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venerdì 15 agosto 2014

GHOST MOVIE 2 – QUESTA VOLTA È MERDA





"Questa scena è dal primo Scary Movie che la ripeto, ma fa sempre ridere.
No?"
Ghost Movie 2 – Questa volta è guerra
(USA 2014)
Titolo originale: A Haunted House 2
Regia: Michael Tiddes
Sceneggiatura: Marlon Wayans, Rick Alvarez
Cast: Marlon Wayans, Jaime Pressly, Ashley Rickards, Steele Stebbins, Gabriel Iglesias, Essence Atkins, Hayes MacArthur, Missi Pyle, Affion Crockett, Rick Overton, Cedric the Entertainer
Genere: sequel infestato
Se ti piace guarda anche: Ghost Movie, Scary Movie, Horror Movie

Quali sono le regole fondamentali che il sequel di un film horror deve per forza seguire?
Se non ne avete proprio nessuna idea, correte subito a vedervi Scream 2.
Se Scream 2 l’avete già visto, ma in questo momento non ricordate, vi fornisco un veloce ripasso delle regole:

1) Il numero dei morti aumenta.
2) Gli omicidi sono sempre più elaborati, con più sangue e sempre più violenti, insomma una carneficina.
3) La terza regola nel film non viene pronunciata, poiché Randy mentre sta per dirla viene fermato. Dal teaser trailer della pellicola comunque veniamo a sapere che è la seguente: “Mai, mai, in qualsiasi circostanza pensare che il killer sia morto”.

Ghost Movie 2 segue queste regole?
No.
Il numero dei morti non aumenta in maniera considerevole rispetto al primo episodio. Almeno a quanto mi ricordo, visto che Ghost Movie non è che fosse esattamente uno di quei film impossibili da cancellare dalla memoria. Non ricordavo nemmeno di averlo visto. Andando a spulciare tra i miei vecchi post ho però scoperto con mia sorpresa che ne avevo scritto e quindi sì, l’avevo guardato.

Non contento di quella non proprio memorabile esperienza, ho deciso di ripeterla e dedicarmi pure a Ghost Movie 2, che tanto ha una breve durata. Almeno un pregio il film ce l’ha.
Non solo la regola d’oro numero 1 dei sequel non viene rispettata. Nemmeno la seconda. Gli omicidi non diventano più elaborati. Solo le stronzate sono più elaborate. Le scene di sesso con oggetti inanimati pure. Ma non è che sia una grande nota in favore della pellicola.
Quanto alla terza regola, quella sì, un po’ viene rispettata. Solo che ormai è troppo tardi. Non si può seguirne solo una. Bisogna followarle tutte. Questo film non è solo pessimo di suo e sfido chiunque a sostenere il contrario. Non è una pellicola nemmeno lontamente decente per me che in questo tipo di film ci sguazzo e nemmeno le simpatiche presenze telefilmiche di Jaime Pressly (ex star femminile di My Name Is Earl) e Ashley Rickards da Diario di una nerd superstar riescono a risollevare un minimo la situazione. Ghost Movie 2 è pessimo pure come sequel di un horror. Non importa che non sia proprio un horror-horror ma solo la parodia di un horror, anzi più di uno, visto che qui vengono presi di mira Sinister, L'evocazione - The Conjuring, Insidious, The Possession, La casa, oltre ai soliti Paranormal Activity girati in stile mockumentary. Le regole vanno seguite lo stesso.
Ed ecco spiegato il titolo del post: Ghost Movie 1 faceva schifo. Ghost Movie 2 oltre a non far ridere manco per sbaglio, fa schifo uguale preso singolarmente e in più fallisce pure come sequel. Se il primo film era solo una scoreggia d’avvertimento, questa volta allora è davvero merda.
(voto 2/10)

"2 dev'essere il numero del capitolo del film. Come voto non può essere più di zero..."

giovedì 28 novembre 2013

THE STARVING GAMES, GLI HUNGER GAMES DEI MORTI DE FAME




The Starving Games
(USA 2013)
Regia: Jason Friedberg, Aaron Seltzer
Sceneggiatura: Jason Friedberg, Aaron Seltzer
Cast: Maiara Walsh, Brant Daugherty, Cody Christian, Diedrich Bader, Lauren Bowles, Alexandria Deberry, Theodus Crane
Genere: parodistico
Se ti piace guarda anche: Mordimi, Succhiami, Ghost Movie, Epic Movie
Uscita italiana prevista: 16 gennaio 2014

Film parodia. È da un sacco di tempo che non ne vedo uno decente, ma allo stesso tempo non riesco a tenermene alla larga. Adoro le parodie, le prese in giro, gli sberleffi. Se prendono di mira me stesso in prima persona magari non sono proprio il massimo, però quando l’obiettivo sono gli altri il divertimento è assicurato. O quasi. Come detto, negli ultimi tempi non è che siano uscite tutte queste parodie esilaranti, in televisione, in rete così come anche e soprattutto al cinema. La sag(r)a di Scary Movie ormai ha frantumato gli zebedei e i vari Epic Movie, Disaster Movie, Ghost Movie e Sticazzi Movie sono ancora peggio. Eppure, anche se so già che faranno schifo, devo comunque guardarli. Tanto più questo The Starving Games che si prende gioco di Hunger Games, saga teen-fantasy di cui avevo apprezzato il primo capitolo e ancor di più la protagonista Jennifer Lawrence, e appena approdata nelle sale italiane con il secondo capitolo Hunger Games – La ragazza di fuoco, già mega successo negli USA e in tutto il mondo.

