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lunedì 2 settembre 2013

L’EVOCAZIONE DELLO SPIRITO DI CANNIBAL KID




L’evocazione – The Conjuring
(USA 2013)
Titolo originale: The Conjuring
Regia: James Wan
Sceneggiatura: Chad Hayes, Carey Hayes
Cast: Patrick Wilson, Vera Farmiga, Ron Livingston, Lily Taylor, Shanley Caswell, Hayley McFarland, Mackenzie Foy, Joey King, Kyla Deaver, Shannon Kook, John Brotherton
Genere: posseduto
Se ti piace guarda anche: Insidious, Poltergeist, American Horror Story: Asylum, La madre

Negli ultimi tempi sono successe delle cose strane, qui su Pensieri Cannibali. È capitato che parlasse male di sconosciuti film radical-chic belgi sulla carta per lui perfetti come La quinta stagione, e che scrivesse invece bene riguardo a pellicole strappalacrime e ruffianotte su dei vecchietti come Una canzone per Marion. Potrebbe trattarsi di un cambiamento di gusti, può capitare, o solamente di un momento di debolezza. A insospettirmi è stata comunque un’altra cosa. Il fatto che io non rimembri assolutamente di aver realizzato tali post. È come se, da qualche giorno, qualcun altro stesse scrivendo sul blog al posto mio. E no, non credo si tratti del mio blogger nemico Mr. James Ford. Quello è successo solo con Io sono tu, ed è stato un caso isolato.
Ho cominciato allora a pensare che il blog fosse infestato da una presenza malvagia, demoniaca. Così ho chiamato Ed e Lorraine Warren. Due celebri demonologi, se così vogliamo chiamarli, o anche due esperti in fenomeni paranormali, due cacciatori di fantasmi, oppure due schizzati, se preferite. In ogni caso, mi sono sembrati la scelta migliore per un caso del genere, meglio persino di Padre Lankester Merrin de L’esorcista e pure dei Ghostbusters. Ero tentato di chiamare questi ultimi soltanto per ballare sulle note del loro accattivante tema musicale, ma poi sono rinsavito e, anziché andare a evocare fantasmi del cinema anni ’80, ho preferito contattare Ed & Lorraine. Anche perché loro esistono veramente, non solo al cinema. Non vi fidate di me? Lo dice persino Wikipedia.
A convincermi è stata la visione del film dedicato a uno dei casi più incredibili che li abbia mai visti coinvolti: L’evocazione – The Conjuring.

"Aiuto, mamma! Cindy ha attaccato alla parete un poster dei One Direction!"
"E chi sono?"
"Un demoniaco gruppo proveniente dal futuro!"
Il caso in questione risale al 1971 ed è quello di una casa infestata da spiriti parecchio incacchiati. Mai che ci siano spiriti benevoli che, non so, durante la notte ti fanno un massaggio o ti preparano uno spuntino di mezzanotte, o che solamente profumino di buono. No. Non succede mai. Non nei film dell’orrore, almeno. Questi spiriti maledetti sono sempre incavolati neri, il più delle volte perché morti in circostanze misteriose e violente.
Una coppia con 5 figlie si ritrova così la casa posseduta. No, non dalle 5 figlie che possono essere sì una presenza scocciante, ma da qualcos’altro. Forse perché siamo nel 1971 e le ragazzine ai tempi non erano ancora delle bimbeminkia totali fissate con i One Direction, chissà? In quel caso il film si sarebbe potuto rivelare persino più spaventoso. Già così, comunque, i brividi non mancano. Mi sono infatti ritrovato di fronte alla visione più terrorizzante dell’ultimo periodo o se non altro dell’anno. Intendo l’anno 2013, non il 1971.

"Signori miei, mi sa che siete posseduti da uno spirito.
Lo spirito del cattivo gusto nel vestire uahahah!"
The Conjuring non è un film originale come Quella casa nel bosco e non possiede la forza ironica di The Innkeepers, però è l’horror più genuinamente pauroso che mi sia capitato di vedere credo da Insidious, ovvero il film precedente girato dallo stessa regista, James Wan. Lo stile registico da video dei Nine Inch Nails del suo esordio solista Saw – L’enigmista è ormai un fantasma lontano, così come a divertirsi con il torture-horror, se ci si può divertire con un genere degenere del genere, ha lasciato gli altri, molti altri che ne hanno realizzato sequel e copie varie. Il regista malese naturalizzato australiano riprende lo stile di Dead Silence, per via anche della presenza di un bambolotto che prende vita, e soprattutto del suo precedente, Insidious appunto, che vedeva protagonista sempre Patrick Wilson.
Una regia quindi che a questo giro non sorprende, ma comunque di solito solido mestiere, e in più i due protagonisti sono parecchio convincenti: accanto a un Wilson in parte, c’è l’ottima Vera Farmiga direttamente dalla serie Bates Motel.

