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domenica 23 agosto 2015

Il . sulle serie tv 2015: telefilm fantasy, mystery e sci-fi





Dopo quella dedicata ai thriller, oggi va in onda la seconda puntata del punto della situazione sulle serie tv viste negli ultimi mesi qui su Pensieri Cannibali.
Tema: i telefilm fantasy, mystery, sci-fi, o vagamente fantasy/mystery/sci-fi.

Sense8

venerdì 20 dicembre 2013

LE MEGLIO SERIE TV 2013, LA TOP 10



ecco a voi le 10 serie tv preferite da Pensieri Cannibali nel corso di questo 2013.

10. Mario
La vera storia di Studio Aperto
(stagione 1)

Trama semiseria
Mario è una serie-documentario che ci porta dietro le quinte della realizzazione di uno dei telegiornali più stimati a influenti del mondo intero: Studio Aperto.

Pregi
Maccio Capatonda si conferma l'idolo assoluto della comicità nazionale e, pure a livello registico, realizza un prodotto molto ben confezionato.
- Una sfilza lunghissima di scene, battute, momenti spassosi e geniali.
- Personaggi mitici. Tutti, da Ginetto a Lord Micidial, da Genny a Ippolito Germer e Marioloide.
- Oltre a essere una serie comedy, è anche una riflessione mica scema o superficiale sull’Italia di oggi e soprattutto sull’attuale mondo dell’informazione nostrano.
- La serie più esilarante dell’anno. 20 minuti a botta di risate assicurati.
ATTENZIONE: Potrebbe anche non farvi ridere. Se non avete senso dell’umorismo.

Difetti
- La trama che tiene uniti i vari sketch comici non è fortissima od originalissima, ma comunque non è nemmeno troppo male.
- Nino Frassica come guest-star ce lo potevi anche risparmiare, Maccio.

Personaggio cult (tra i tanti)
Pino Cammino, passante di professione (Luigi Luciano)


9. The Americans
La Guerra Fredda più hot della tv
(stagione 1)

Trama semiseria
Keri Russell e Matthew Rhys sono due russi. Vabbè, in realtà lei è californiana e lui gallese, ma chiudiamo un occhio. Keri e Matthew sono due spie russe che lavorano per il KGB e vanno negli USA fingendosi americani. Durante la loro prima missione, appena aprono bocca parlano come Ivan Drago in Rocky IV, la loro copertura salta e vengono brutalmente fatti fuori. Fine della serie.

Pregi
- Ottimi i due protagonisti, in particolare una Keri Russell in formissima e in grado di cancellare i ricordi di quella lagna di Felicity che interpretava anni fa.
- Il rapporto ambiguo tra i due protagonisti: c'è un fondo di amore vero o è solo tutta una copertura?
- Splendide ambientazioni, costumi e musica anni ’80.
- La Guerra Fredda è raccontata in maniera inedita, dando spazio più ai russi che agli americani.
- Annet Mahendru, attrice rivelazione russa, non sarda come potrebbe sembrare dal cognome.
- La sigla è una figata.

Difetti
Qualche puntata un po’ sottotono e qualche calo di tensione.

Attrice cult
Keri Russell

8. Masters of Sex
Non chiamatelo porno, chiamatelo “studio sul sesso”
(stagione 1)

Trama semiseria
Il protagonista è un misogino e pervertito sessuomane che, pur di guardare e riprendere gente mentre fa sesso, si spaccia per uno dei ginecologi più importanti d’America. Fu così che creò il sito Brazzers. Il nome di quest'uomo?
Dio.

Pregi
- Hey, gente, è una serie sul sesso!
- È una serie vintage ambientata negli anni ’50, stilosa (quasi) quanto Mad Men.
- Lizzy Caplan rules.
- Michael Sheen all’inizio fa un po’ storcere il naso, più che altro perché il suo personaggio non è il massimo della simpatia, ma alla fine risulta perfetto per la parte.
- Sceneggiature a prova di bomba, impreziosite da momenti di una raffinatezza assoluta.
- Davvero notevole il modo in cui viene offerto uno spazio importante a personaggi “minori”, come la moglie del Dr. Masters Libby (Caitlin FitzGerald) e Margaret Scully (Allison Janney) alle prese con un marito gay.
- Hey, gente, è una serie sul sesso!