Le premesse di The Starving Games non sono delle migliori perché alla regia e sceneggiatura troviamo la sciagurata accoppiata formata da Jason Friedberg e Aaron Seltzer, già autori di cose abominevoli come i sopra citati Epic Movie e Disaster Movie, oltre a 3ciento – Chi l’ha duro… la vince! e Mordimi, recente poco divertente parodia della saga di Twilight, che finiva per risultare parecchio meno comica della serie di pellicole che voleva deridere.
Con questo nuovo The Starving Games le cose vanno un pochino meglio. Sempre di porcatona si tratta, ma almeno qualche risata in più questa volta i due terribili registi/sceneggiatori la regalano. La trama segue in maniera fedele il primo capitolo di Hunger Games, a parte la clamorosa esclusione del personaggio di Woody Harrelson che pure si sarebbe prestato bene alla parodia, quindi per apprezzare (mi rendo conto che il termine apprezzare suona un po’ esagerato) al meglio questo The Starving Games è necessario aver visto l’originale. Non dico aver letto il romanzo da cui è tratto come ho fatto io (il secondo invece colpevolmente non l’ho ancora recuperato), però almeno averlo visto. In questo modo alcune trovate risultano inevitabilmente divertenti, su tutte la mamma catatonica di Katniss Everdeen (qui ribattezzata Kantmiss Evershot), l’idea più spassosa dell’intera pellicola. Attenzione però anche alle parodie di Avengers ed Expendables.

"Pigliare per il culo gli Expendables?
Più facile che sparare sulla Croce Rossa."

Altrove, e non poteva essere altrimenti, la parodia sfocia invece nell’assurdo o semplicemente nell’idiota totale, come la lunga scena dedicata ad Avatar che a quanto pare è un film di merda persino se si prova a prenderlo per i fondelli.



"Jennifer Lawrence mi può baciare le chiappe!
Dico sul serio... penso sarebbe una cosa piacevole."
A livello recitativo poi i livelli non sono proprio da Oscar. Ma va?
La protagonista Maiala Maiara Walsh, vista in Desperate Housewives, non assomiglia granché – diciamo anche per niente – a Jennifer Lawrence, ma per una robetta di filmetto del generetto se la cavetta ancoretta. Di stampo molto televisivo pure il resto del cast, con i nuovi Gale e Peeta che arrivano entrambi da Pretty Little Liars, non proprio una garanzia di grande recitazione: il novello Liam Hemsworth è Brant Daugherty, noto (si fa per dire) per la parte dell’ambiguo Noel Kahn nelle PLL, mentre a sbeffeggiare Josh Hutcherson con una versione parecchio fifona ed effeminata del suo personaggio troviamo Cody Christian, che in Pretty Little Liars è l’insopportabile fratello bimbominkia di Aria. Al posto di Elizabeth Banks (ma non era Lady Gaga?) c’è invece Lauren Bowles, la Holly di True Blood, altra serie che non è certo sinonimo di recitazione di serie A.

Ma quindi questo The Starvest Games una visione la merita, sì o no?
No. Però se siete fans della saga di Hunger Games potreste anche dargli una possibilità, tanto la durata è per fortuna molto bassa (appena 1h e 10min, prima delle immancabili, inutili e per niente comiche scene degli errori sul set). Quattro risate ve le farà fare. Non di più, ma d’altronde era difficile pretendere di più dagli autori di Mordimi.
Certo che i bei tempi de L’aereo più pazzo del mondo, di Hot Shots!, de La pallottola spuntata o dei primi due esilaranti episodi di Scary Movie sono proprio lontani. Ah, in che triste mondo viviamo oggi, non ci sono più manco i cari vecchi film parodia trash de ‘na vorta.
(voto 4+/10)

"4+??? Ma questo è il voto più alto che ci hanno mai dato!"

"Evvai, festeggiamo il votone cannibale!"



mercoledì 10 luglio 2013

LA SAGRA DI SCARY MOVIE




Scary Movie 5
(USA 2013)
Titolo originale: Scary MoVie
Regia: Malcolm D. Lee
Cast: Ashley Tisdale, Simon Rex, Erica Ash, Katt Williams, Terry Crews, Charlie Sheen, Lindsay Lohan, Lidia Porto, Ava Kolker, Gracie Whitton, Molly Shannon, Tyler Posey, Katrina Bowden, Sarah Hyland, Snoop Dogg, Heather Locklear, Jerry O’Connell, Jasmine Guy, Mike Tyson, Angie Stone, Kate Walsh, Bow Wow
Genere: parodistico
Se ti piace guarda anche: gli altri Scary Movie, Ghost Movie

Scary Movie 5 è un capolavoro.
Preciso: in confronto al recente e molto simile Ghost Movie è un capolavoro. In confronto ai primi 2 mitici Scary Movie, ma anche al terzo che non era malaccio, è una merdaccia. In confronto a Scary Movie 4… e chi se lo ricorda, Scary Movie 4?
Ah sì, era quello che prendeva per i fondelli La guerra dei mondi. Bah, non era eccezionale, però era pur sempre meglio di questo. Tutte le saghe perdono colpi, mano a mano che il numero degli episodi cresce e il numero delle idee scende. Più che saga, nel caso di Scary Movie sarebbe il caso di parlare di sagra. Come in una sagra di paese, dentro ci puoi trovare di tutto, dal sindaco di destra ai punkettoni anarchici in compagnia dell’immancabile cane che fa cattivo, dal fighetto ai zingari, dal tipo che non vedevi da 20 anni a quello che a questi eventi non manca mai.
Nel caso di Scary Movie, il di tutto è di più è rappresentato da riferimenti a capolavori come Il cigno nero fino a filmetti come L'alba del pianeta delle scimmie, da VIPs che si auto prendono per il culo per le loro vicissitudini personali come Charlie Sheen e Lindsay Lohan ad altri che fanno apparizioni che vorrebbero essere divertenti ma non lo sono, come Snoop Dogg, Usher e Mike Tyson, oltre alla comparsa di qualche teen idol come Tyler Posey di Teen Wolf e Sarah Hyland di Modern Family, più la gnoccona Katrina Bowden, la rediviva MILFona Heather Locklear, citazioni dal libro trash scult 50 sfumature di grigio etc., fino ad arrivare alle parodie degli horror del momento. Che poi è quest’ultimo il compito principale della serie, in teoria.