La cosa più importante in un horror comunque è che faccia paura, che trasmetta tensione, che terminata la visione ti faccia avere paura del buio. The Conjuring lo fa, quindi il suo compito è riuscito. In più, le atmosfere vintage, che riportano alla mente American Horror Story: Asylum, affascinano e c’è anche un ottimo uso della colonna sonora, cosa che non sempre avviene negli horror, con “Time of the Season” degli Zombies e il ripescaggio di una perla anni ’50 come “Sleep Walk” di Betsy Brye, utilizzata in maniera perfettamente inquietante.



Laddove il film scricchiola un pochino, va detto e spero gli spiriti demoniaci non se la prendano con me per questo, è nella sceneggiatura. Gli stereotipi del genere sono tutti presenti: casa infestata, uccelli che si abbattono contro la casa, bambole possedute, amici immaginari, un carillon inquietante, una madre che vuole uccidere le figlie, orologi che si fermano, porte che si muovono da sole, odore di carne marcia, ma questo potrebbe essere solo causato da 5 ragazze che hanno a disposizione soltanto un bagno, un esorcismo, episodi di sonnambulismo... Aperta parentesi: (Si dice sempre di non svegliare un sonnambulo, ma cosa succede, se si sveglia una persona sonnambula? Me lo sono sempre chiesto, ma non ho mai conosciuto nessuno che fosse sonnambulo).

"Piccola, anche tuo papà mi benda. Ma i nostri giochi sono un po' diversi..."
È pure presente la scena di un gioco infantile. E i giochi infantili sono sempre inquietanti, si veda The Orphanage. Il giochino presente in The Conjuring si chiama hide and clap, ed è la versione più pericolosa di hide and seek, il nascondino tradizionale. In questa variante, la persona che cerca è bendata e deve trovare chi si nasconde soltanto dal suono di tre clap, tre battiti di mani. Un gioco che ci regalerà una delle scene più paurose dell’intero film, maledetti giochi da bambini!
Al di là del fatto che siano presenti un po’ troppi stereotipi già ampiamente usati in altri horror, il film riesce a coinvolgere e a spaventare alla grande, dall'inizio alla fin… eh no, il suo difetto principale è il finale. Dopo un’ora e mezza di tensione che cresce sempre di più, mi aspettavo una botta conclusiva pazzesca e invece l'ultima parte, senza spoilerare niente, è parecchio scontata e per nulla sorprendente. Peccato. The Conjuring non è allora una nuova pietra miliare assoluta del genere, però comunque, soprattutto in questo periodo di magra per l’horror, mi ha convinto. Non al 100%, ma abbastanza da farmi contattare Ed e Lorraine Warren.

"Poveri bambini del 1971: gli toccava giocare con sta roba anziché con l'Xbox."
Li ho allora chiamati e ho scoperto che Lorraine è ancora viva, mentre Ed non fa più parte di questo mondo. Nessun problema. Sono sicuro che Lorraine, con i suoi poteri paranormali, avrà qualche modo per comunicare con lui e così è.
Lorraine e lo spirito di Ed hanno a questo punto effettuato un controllo scrupoloso su Pensieri Cannibali. Hanno utilizzato tutte le più moderne tecnologie informatiche antidemoniache e, già che c’erano, pure antivirus, ma non hanno rilevato alcuna presenza maligna. Come mi hanno spiegato i due demonologi acchiappafantasmi: “Se negli ultimi tempi Pensieri Cannibali ha tirato fuori opinioni persino più inquietanti che in precedenza, è solo colpa tua. L’unico spirito malvagio che infesta il tuo blog sei tu, Cannibal Kid.
(voto 7+/10)



domenica 16 settembre 2012

Detention: La scuola è una galera

Detention
(USA 2011)
Regia: Joseph Kahn
Cast: Shanley Caswell, Josh Hutcherson, Parker Bagley, Spencer Locke, Dane Cook, Aaron David Johnson, Alison Woods, Julie Dolan, Percy Daggs III
Genere: tutti i generi remixati
Se ti piace guarda anche: Diario di una nerd superstar, Easy Girl, Scream, Breakfast Club, Donnie Darko, Ritorno al futuro, God Bless America