Difetti
Una regia fin troppo classica.

Attrice cult
Lizzy Caplan

7. Broadchurch
Non solo le giovani fighette, ma anche i ragazzini ogni tanto vengono uccisi
(stagione 1)

Trama semiseria
C’è una cosa che fa sempre notizia: quando una ragazzina, meglio se innocente e carina, viene uccisa. Tanto nelle serie tv, quanto nella cronaca nera vera. Così quando nella tranquilla cittadina inglese di Broadchurch viene trovato il cadavere di un ragazzino, a nessuno frega niente e il suo corpo viene lasciato lì sulla spiaggia fino all’arrivo dei condor, o se non altro dei gabbiani.

Pregi
- È la serie più commovente dell’anno.
- Pur raccontando un caso thriller piuttosto convenzionale, sa tenere sulle spine con una tensione crescente pazzesca.
- Splendide le musiche del compositore islandese Ólafur Arnalds, amichetto dei Sigur Ros.
- Da profano babbano di Doctor Who non conoscevo David Tennant e… attore rivelazione!
- Tutto il cast è superlativo, con menzioni d’onore per Olivia Colman a Jodie Whittaker.
- Molto poetico il finale.

Difetti
- Il pilot non è originalissimo e la serie ci mette un pochetto a conquistare del tutto. Ma quando lo fa, non ci sono cazzi che tengano e il cuore va in pezzi.
- È già in cantiere un remake americano che rischia di rovinarci il ricordo di questa perla UK. Per fortuna ci sarà però anche una seconda stagione della versione britannica.

Attore cult
David Tennant

6. Real Humans (Äkta människor)
Restiamo umani
(stagione 1)

Trama semiseria
In Svezia oltre all'IKEA e alla GNOCCA c’hanno gli hubot. Chi o cosa sono gli hubot? Sono dei robot umanoidi usati per fare da badanti agli anziani o per lavorare in catena di montaggio. Si scatena così la protesta dei Forconi svedesi, che gridano loro: “Oh, ci rubate il lavoro, maledetti pezzi di ferraglia!”. Cosa succede poi?
Ci sarà una battaglia epica tra le due fazioni ma, proprio come in Game of Thrones, dovremo aspettare altre 12 stagioni prima di vederla…

Pregi
- È l’ultima grande rivelazione di un’annata che ha riservato parecchie sorprese a livello telefilmico, soprattutto dall’Europa e in questo caso dalla Svezia.
- È di gran lunga la cosa a tematica fantascientifica più figa e originale vista quest’anno, cinema compreso. Sarà perché nonostante la tematica dei robot è più una serie drama che un tradizionale sci-fi.
- Umani poco umani e robot poco robot. Freddezza scandinava e calore di personaggi parecchio vivi. Real Humans gioca bene sui contrasti e realizza un mix unico.
- Gli attori che fanno le parti degli hubot, grazie al trucco ma non solo, sono favolosi.
- Tra i protagonisti c’è anche Kåre Hedebrant, il bambino dello splendido film Lasciami entrare ora diventato un teen in tempesta ormonale per una bella hubot.
- È una serie che cresce episodio dopo episodio e diventa sempre più affascinante.

Difetti
I ritmi lenti del primo episodio e l’evitare le ruffianate da serie americana potrebbero tenere lontano qualche spettatore.

Personaggio cult
Anita (Lisette Pagler)

5. Orange Is the New Black
L’amore non è bello se non è lesbicarello
(stagione 1)

Trama semiseria
Piper Chapman (Taylor Schilling) è una ragazza tutta a modo e precisina che un giorno finisce in carcere per un reato commesso tempo prima. Come compagne di cella si trova Annamaria Franzoni e Wanna Marchi. “AAARGH, FATEMI USCIRE!” grida all’inizio. Ma poi fanno amicizia e se la spassano tutte e tre allegramente come se fosse "the time of their life". E poi dicono che le condizioni nelle carceri sono dure...