"Aiuto! Zac Efron vuole trascinarmi a fare un altro film insieme a lui!"
In questo caso, i due film che sono più presi di mira sono La madre e Paranormal Activity. La madre è il riferimento principale per quanto riguarda la trama della pellicola che tiene vagamente insieme i vari sketch. Anche in questo caso i due protagonisti, il simpatico Simon Rex e la gnocchetta Ashley Tisdale, andata a sostituire la dimissionaria Anna Faris, si prendono cura di due bimbette disadattate e pure qui la storia viene presentata sotto la forma della favoletta dark. Per quanto riguarda la messa in scena, per prendere di mira Paranormal Activity e già che ci sono pure per tenere il budget low cost, hanno preferito invece adottare un prevedibile stile mockumentary, con riprese finto-amatoriali (oddio, diciamo vero-amatoriali) e sequenze prese da videocamere di sorveglianza. Proprio come avveniva in Ghost Movie, con la differenza che in questo caso vi è una maggiore varietà di citazioni. Tra gli altri horror parodiati vi sono infatti anche Quella casa nel bosco e il pessimo remake de La casa, così come pure il già citato Il cigno nero, thriller-horror d’autore che regala i momenti più divertenti della pellicola. Non poteva mancare naturalmente la presa in giro della famigerata scenona di sesso lesbo tra Natalie Portman e Mila Kunis, resa in maniera stupida ma parecchio spassosa.

"Cannibal mi ha battuto a Quiz Cross?
Ma allora sono persino più scemo di quanto pensassi..."
Visto che però di horror di così grande successo negli ultimi tempi non è che ne siano usciti tantissimi, non ai livelli di Scream o The Ring che avevano fornito enormi spunti per i capitoli precedenti almeno, questa volta si è andati a pescare ancora di più in altri generi. Pazienza se la serie si chiama Scary Movie. Vai quindi di sfottò a L’alba del pianeta delle scimmie, di cui onestamente si poteva fare a meno, ma anche a Inception con un simil-DiCaprio in azione e persino una citazione di The Help.
Che c’entra The Help?
Ve l’ho detto. Scary Movie più che una saga ormai è una sagra. Dentro ci puoi trovare di tutto: momenti spassosi (sempre meno frequenti rispetto agli episodi precedenti) e scenette inutili (sempre più frequenti rispetto agli episodi precedenti), citazioni raffinate (o quasi) insieme a parodie scontate e già viste. Di fondamentale non c’è niente, di nuovo nemmeno, ogni volta è sempre la stessa storia, però oh, un giro alla sagra, meglio se accompagnato da una birretta fresca e da un panino alla salamella, alla fine lo si fa sempre.
(voto 4,5/10)



mercoledì 17 aprile 2013

GHOST MOVIE, PARANORMAL PARODY


Ghost Movie
(USA 2013)
Titolo originale: A Haunted House
Regia: Michael Tiddes
Sceneggiatura: Rick Alvarez, Marlon Wayans
Cast: Marlon Wayans, Essence Atkins, Marlene Forte, David Koechner, Nick Swardson, Cedric the Entertainer, Andrew Daly, Alanna Ubach
Genere: paranormal parody
Se ti piace guard anche: Scary Movie e qualunque altro film con Movie nel titolo

La parodie per me sono un affare serio. Lo so che può sembrare un controsenso, però non lo è. Quando si realizza la parodia di qualche film celebre, è necessario avere qualcosa da dire. Non intendo un messaggio filosofico, politico o esistenziale profondo, ma almeno riuscire a realizzare una satira un minimo corrosiva contro le pellicole che Hollywood realizzate in serie, quello sì, lo si potrebbe attendere. Il problema è quando sono queste stesse pellicole parodistiche a essere prodotte in serie e allora si entra in un cortocircuito da cui non si esce e allora si entra in un cortocircuito da cui non si esce e allora si entra in un cortocircuito da cui non si esce e allora si entra in un cortocircuito da cui non si esce e allora si entra in un cortocircuito da cui non si esce e allora si entra in un cortocircuito da cui non si esce e allora si entra in un cortocircuito da cui non si esce e allora si entra in un cortocircuito da cui non si esce e allora si entra in un cortocircuito da cui non si esce fino a che qualcuno ha una nuova idea di comicità, e allora sì che se ne esce.

Eh, nel cinema d'oggi non ci sono più i sex-symbol di una volta...
Volendo fare una breve storia dei film parodia, qualcuno fa risalire uno dei primi casi addirittura a Viale del tramonto del 1950, per certi aspetti una satira della Hollywood dell’epoca ma siamo comunque da tutt'altra parte rispetto al film parodia vero e proprio, che nasce invece probabilmente con Abbott and Costello Meet Frankenstein del 1948. Una comedy che guarda caso prende di mira l’horror, il genere prediletto per le prese per il culo, come confermerà il celebre Frankenstein Junior realizzato nel 1974 da Mel Brooks, specialista assoluto di questo genere degenere.
Ma l’horror non è il solo a essere preso per i fondelli. Bersaglio privilegiato è anche il genere spy e in particolare James Bond, con il parodistico Casino Royale del 1967 e il mitico Austin Powers creato da Mike Myers in tempi più recenti. Re della parodia su tutto e su tutti sono poi i Monty Python e nella nostra rapida parody-gallery non posso mancare di citare anche gli esilaranti L’aereo più pazzo del mondo, Una pallottola spuntata e Hot Shots! ideati dal diabolico trio Zucker-Abrahams-Zucker. In questo caso il bersaglio dello spernacchio si rivelano rispettivamente: i disaster movie, il poliziesco e quindi Top Gun, che fa genere a parte.
In tempi più recenti, gli esempi migliori di film parodia sono arrivati dall’Inghilterra con la cosiddetta Trilogia del Cornetto di Edgar Wright (regista e sceneggiatore), Simon Pegg (attore e sceneggiatore) e Nick Frost (solo attore): i primi due capitoli L’alba dei morti dementi e Hot Fuzz, in attesa che arrivi prossimamente il terzo, l’annunciato The World’s End.

