se voi ancora non siete pronti per questa musica, ai vostri figli piacerà.



7. Orbital feat. Zola Jesus “New France”
Genere: electro
Il pezzo preferito: da François Hollande.
La canzone più… francese senza essere per un ca**o francese dell’anno, parbleu.



6. Taylor Swift “We Are Never Ever Getting Back Together”
Genere: country puttan pop
Il pezzo preferito: dai tizi travestiti da animali del video, che tra l'altro sono i tizi più strafatti visti quest’anno, non solo in un video musicale.
La canzone più… da rottura dell’anno. Anzi, like ever.



5. Twin Shadow “Five Seconds”
Genere: 80s
Il pezzo preferito: da quelli per cui “dammi solo un minuto, un soffio di fiato, un attimo ancora” è già troppo tempo.
La canzone più… corta dell’anno (mmm... in realtà non dura solo 5 secondi).



4. M.I.A. “Bad Girls”
Genere: etno hip-hop
Il pezzo preferito: da chi fa Suki Zuki, meglio se a bordo di un Cherokee.
La canzone più… le brave ragazze vanno in Paradiso, quelle cattive fanno le penne con la macchina dell’anno.



3. Blur “Under The Westway”
Genere: ballad
Il pezzo preferito: da chi sono 10 anni che aspetta un loro nuovo album. ‘Nnamo Damon, smettila con tutti i tuoi cacchio di progetti paralleli (bellissimi, eh) e concentrati un attimo sui Blur.
La canzone più… brit-pop cosa? dell’anno.



2. Plan B “Ill Manors”
Genere: grime
Il pezzo preferito: da David Cameron. Forse.
La canzone più… this is England today dell’anno.



1. Bat For Lashes “Laura”
Genere: melò
Il pezzo preferito: chi si chiama Laura. No, Laura Pausini NO!
La canzone più… Laura non c’è, è andata via dell’anno.

Bat For Lashes con “Daniel” aveva trionfato anche nella classifica delle canzoni cannibali del 2009. Evidentemente i pezzi con un nome di persona nel titolo le riescono particolarmente bene.
Per completezza di informazione, nel 2008 avevano vinto gli MGMT con "Time To Pretend", nel 2010 la canzone regina era invece stata "Teenage Dream" di Katy Perry, mentre nel 2011 avevano avuto la meglio i College feat. Electric Youth con "A Real Hero", dalla colonna sonora di Drive.
Per le canzoni del 2012 è tutto. Passo e chiudo.

Ah, no. Dimenticavo. C'è ancora da sentire la canzone numero 1.
Eccola.



giovedì 27 dicembre 2012

LA MEGLIO MUSICA 2012, ALBUM 30-21

Dopo le posizioni dalla 40 alla 31, si sale sale e non fa male nella chart degli album preferiti dal blog Pensieri Cannibali e soprattutto dal suo autore Cannibal Kid nel corso degli ultimi 12 mesi.
Continuiamo allora a vedere e soprattutto a sentire i top dischetti 2012, dalla posizione 30 fino alla 21.

30. The Vaccines “Come of Age”
Genere: rock’n’roll
Provenienza: West London, Inghilterra, UK
Se ti piace ascolta anche: Two Door Cinema Club, Strokes, Jake Bugg, Supergrass, The View, Cribs, Tribes, Libertines
Pezzi cult: “Teenage Icon”, “All in Vein”
Il disco perfetto da ascoltare: nell’attesa di farsi un vaccino
Consigliato: a chi ancora crede nel rock’n’roll, come il neo marito di Kate Winslet che si chiama Ned Rocknroll (!!)



29. Nite Jewel “One Second of Love”
Genere: cantantessa
Provenienza: Los Angeles, California, USA
Se ti piace ascolta anche: Chairlift, Frankie Rose, Feist
Pezzo cult: “One Second of Love”
Il disco perfetto da ascoltare: in un secondo
Consigliato: ai gioiellieri, o anche ai rapinatori di gioiellerie



28. We Have Band “Ternion”
Genere: 80s vintage
Provenienza: Manchester e Londra, Inghilterra, UK
Se ti piace ascolta anche: New Order, M83, Editors, Blur
Pezzo cult: “What’s Mine, What’s Yours”
Il disco perfetto da ascoltare: nel mangiacassette di una DeLorean
Consigliato: a chi è uscito vivo dagli anni ‘80



27. Daughn Gibson “All Hell”
Genere: soul futuristico
Provenienza: Carlisle, Pennsylvania, USA
Se ti piace ascolta anche: MacDeMarco, Gil Scott-Heron, Joy Division, Chris Isaak
Pezzo cult: “Lookin’ Back on ‘99”
Il disco perfetto da ascoltare: se si vuole qualcosa di classico e moderno allo stesso tempo
Consigliato: a chi si è stufato di sentir cantare i soliti crooner michaelbublosi