Pregi
- Cast corale femminile strepitoso, ricco di personaggi che in ogni episodio riescono a ritagliarsi ognuno un proprio spazio.
- Le idole all’interno del carcere sono talmente tante, dalla folle “Crazy Eyes” (Uzo Aduba) alla sexy lesbo spacciatrice Alex (Laura Prepon), dalla cuoca boss russa “Red” (Kate Mulgrew) alla trans Sophia (Laverne Cox), che è difficile scegliere una sola favorita.
- Tante storie ai margini di tossiche, lesbiche, trans, nere, latine, prostitute, ladre, assassine, che non troppo spesso trovano spazio nelle tradizionali e perbenino serie americane.
- Nonostante le protagoniste principali siano le donne detenute, anche i personaggi maschili che ronzano loro intorno sono resi con grande cura e (dis)umanità.
- Con il suo utilizzo di flashback e il concentrarsi in ogni episodio su un singolo personaggio, potrebbe a sorpresa essere questo il vero erede di Lost.
- La serie mixa bene componenti drammatiche e comedy e cresce man mano che si va avanti nella visione.
- Le scene d’amore lesbo sono sempre ben accette.

Difetti
- La protagonista Taylor Schilling, pur cavandosela, è quella che mi convince di meno di tutto il cast femminile.
- A Jason Biggs hanno dato praticamente lo stesso personaggio di Jimbo in American Pie, che fantasia!

Personaggio cult
Tiffany "Pennsatucky" Doggett (Taryn Manning)

4. Scandal
Professione: azzecca-garbugli
(stagioni 2 e 3)

Trama semiseria
Olivia Pope (Kerry Washington) era la responsabile alle comunicazioni per la campagna elettorale di Silvio Berlusconi. Visto che il Cavaliere continuava a chiamarla "Belle Poppe", si è stufata ed è passata a dirigere la campagna per Matteo Renzi. Considerando che se si è in team con la Pope è impossibile perdere le elezioni, o anche solo una partita a scala 40, potete già dare il benvenuto al vostro prossimo Premier…

Pregi
- È la serie guilty pleasure più goduriosa in circolazione.
- Il ritmo è talmente alto che in soli 10 minuti di 1 episodio di Scandal capitano più cose (pazzesche tra l’altro) che in 10 intere stagioni di molte altre serie.
- Per quanto dietro a Scandal ci sia l’autrice di Grey’s Anatomy Shonda Rhimes e nonostante le dosi di elementi soap e trash presenti, la serie riesce anche a gettare uno sguardo sul mondo politico americano efficace e feroce, che non è difficile immaginare poi molto distante da quello reale. Non a caso la figura di Olivia Pope è ispirata a Judy Smith, un tempo collaboratrice di George Bush Senior.
- La storia d’amore tormentata tra Olivia Pope e… il presidente degli Stati Uniti, mica il primo pirla che passa. Insomma… Forse il secondo.
- Per quanto la protagonista e idola indiscussa della serie sia Olivia Pope, anche i personaggi minori riescono a ritagliarsi qualche loro spazio e crescono parecchio, stagione dopo stagione. Grande Huck (Guillermo Diaz), niente male l’evoluzione da good girl gone bad di Quinn (Katie Lowes), favolosi gli intrighi del braccio destro gay del presidente Cyrus (Jeff Perry), pazzesche tutte le sfighe che capitano al povero David Rosen (Joshua Malina) e c’è pure una grande perfida First Lady, Mellie (Bellamy Young).
- Una eccellente colonna sonora molto funk-soul anni ’70.
- Adoro Olivia Pope. Adoro Kerry Washington. Adoro Scandal.

Difetti
L’uso eccessivo di colpi di scena ai limiti dell’inverosimile potrebbe portare Scandal a diventare una serie scandalosamente trash. Ma per ora, per miracolo, non è ancora capitato.