La saga di maggior successo commerciale negli ultimi anni è comunque stata quella di Scary Movie con la simpa Anna Faris. Il primo episodio della serie è una parodia di Scream, che a sua volta già conteneva al suo interno uno sguardo parecchio ironico e a tratti persino parodistico nei confronti del genere horror. Una parodia della parodia, quindi: geniale. E pure il secondo episodio della Scary Serie non era niente male; pieno di scene mortalmente divertenti com’era risultava persino più riuscito della principale pellicola che prendeva di mira, ovvero l’orrido Haunting - Presenze. Gli autori della saga, i fratelli Wayans, portavano una ventata d’aria black all’interno del genere parody e proponevano un’idea di comicità personale, ovviamente volgare e ovviamente sboccata, eppure avevano un’idea loro di comicità, così come Mel Brooks e il trio Zucker-Abrahams-Zucker avevano la propria.
Come spesso accade, hanno poi tirato troppo la corda e con i successivi episodi hanno riciclato le stesse idee in maniera sempre più stanca, ripetitiva e meno divertente, sebbene Scary Movie 3, soprattutto per la presa in giro di 8 Mile, sapeva ancora far ridere. La saga ormai si è trascinata fino al quinto capitolo, in arrivo da domani nelle sale italiane, e ha generato anche tutta una serie di cloni e scopiazzamenti che sono parecchio peggio della serie originale, ovvero tutti i vari Superhero, 3ciento, Date Movie, Disaster Movie, Horror Movie e qualunque film con Movie nel titolo. Fino ad arrivare agli ultimissimi Succhiami e Mordimi che fanno rimpiangere (o quasi) persino la saga che prendono per il culo, quella di Twilight. E ho detto tutto.
Ho detto tutto?
Di certo avrò dimenticato qualcosa e volontariamente ho omesso di parlare dei tentativi del “nostro” allievo di Mel Brooks, ovvero Ezio Greggio, su cui è meglio stendere un velo pietoso.

"Ma perché continuiamo a urlare?"
"Non lo so, forse perché questo film è paurosamente osceno?"
"Ah, è vero, AAAAAAAH!
E alla fine arriviamo così a parlare anche di Ghost Movie. Ho fatto una lunga premessa, e meno male che volevo scrivere solo una “breve” storia del genere parodistico, ma non preoccupatevi che su questo film non mi dilungherò.
Per essere brevi brevi basta dire: fa schifo.
Se volete una recensione un po’ più lunga, posso dirvi che è una parodia di Paranormal Activity ma girata con uno stile ancora più amatoriale e dentro ci trovate una notevole razione di scoregge, incidenti con animali, l’immancabile scena cannaiola, gag (pseudo) sessuali, battute (pseudo) razziste… c’è insomma il repertorio al gran completo. A latitare sono giusto le risate. E pure la figa, che di solito in queste occasioni non manca, mentre qui dobbiamo accontentarci della pessima protagonista femminile Essence Atkins.
Se vogliamo proprio essere generosi, a voler trovare del buono ci sono un paio di personaggi: la domestica messicana e l’esperto del paranormale gay. Per il resto, il dramma è che ci si annoia. Anche uno come me che, come avete visto dalla lunghissima introduzione, nel genere parodistico ci sguazza. Ma questo Ghost Movie è davvero un Fart Movie. Un film scoreggia. E questa battuta faceva anch’essa pena come quelle del film. Scusate.
(voto 3/10)


venerdì 14 ottobre 2011

Game of str*nz

Your Highness
(USA 2011)
Regia: David Gordon Green
Cast: Danny McBride, James Franco, Natalie Portman, Zooey Deschanel, Justin Theroux, Damian Lewis, Toby Jones, Charles Dance
Genere: trash fantasy
Se ti piace guarda anche: Strafumati, La storia fantastica, Shrek, Il signore dei piselli (Il signore degli anelli ridoppiato)

Dopo Il signore degli anelli.
Dopo Game of Thrones (in arrivo in Italia dall'11 novembre su Sky Cinema 1 HD).
Ecco a voi una nuova rivoluzione per il genere fantasy.

Sì, sta cippa!

Your Highness parte da (abbastanza) buone intenzioni, visto che si propone l’obiettivo di parodiare il genere puntando su un umorismo “fumato”, e infatti il regista David Gordon Green è proprio quello della commedia Strafumati, solo che l’effetto comico è qui molto meno riuscito. Si sarà strafumato l’erba sbagliata, questa volta? Forse per la prossima farà allora meglio a cambiare spacciatore. O magari cambiare proprio droga.
Per intanto D.G. Green (lo scrivo così perché fa molto J.R.R. Tolkien o George R.R. Martin) ha sfornato un film che ha il difetto non da poco di fare poco ridere, ma allo stesso tempo riesce nell’impresa pure questa non semplicissima di evitare l’effetto porcata totale. In più occasioni la pellicola rischia di scivolare dal trash spassoso dritto nelle profondità spettrali del trash di peggior livello, eppure alla fine si salva dal disastro completo. Più o meno.

Il protagonista di questo film, che ha già fatto il suo bel flop negli Usa e da noi è ancora inedito, è Danny McBride, quello di Eastbound & Down, una serie comedy trash-tamarra divertente ma molto, troppo americana per arrivare con successo anche dalle nostre parti. Il tipo di umorismo di questo McBride ricorda infatti un po’ quello di Will Ferrell, e quindi se a un primo impatto può far ghignare, a breve stufa. O almeno, a me il Ferrell Will non parente di Farrell Colin diverte ben poco.
Intorno a questo strambo comico si è radunato un cast di quelli impressionanti, una compagnia dell’anello da Oscar che ci si domanda cosa faccia riunita in un filmetto del genere. Il cavaliere interpretato da James Franco si chiama Fabius, come l’omonimo fotomodello interpretato da Fabio De Luigi a Mai dire gol, e come già dimostrato in Strafumati, ma anche in piccole parti in Notte brava a Manhattan e The Green Hornet, ha una propensione naturale per le parti comiche, il Franco James non parente di Franco Nero né di Franco Francisco dittatore spagnolo.