26. Kindness “World, You Need a Change of Mind”
Genere: jazz nerd
Provenienza: Londra, Inghilterra, UK
Se ti piace ascolta anche: John Talabot, Rhye, LCD Soundsystem, Prince
Pezzo cult: “That’s Alright”
Il disco perfetto da ascoltare: al party più fulminato dell'anno
Consigliato: a chi vuole ascoltare 1000 dischi in uno solo



25. Cloud Nothings “Attack on Memory”
Genere: alternative rock
Provenienza: Cleveland, Ohio, USA
Se ti piace ascolta anche: Nirvana, No Age, Japandroids, METZ
Pezzi cult: “No Future No Past”, “Stay Useless”, “Fall In”
Il disco perfetto da ascoltare: tra le nuvole
Consigliato: a chi non è uscito vivo dagli anni ’80, ma dai 90s sì



24. Django Django “Django Django”
Genere: western
Provenienza: Edimburgo, Scozia, UK
Se ti piace ascolta anche: Alt-J, Super Furry Animals, Everything Everything
Pezzi cult: “Default”, “Firewater”
Il disco perfetto da ascoltare: aspettando Django Unchained
Consigliato: a Quentin Tarantino



23. Best Coast “The Only Place”
Genere: surf
Provenienza: Los Angeles, California, USA
Se ti piace ascolta anche: Go-Go’s, Dum Dum Girls, Tennis, Cults, The Drums
Pezzo cult: “The Only Place”
Il disco perfetto da ascoltare: d’estate, meglio ancora se in California
Consigliato: ai surfisti



22. Jessie Ware “Devotion”
Genere: new soul
Provenienza: South London, Inghilterra, UK
Se ti piace ascolta anche: Delilah, Solange, Sade, How to Dress Well, Katy B, James Blake
Pezzo cult: “Wildest Moments”
Il disco perfetto da ascoltare: per rilassarsi senza dover ascoltare della merda new-age
Consigliato: contro lo stress della vita moderna



21. Orbital “Wonky”
Genere: electro
Provenienza: Sevenoaks, Kent, Inghilterra, UK
Se ti piace ascolta anche: Orb, Underworld, Chemical Brothers, Mouse on Mars, Zola Jesus
Pezzo cult: “New France” feat. Zola Jesus
Il disco perfetto da ascoltare: a un rave
Consigliato: per andare in orbital


giovedì 26 aprile 2012

Negozio di dischi (Sigur Ros, Jack White, Orbital…)

Opinioni cannibali sparse su una manciata di album sparsi ascoltati nelle ultime settimane sparse…

"Meno male che le previsioni di Italia 1 davano bel tempo..."
Sigur Ros “Valtari”
Genere: (e)statico
Poche esperienza musicali sono paragonabili al primo ascolto di una roba enorme come Ágætis byrjun. Da lì in poi, dai Sigur Ros è sempre stato lecito attendersi solo una cosa: la meraviglia. Niente meno che la meraviglia. E i folletti islandesi bene o male ce l’hanno sempre data, con la grandezza enigmatica di (), con la svolta pop o quasi di Takk… comprensiva di quell’incanto di Hoppipolla e con la (molto relativa) maggiore accessibilità di Með suð í eyrum við spilum endalaust. Adesso con Valtari tornano indietro, alle origini, ma quello che manca è lo stesso senso di sorpresa.
Il grande assente sembra Jonsi, ultimamente dedicatosi alle colonne sonore (La mia vita è uno zoo, Dragon Trainer) e all’attività solista. La sua voce qui fa capolino solo ogni tanto qua e là, tra trame sonore molto post post-rock e atmosfere affascinanti cui però manca qualcosa… la bellezza assoluta. Quella cui ci avevano abituati (molto bene) fino ad ora e che qui non è comunque assente del tutto, si senta un pezzone come Varúð.
Non fosse un disco dei Sigur Ros, si potrebbe parlare di quasi miracolo. Però questo è un disco dei Sigur Ros e da loro non ci si può aspettare niente meno che la meraviglia.
(voto 6,5/10)


"Giuliacci e co. ci prendono davvero sempre, sì sì!"
Dandy Warhols “This Machine”
Genere: dandy
I Dandy Warhols sono il gruppo, credo, con il nome più bello nella storia della musica. Oltre a questo merito non da poco, in passato ci hanno regalato gran bei dischi e pure una hit clamorosa come “Bohemian Like You”. Al di là di quella fortunata song di vodafoniana memoria, i Dandys sono però una band ben poco commerciale e il loro nuovo disco non se lo filerà nessuno, visto che non contiene potenziali hit e non suona come le indie band cool in circolazione oggi. Peggio per il grande pubblico, perché questo nuovo “This Machine” è un ottimo disco, psychedelico, atmosferico, sguaiatamente e genuinamente rock, fichissimo nel suo non cercare di essere fichissimo.
Con quel nome così, poi, come fare a non amarli?
(voto 7/10)
Potete ascoltare il disco in streaming sul sito dell'NME.