Personaggio cult
Olivia Pope (Kerry Washington)

3. My Mad Fat Diary
Brutpop
(stagione 1)

Trama semiseria
Rae (Sharon Rooney) è una teenager inglese sovrappeso nel mezzo degli anni ’90, in pieno periodo d’oro del Britpop. Per lei la vita è dura e così tenta il suicidio.
Ah, se solo fosse cresciuta oggi, come sarebbero differenti le cose per lei…
Ehm, veramente no, forse andrebbero ancora peggio.

Pregi
- La colonna sonora anni ’90 con dentro tanto Britpop e altra figata di musica inglese è la più bella di tutti i tempi!
- L’ambientazione anni ’90.
- L’interpretazione extralarge (per bravura, intendo) della protagonista Sharon Rooney.
- Fin dalle dimensioni della protagonista, non è la classica serie teen.
- Il pilot è tra i più folgoranti visti negli ultimi tempi.
- Serie molto ben diretta e con uno stile visivo originale.

Difetti
Rispetto a Skins, tanto per citare un’altra serie alternative teen britannica, è una serie meno estrema e cattivella.

Canzone cult (tra le tantissime)
Radiohead “Fake Plastic Trees”

2. Breaking Bad
Chi ha bisogno della chemio quando si può cucinare droga?
(stagione 5 – seconda parte)

Trama semiseria
La storia di Walter White ormai la conoscete tutti. Un giorno ha scoperto di essere malato di cancro e di avere pochi mesi di vita rimasti. 5 stagioni (di cui una doppia) dopo ‘sto qua è ancora in (più o meno) perfetta salute che controlla il traffico di droga mondiale… Non è che i dottori avevano sbagliato diagnosi?

Pregi
- Una chiusura enorme per una serie enorme, in costante crescita episodio dopo episodio e stagione dopo stagione.
- Cast in stato di grazia. Bryan Cranston over the top, ha superato persino se stesso.
- Walt White ormai è entrato nell’immaginario collettivo.
- Pur nella drammaticità della vicenda, ci sono alcune perle di leggerezza come il telefono di Hello Kitty, in grado di rendere questa serie davvero davvero unica.
- La puntata “Ozymandias” è una lezione di come si costruisce la tensione senza precedenti.

Difetti
- Il finale è stato persino troppo perfetto. Può essere considerato un difetto?
- Dopo un personaggio e un’interpretazione del genere, Bryan Cranston troverà mai un altro ruolo a quest’altezza?

Canzone cult
Badfinger “Baby Blue”

1. Les Revenants
47 morti che parlano
(stagione 1)

Trama semiseria
In una cittadina francese, i morti tornano in vita.
E non è manco Lourdes.

Pregi
- Rivelazione assoluta dell’anno, ancor più bella perché del tutto inaspettata.
- Pur prendendo a modello per le atmosfere inquietanti Twin Peaks, e pur ispirandosi a un film omonimo del 2004, i francesi dimostrano che in tv è ancora possibile fare qualcosa di nuovo e originale.
- Splendido cast, con qualche volto visto qua e là in pellicole francesi come Frédéric Pierrot (Polisse, Giovane e bella), Yara Pilartz (17 ragazze) e Céline Sallette (L’Apollonide, Un sapore di ruggine e ossa) insieme a rivelazioni come Jenna Thiam, Pierre Perrier, Clotilde Hesme ecc. ecc.
- La colonna sonora dei Mogwai: meraviglia.
- Difficile definire la magia di Les Revenants a parole. Non trovate scuse, è una serie che va vista. Punto e basta.

Difetti
- Il finale sembra un po’ trattenuto, forse in vista della prossima stagione, già confermata e in arrivo nel 2014.
- Non contenti di fare grande cinema e grande musica, i francesi mo’ si son messi pure a fare grande televisione. Sarebbe troppo facile odiarli e invece non posso fare a meno di amarli.

Pezzo cult
Mogwai “Hungry Face”



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