La promessa sposa di Fabius con cui sono previste delle nozze reali alla William & Kate del medievale è Zooey Deschanel, attrice supercult dalle parti di questo blog e ormai in quasi tutto il globo visto che sta spopolando con la nuova sitcom New Girl (per chi fosse preoccupato: per questioni legate alla programmazione sportiva Usa, la serie è al momento in pausa ma tornerà in onda l’1 novembre); la Zooey interpreta il personaggio di una principessa rinchiusa per anni in una torre che quindi non conosce le convenzioni sociali e, pensate, non possiede nemmeno un iPhone; peccato che dopo essere stata introdotta in maniera divertente, passi purtroppo in secondo piano.
Se Zooey è stata piuttosto sprecata, un po’ meglio ma non troppo va con l’altra grande attrice cult dei Pensieri cannibali: Natalie Portman arriva infatti solo dopo quasi un’ora di film, da perfetta eroina salva i cavalieri che faranno l’impresa e in un sol colpo ridà anche linfa a una pellicola che si stava già spegnendo. La veste comica di Natalie è solo parziale, visto che interpreta una guerriera tosta che crede fermamente nella sua missione di vendetta e si prende molto sul serio. Proprio per la capacità di dare credibilità al suo personaggio pur in un contesto così cazzaro ne nascono le situazioni più divertenti.
Però certo che avere Natalie + Zooey e sprecarle così…
Cioè, vogliono dare 121 anni di carcere all’hacker-eroe che ha diffuso le foto di Scarlett Johansson nuda, e un regista che mi spreca così Natalie e Zooey lo facciamo girare a piede libero?
Non c’è davvero giustizia nel mondo.
Come dite? Mentre questo povero hacker rischia di passare 2 vite dietro alle sbarre, pure Amanda, Raffaele, Omar e Michele sono a piede libero?
Azz, aspettate che mo’ metto la sicura alla porta che ho paura. Non si sa mai.



Fatto. Eccomi tornato.
A completare il notevolissimo cast ci sono Damian Lewis, il protagonista della sfortunata ma ottima serie Life oggi nella ancor più ottima nuova serie Homeland, e Justin Theroux, regista e sceneggiatore noto più che altro per le sue parti da attore in Mulholland Drive e Strade perdute di David Lynch (e ho detto David Lynch!) nonché come nuova fiamma di Jennifer Aniston (e ho detto Jennifer Aniston!).

Se la parte avventurosa di questo Your Highness è una mezza vaccata ma non una vaccata totale, la parte più deludente è paradossalmente quella comica. Si ride infatti con il contagoccia e ridere con il contagoccia è un’espressione senza senso visto che al limite si può piangere con il contagoccia. Senza senso un po’ come tutto il film. Per fortuna però qualche momento in cui si ride o almeno si sorride c’è, come la scena con il mago ranocchio maniaco sessuale. Quella davvero esilarante.
Però Portman + Deschanel + Franco = meriterebbero di recitare insieme in un capolavoro, invece hanno scelto di farlo in una semi-porcheria. Certo, non un film all’altezza del suo maestoso cast, ma alla fine comunque le premesse già dal trailer facevano temere una catastrofe e quindi consoliamoci perché tutto sommato poteva andare peggio: non sarà Strafumati, però almeno non è nemmeno Strastufati.
A testimonianza di ciò c’è il fatto che Bossi, durante la visione di questo Your Highness ha fatto soltanto 11 sbadigli. Uno in meno rispetto a quelli di ieri nel corso del discorso alla Camera di Vostra Bassezza Berlusconi. Ma non so quanto questo possa giocare a favore del film…
E a proposito, adesso vado visto che devo andare a votare la fiducia.
A Natalie Portman, naturalmente, che avete capito?
Dopo i suoi ultimi film piuttosto deludenti (Thor, Amici amanti e…, questo) è entrata un pochino in crisi. Volete che la sfiduci?
Ma non ci penso nemmeno.
(voto 5+/10)

martedì 23 agosto 2011

L’orrore, l’orrore

Horror Movie
(Canada, USA 2009)
Titolo originale: Stan Helsing
Regia: Bo Zenga
Cast: Steve Howey, Diora Baird, Kenan Thompson, Desi Lydic, Leslie Nielsen
Genere: parodia della parodia della parodia della parodia
Se ti piace guarda anche: Scary Movie, Pensieri spericolati, L’aereo più pazzo del mondo, Superhero

Ci sono un sacco di pellicole interessanti, a volte persino fenomenali, che in Italia non vengono distribuite. Per fortuna negli ultimi anni, grazie ai potentissimi mezzi della rete, è possibile recuperarle in lingua originale e spesso pure comodamente sottotitolate in italiano, grazie ai grandiosi traduttori di siti come italianshare o italiansubs o subsfactory. Le logiche che stanno dietro alle scelte della distribuzione nostrana rimangono comunque un mistero e a volta capita che in estate si tiri fuori per i cinema anche una robina modesta modesta come questa, un film del 2009 intititolato Stan Helsing che fa il verso a una pellicola già di scarso successo e già dimenticatissima come l’agghiacciante Van Helsing con Hugh Jackman. Per rendere questa porcata più appealing allora gli hanno cambiato il titolo in Horror Movie, richiamando così gli Scary Movie di cui è una versione scrausissima, o tutta quella disastrosa serie di Disaster Movie, Epic Movie, Date Movie e sti cazzi movie, con cui nemmeno ha troppo a che fare, se non per l’infima qualità.
A differenza di questi ultimi, Horror Movie infatti è una sorta di versione comica dei tipici film dell’orrore, ma non è una sequela di citazioni da altre pellicole recenti, com’è invece nella tradizione degli Scary Movie. Racconta una storiella originale (solo nel senso che non mi sembra sia ripresa esplicitamente da un altro film, non nel senso che sia una cosa di effettiva mostruosa originalità), quella di un tizio di nome Stan Helsing che lavora da Blockbuster e in piena notte deve andare a consegnare dei film a una vecchietta. Con questo pretesto assurdo parte un’avventura notturna alla American Trip, solo molto meno fumata e divertente, e ad accompagnarlo ci sono un tipo cicciobombo di colore vestito da Superman (la vicenda è molto fantasiosamente ambientata la notte di Halloween…), dalla ex di Stan Helsing tettuta, più un’altra gnocca bionda e stereotipicamente (ma è una parola italiana?) stupida (se non è una parola italiana stupido lo sono anch’io).