"Dopo aver visto 17 ragazze, ho deciso di fare anch'io
il test di gravidanza, che va di moda!"
Jack White “Blunderbuss”
Genere: white senza stripes
Ho un rapporto conflittuale con Jack White. Più che conflittuale, diciamo che in linea di massima non mi piace. Però specifichiamo: non mi piace quando canta lui. Se i White Stripes non mi hanno mai entusiasmato molto, alcune sue band parallele invece mi hanno convinto di più, come i Dead Weather o i Raconteurs. Soprattutto nei pezzi in cui non è lui a cantare. Non metto in dubbio che sia un ottimo musicista, però c’ha questa voce gracchiante che mi infastidisce.
Andando al di là di questo aspetto, nel primo album solista tutto a nome suo il White conferma pregi e difetti di quanto già fatto in precedenza: buone intuizioni, qualche pezzo carino, ma nel complesso sembra ricalchi modelli sonori del passato, tra rock’n’rolla, bluez più qualche accenno folk e country, senza però renderli in maniera davvero personale, sua al 100%. C’è una sola espressione che mi viene in mente: esercizio di stile. Ben fatto e tutto, però sempre esercizio di stile. E poi quella voce…
(voto 6-/10)


Ai Mystery Jets non piace bere. No no.
Mystery Jets “Radlands”
Genere: brit-pop 2.0
I Mystery Jets fanno sul serio. Non che finora non l’avessero fatto, però adesso la brit-band sembra aver alzato ulteriormente il tiro. L’apertura con la title track “Radlands” è uno spettacolo. “You had me at hello” parte come un incrocio tra “Save me” di Aimee Mann (la canzone di Magnolia) e “Goint to a town”di Rufus Wainwright ma poi trova un'ottima strada sua. Il singolo “Someone Purer” con il suo irresistibile coretto da pub inglese è una seria candidata al titolo di hit indie della stagione, pretendendo una sola cosa: give me rock’n’roll! Mentre “Greatest Hits”, che ve lo dico a fare?, è un pezzo perfetto per un greatest hits. Un qualsiasi greatest hits di qualsiasi gruppo.
Nella seconda parte invece il disco perde un po’ di mordente, confermando l’impressione che i Mystery Jets rimangano ancora più una band da grandi singoli che da grande album. Però stavolta ci sono andati clamorosamente vicini.
(voto 7+/10)


"Ma perché mi sono fatto un taglio
osceno come quel tizio di Glee? Peeerché?"
Neon Trees “Picture Show”
Genere: pop-rock
I Neon Trees erano emersi qualche tempo fa con il singolone “Animal” e oggi ritentano il colpaccio animalesco con un album numero 2 che di potenziali hit è pieno. A livello complessivo manca un po’ la coesione e si vive più che altro di episodi isolati, tra qualche ottima songs e qualche riempitivo. Alla fine preferisco comunque vedere il bicchiere mezzo pieno, per quanto io di solito adori vedere il bicchiere mezzo vuoto. Il merito è di una serie di canzoni esaltanti come “Everybody Talks” (con tanto di ottimo video Grindhouse consigliato dall'amico Rumplestils Kin del blog Overexposed) o la 80s ballatona strappamutande "Close to you". Ancor più dei Mystery Jets di cui dicevo sopra, pure gli alberi restano per ora più band da singoli che non da album al neon.
(voto 6+/10)


"La nostra musica ti mette le aaali!"
Orbital “Wonky”
Genere: electro
Un disco che manda in orbita(l). Scontato da dire? Sì, ma è così. E se è così è così e non c’è un cazzo da fare. Capito?
Tra gli alfieri (ma che cazzo di termine) della scena elettronica degli anni ’90, dopo una serie di lavori sottotono gli Orbital tornano alla stragrandissima a livelli che forse non avevamo mai nemmeno toccato durante il periodo d’oro del passato. Wonky è una figata di pezzo dietro l’altro, su tutti l’enorme collaborazione in “New France” con la mia divinità Zola Jesus. Altroché Jesus Christ! Qui lo dico, qui non lo nego.
Ma anche il resto della playlist non è affatto da meno, andando a comporre un disco che non vuole suonare paraculo nei confronti delle mode del momento, né tentare un recupero nostalgico del suono electro 90s. Un disco che suona semplicemente come l'hic et nunc. Il qui ed ora.
Spazio curiosità: ma che vuol dire “Wonky”?
Vuol dire “incerto”, però questo disco è una figata, di questo statene pur certi.
(voto 8/10)


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