Una pellicola del tutto idiota e senza senso, dunque, ma la cosa non sarebbe un così insormontabile difetto se ci fosse da ridere. Alla fine il compito di un film che in teoria sarebbe comico-parodico è solo questo. Peccato che di trovate divertenti, o che facciano abbozzare un sorriso, ce ne siano davvero pochine, di gag un minimo inaspettate ce ne sono una o forse due, mentre tutto il resto fa cadere le braccia (per non dire un’altra parte del corpo). Tutto il giocare sul binomio Stan Helsing/Van Helsing è penoso, così come lo sono le scene al karaoke, o le parodie di mostri storici come Freddy Krueger, Jason, Michael Myers, la bambola assassina Chucky, Hellraiser ecc ecc che arrivano davvero fuori tempo massimo. Se ne sono resi conto che sono personaggi che hanno minimo 20/30anni? Peccato anche per Leslie Nielsen, qui a una delle sue ultime apparizioni prima della scomparsa, nel piccolo ruolo di una cameriera dalla sessualità ambigua. E ho detto tutto, ho detto.
Insomma Horror Movie è un movie scemo, brutto, sorpassatissimo, girato in maniera terribile (alcune scene sono da mani tra i capelli), interpretato da cani (il tipo che fa Stan Helsing dove caspita l’hanno preso? E il suo amico di colore che sembra la brutta copia di Tracy Morgan che già non è il massimo dell’umorismo?) e cagne (le due tipe sarebbero perfette giusto per un film porno), una tipica pellicola inutile che per la distribuzione nostrana si merita pure una buona promozione pubblicitaria. Il tutto è a un livello talmente infimo che non viene nemmeno voglia di abbattercisi troppo contro, anche perché se ci sono alcuni film pessimi che però possono sembrare un’occasione sprecata, qui l’impressione è che più di così un regista/sceneggiatore di nome Bo Zenga (Walter, sarà mica il tuo figlio segreto?) e attori tanto modesti non sarebbero davvero riusciti a fare di meglio.
L’unica cosa che fa venire rabbia è la domanda: perché far gustare al pubblico italiano dei filmoni, quando possiamo tranquillamente dar loro in pasta questa super minchiata? Nemmeno il disimpegno estivo risulta in questo caso una risposta azzeccata. Il titolo comunque l’hanno azzeccato, perché questo è a tutti gli effetti un orrore.
(voto 3/10)

martedì 3 maggio 2011

Macché Valentino Rossi, il genio delle moto è lui

Hot Rod - Uno svitato in moto
(USA 2007)
Regia: Akiva Schaffer
Cast: Andy Samberg, Isla Fisher, Ian McShane, Danny McBride, Jorma Taccone, Bill Hader, Will Arnett, Sissy Spacek
Genere: demenzial-geniale
Se ti piace guarda anche: Fatti strafatti e strafighe, Strafumati, Karate Kid

Trama semiseria
Rod Kimble è un ragazzo “speciale” che va in giro su un motorino scassato tipo Ciao con cui prova a fare dei salti pericolosissimi che ovviamente non gli riescono. Il povero Rod si crede infatti un grande stuntman, il piccolo dettaglio è che non gli riesce un numero che sia uno, anche se in compenso a fare figure di merda è un fenomeno assoluto. Un giorno però il suo odiato patrigno si ammala e ha bisogno di $ 50.000 per un trapianto al cuore, altrimenti muore. Rod allora cerca di guadagnare la notevole cifra tentando un numero in cui metterà a rischio la sua stessa vita: che cuore nobile, che ammirevole eroe, che animo sensibile che vuole salvare il patrigno a tutti i costi… La sua reale intenzione? Farlo rimettere in forma così può prenderlo finalmente a botte per bene!

Recensione cannibale
Nonostanti adori il genere demenziale e le commedie americane “ignoranti” (non so perché ma l’equivalente italiano invece mi disgusta alquanto) non avevo ancora visto questa perla di film consigliato da Frank Manila (non ricordo più se in un post o in un commento). Non che sia uscito poi da molto (è del 2007) e in Italia tra l’altro è stato distribuito direttamente in home-video senza promozione alcuna (però almeno si trova in italiano, ed è già un piccolo miracolo), comunque questa genialata entra subito di diritto tra i miei cult comici assoluti.

Hot Rod è un omaggio e allo stesso tempo uno sberleffo supremo nei confronti dei film anni ’80, in particolare di quelle avventure action/sportive alla Karate Kid in cui il protagonista sfigato di turno riesce all’improvviso a diventare un fenomeno in qualche campo. Le cose vanno all’incirca allo stesso modo pure qui, solo che il protagonista oltre che sfigato è pure uno spericolato demente totale, in una parola sola: genio! Il grandioso Rod è interpretato da un ottimo Andy Samberg, sorta di nuovo Adam Sandler (a partire dall’assonanza dei loro nomi) che fa parte del gruppo di comici (ma anche rapper/cantanti demenziali) dei Lonely Island, idoli del Saturday Night Live e autori anche di canzoncine musicalmente valide in collaborazione tra gli altri con Justin Timberlake, Nicki Minaj, Beck e Rihanna, oltre ad aver ideato lo stellare rap di Natalie Portman. Beccatevi un loro video musicale, check it out.


Tornando al film è in pratica una sequela di scene memorabili, tutte (o quasi) contenenti almeno un dettaglio, un’espressione o una battuta minimo geniali, quindi non starò a raccontarvele perché dovete vederle con i vostri occhi e poi chi cerca di descrivere qualcosa di divertente non sarà mai divertente quanto la cosa divertente in sé. Nonostante l’ambientazione sia nel presente, la colonna sonora è interamente anni ’80, e pure molti dettagli sia nei vestiti che nelle atmosfere sono prese pari pari da quel decennio. Cotte, mangiate e parodiate alla grande.


La trama come detto ricalca la solita storia dell’ascesa di un tizio improbabile da zero a mito, ribaltando però tutti i cliché buonisti su cui erano imperniate quelle pellicole di allora e anche quelle di oggi (alla Kung Fu Panda, per dire), in una parodia fuori dal tempo per ambientazione ma assolutamente moderna nell’umorismo politically scorrect, che per fortuna evita le cagate di espedienti di molte commedie odierne (animali, bambini e cose così).
E tra l'altro mi ha ricordato pure quell'episodio in cui Bart Simpson deve saltare la Gola di Springfield, con la sostanziale differenza che Rod è molto più incapace di Bart...
Come in tutte le storie che si rispettino c’è poi naturalmente anche una ragazza, la bella Isla Fisher, che nella vita privata è sposata con Sacha Baron Cohen (se questo nome non vi dice niente, vi dico: Borat) e quindi per stare insieme a quell’uomo è una che di umorismo deve averne parecchio.
Spettacolare poi il rapporto d’amore/odio (ma più che altro odio) tra Rod e il suo patrigno, il cattivissimo Ian McShane (visto nella serie Deadwood), mentre tra i comprimari c’è qualcuno della scuola Judd Apatow (Bill Hader) o proveniente da comedy televisive: Danny McBride (l'esilarante Eastbound & Down) e Will Arnett (l'ormai storico Arrested Development).

Camminando sul sottile e scivoloso confine tra culto e sculto, questo fila dritto a tutta velocità nel culto. Come al solito poco azzeccato il titolo italiano, visto che avrebbero dovuto chiamarlo: Hot Rod - Un genio in moto.
(voto 7/8)

sabato 16 aprile 2011

Il film di riserva

I poliziotti di riserva
(USA 2010)
Titolo originale: The Other Guys
Regia: Adam McKay
Cast: Mark Wahlberg, Will Ferrell, Eva Mendes, Steve Coogan, Michael Keaton, Lindsay Sloane, Samuel L. Jackson, Dwayne “The Rock” Johnson
Genere: parodia poliziesca
Se ti piace guarda anche: Poliziotti fuori, Scuola di polizia, Red, Hot Fuzz, Una pallottola spuntata, Bad Boys

(Nonostante il grande successo negli USA, in Italia è uscito direttamente in home-video, ma per una volta non è un grosso peccato)

Avete presente i tipici poliziotti eroici? Sì, insomma: quelli su cui di solito vengono girati i film. Questa pellicola ci tiene invece da subito a dire che non ci parla di loro, bensì di quelli sfigati, nelle retrovie, gli other guys del titolo originale, quelli che di solito nessuno si caga. E se nessuno lo fa un motivo ci sarà, visto che poi ne esce un film come questo che è tutto fuorché memorabile. Non è nemmeno orribile, a tratti riesce persino a far ridere, solo che sembra sforzarsi troppo di essere divertente a tutti i costi e per farlo ci mette dentro situazioni esasperate e battute sui personaggi più discussi del momento (tipo i protagonisti di Jersey Shore), come fanno in maniera abituale film parodia orribili come Disaster Movie, Date Movie, Epic Movie, Etc movie.

Questa volta a essere preso di mira è il genere poliziesco, in una maniera non riuscita come nell’inglese Hot Fuzz, ma nemmeno in una maniera del tutto fallimentare come nei "capolavoroni" sopra citati. Diciamo che questo I poliziotti di riserva viaggia nel mezzo. La storia è del tutto trascurabile ed è il solito intreccio vagamente poliziottesco senza nessuna idea. A funzionare un po’ di più sono invece le dinamiche personali tra i due protagonisti, due sbirri che più diversi non si può: Mark Wahlberg è uno tosto, persino troppo visto che spara a qualunque oggetto sospetto in movimento; mentre Will Ferrell è (apparentemente) il poliziotto sfigato, precisino e inquadrato, quello insomma che tutti prendono per il culo. Apparentemente ho detto, perché in realtà il Ferrell nasconde un passato da pappone, una moglie gnocca (Eva Mendes come detto in occasione di Last Night non è tra le attrici che più mi ispirano sesso, però per lo sbirro coglione Will Ferrell è decisamente troppo e qui poi lei è decisamente in salute) e tutte le donne sono attratte in maniera sorprendente da lui. Su questo fascino misterioso che esercita la pellicola si gioca tutte le sue (uniche) carte divertenti, per il resto è davvero una roba che lascia il tempo che trova.
Come i suoi protagonisti, un film da vedere giusto come riserva.
Ma forse neanche…
(voto 4,5)

giovedì 18 novembre 2010

Oh Lindsay

Lindsay Lohan secondo me è un’ottima attrice. Lo so che questa affermazione farà immediatamente diminuire il counter dei lettori di questo blog di qualche unità, ma prima fatemi spiegare: Lindsay Lohan in fase pre-cocaina era davvero un talento emergente del cinema.
A soli 12 anni fa il suo esordio in “Genitori in trappola” e interpreta la parte di due gemelle diverse, una l’opposta dell’altra: una double performance da far invidia persino al campione del genere Edward Norton. Quindi in “Quel pazzo venerdì” si sdoppia di nuovo, visto che è una teenager che fa cambio di personalità con la madre Jamie Lee Curtis e a 18 anni diventa poi una superstar globale con “Mean Girls”, secondo me una delle commedie più cattive e divertenti degli ultimi anni e in cui Lindsay L offre ancora un’altra grande performance, probabilmente la migliore della sua carriera.

Di lì comincerà però lo sfacelo, almeno per l’opinione pubblica, tra i fiumi di alcool, droga, alcool, storie lesbo, arresti, ingressi e uscite dalla rehab, casini famigliari vari e qualche film non proprio riuscito: l’evitabilissimo remake “Herbie – Il super maggiolino”, le commedie così così “Baciati dalla sfortuna” e “Donne, regole e tanti guai!” e un annunciato cameo nel prossimo “Natale in Sudafrica” cui però non voglio credere, perché ci saranno pure modi migliori per pagarsi la droga che non fare un film di Neri Parenti, anche se Belen probabilmente conosce i giri giusti per procurarsi la roba.
Nonostante questo la carriera di Lindsay è comunque proseguita anche con ruoli in film validi e lavori per grandi registi: “Bobby” sull’omicidio di Bob Kennedy, “Chapter 27” sull’omicidio di John Lennon (che sia fissata con gli assassini di personaggi famosi?), l’ultimo film di Robert Altman “Radio America”, lo spettacolare “Machete” di Robert Rodriguez (di cui qui sotto vi propongo una scena assolutamente a caso).


In attesa di vederla nel temibile, fin dal titolo, “Incinta o quasi”, ho allora recuperato il criticatissimo “Il nome del mio assassino”, film che ha una media voto ridicola su Internet Movie Database (3,6!) e nel 2008 ha fatto incetta di Razzie Awards, gli Oscar per le pellicole più brutte. Qui Lindsay interpreta di nuovo un duplice ruolo ed è riuscita ad aggiudicarsi il Razzie di peggior attrice per entrambe le parti, un vero record!

Il nome del mio assassino
(USA 2007)
Titolo originale: I know who killed me
Regia: Chris Sivertson
Cast: Lindsay Lohan, Julia Ormond, Neal McDonough, Brian Geragthy, Gregory Itzin, Jessica Rose
Genere: noir?
Links: IMDb, mymovies
Se ti piace guarda anche: Boxing Helena, Inseparabili

Amate Lindsay Lohan? La odiate? In entrambi i casi avete delle buone ragioni per vedere questo film: se la amate, Lindsay è sempre maledettamente sexy (anche quando a un certo punto le vengono amputati un braccio e una gamba) e interpreta un’altra volta un ruolo doppio, di cui uno è quello di una spogliarellista! Se invece la odiate, vi divertirete a vederla torturata alla grande.

“Il nome del mio assassino” è certo un film porcata, ammettiamolo subito: confuso, sconclusionato, assurdo in maniera assurda. Detto questo, secondo me non è stato completamente compreso dalla critica che lo ha massacrato. E forse non è stato capito nemmeno dal regista stesso, perché questo in realtà non è un thriller-noir serio, questa è una parodia del genere. Poco importa che questo Chris Sivertson forse non ne avesse l’intenzione, ma il film è estremamente divertente nel suo susseguirsi di situazioni improbabili e senza senso, con qualche tentativo di imitare persino nientepopodimenoche David Lynch.

La storia è quella di Aubrey, una studentessa modello aspirante scrittrice che viene misteriosamente sequestrata da un pazzo maniaco. Quando la ritrovano, ha un braccio e una gamba amputati ma soprattutto crede di essere un’altra persona: Dakota, una spogliarellista parecchio sboccata e zoccola. In un misto tra un thriller, un soft porno, un noir non riuscito e una parodia (questa riuscita) di un noir, ci sono un sacco di scene che fanno veramente morire dal ridere e di trovate che lasciano a bocca aperta per lo stupore, fino a un finale davvero ma davvero pessimo. Però come si fa a voler del male a una porcata così ben congegnata?

Talmente uno scult totale da risultare quasi un cult.
(voto 6+)

sabato 2 ottobre 2010

Il post Inception quotidiano

Porco zio! (le bestemmie vere per adesso le lascio a qualcun altro) Mi sono reso conto di non aver ancora parlato di Inception oggi.
E quindi ecco alcuni divertenti video parodia del capolavoro mentale (ma soprattutto cinematografico) di Christopher Nolan.

Apriamo questa particolare spoof rassegna con un corto davvero ben girato intitolato "Inebriation".
Inception in versione alcoolica?
Yes they can.


Questo è invece il "come sarebbe dovuto finire" animato realizzato da quelli del mitico sito How it should have ended.


E per chiudere una allucinata versione "acappella" del trailer

lunedì 20 settembre 2010

Succhiate questo, vampiri!

Mordimi
(USA 2010)
Titolo originale: Vampires suck
Regia: Jason Friedberg, Aaron Seltzer
Cast: Jenn Proske, Matt Lanter, Chris Riggi, Arielle Kebbel
Links: imdb, mymovies

Facile, il compito di prendere per il culo Twilight. Ogni singolo elemento della saga vampiresca si presta benissimo allo sfottò, un po’ come qualche anno fa capitava con Dawson’s Creek. Facile, eppure guardando questo film non sembra così tanto facile, visto che si è deciso di giocare la stessa carta degli ultimi orripilanti Disaster Movie, Hot Movie ecc ecc e realizzare una parodia senza guizzi, che segue fedele e con troppo rispetto il copione dei primi due film Twilight e New Moon, aggiungendo qualche battuta sui personaggi del momento (Black Eyed Peas, Lady Gaga, Jonas Brothers, le sorelle Kardashian…), qualche riferimento mooolto superficiale alle altre saghe vampiresche (True Blood, The Vampire Diaries, Buffy) e appena una manciata di momenti divertenti, che per fortuna e per quanto rari comunque ci sono.
Un compitino facile, dunque, ma reso drammaticamente complicato da un piattume di idee che lascia questo film molto lontano dalla comicità de L’aereo più pazzo del mondo, di Una pallottola spuntata, o dei primi due memorabili Scary Movie. D’altronde gli autori sono gli stessi di porkate atroci come Hot Movie, 3ciento ed Epic Movie, film tremendi al cui confronto questo Mordimi sembra essere la loro prova leggermente migliore.

Guardabile, grazie alla durata ridotta (1h e 15min), alla presenza del padre maniaco di Bella (l’unico personaggio divertente) e anche per la somiglianza notevole della protagonista: in alcune sequenze sembra proprio che Kristen Stewart stia sfottendo allegramente se stessa.
Vampires suck, però this movie sucks, too! E come al solito il titolo italiano Mordimi (adatto più a una versione in chiave soft-porno di Twilight) fa perdere il doppio senso dell’originale Vampires Suck, che risultava la trovata più intelligente dell’intero film.
Con una materia parodistica così incandescente tra le mani, era d’obbligo dare molto di più.
(voto 5-)

domenica 9 maggio 2010

Parodia

Si dice che quando cominci ad essere parodiato, vuol dire che stai diventando conosciuto o famoso o semplicemente famigerato. Sarà... In ogni caso, l'amico blogger Allelimo mi ha dedicato una parodia, una divertente presa per i fondelli del mio style e della mia passione per un certo tipo di musica che comprende cose discutibili tipo Lady Gaga.
La potete leggere QUI, sul blog dell'ormai ex amico blogger Allelimo :D

Marco the Hannibal Boy
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