Detention è il film teen da non perdere nell’anno 2012.
Per quanto riguarda il 2013, probabilmente sarà già Storia, ma questa è un’altra storia. Le mode passano, i film, soprattutto quelli adolescenziali, passano e tutto va consumato in fretta.
Messa giù così, Detention potrebbe sembrare un film USA e getta. Forse lo è. Forse non lo è. Forse il suo bello è proprio questo. Forse questo non è il suo bello. Di certo, il film è una figata. Fa lo stesso effetto di un giro sulla montagne russe. Oppure di una mangiata epic/epocale da McDonald’s. Di quelle in cui ti prendi il menù XXL e le patatine sono fritte ma non troppo e la maionese non è andata male. Oppure di una giornata in cui decidi di non andare a scuola e fare chiodo.
Non un film indimenticabile. Non un capolavoro. Solo una visione estremamente goduriosa. Qui e ora. Fun fun fun. Se John Hughes si fosse messo a fare film oggi, probabilmente ne sarebbe uscito qualcosa di simile. Un John Hughes che oggi se ne andrebbe con gli occhiali da hipster, magari.

  
Detention è un film ultracitazionista post post-moderno che frulla al suo interno tutto, perfetto specchio di un’epoca figlia di puttana di Internet. Ci sono riferimenti a Casablanca, La mosca, Scream, Dirty Dancing, uno stile registico con riprese che a tratti richiamano Donnie Darko e una trama che tra viaggi temporali attraverso animali (un orso imbalsamato anziché un coniglione gigante) omaggia alla stra-grande il film di Richard Kelly. Segno, se mai ce ne fosse ancora bisogno, che Donnie è ormai una pellicola entrata nella leggenda e nell’immaginario dei giovani filmmakers di oggi.
E poi ci sono riferimenti a Breakfast Club, naturalmente. Uno leggendo il titolo “Detention” può immaginare che tutta la pellicola sia incentrata su un gruppo di studenti in detenzione, una sorta di remake ai giorni nostri della mitica pellicola simbolo dei teen movie anni ’80 firmata dal già citato John Hughes. In realtà, la detenzione per i personaggi scatta solo nella parte finale del film, dopo quella che potrebbe essere una lunga introduzione e forse non lo è. O forse sì.
Probabilmente gli sceneggiatori, Joseph Kahn e Mark Palermo, volevano realizzare una breve intro per presentare i personaggi, ma poi sono stati risucchiati dentro un vortice creativo ricco di idee e spunti e si sono fatti prendere la mano. Probabilmente gli sceneggiatori avevano intenzione di fare un remake di Breakfast Club, da qui l’idea di intitolarlo Detention, e poi ne è uscita tutt’altra roba.

Ci sono più idee dentro questo film, Orazio, ti quante ne sogni la tua filosofia (William Shakespeare, Wikiquote).
Si comincia con lo stile di Mean Girls, con una stronzetta di periferia che ci snocciola la sua (superficialissima) filosofia esistenziale. Fino a che un pazzo criminale mascherato sbucato fuori da non si sa bene dove la fa fuori. A questo punto, il film imbocca due strade contemporaneamente: quella dell’horror teen ironico stile Scream e pure quella della critica alla società capitalista americana di oggi tipo God Bless America.
Quale delle due strade sceglie di proseguire poi?
Nessuna delle due, preferendo imboccarne altre. Tante altre, tra fantascienza, viaggi nel tempo, commedia adolescenziale e persino qualche (raro) momento riflessivo.

Protagonisti?
La giovane rivelazione Shanley Caswell, che vedo perfetta come protagonista di una qualsiasi serie tv teen del futuro a caso, e il mitico Josh Hutcherson, quello di Hunger Games, I ragazzi stanno bene e Un ponte per Terabithia, qui in veste anche di producer, segno che, per quanto giovanissimo, di soldi ne ha già messi da parte parecchi. E se li merita.

Detention ricrea alla perfezione la schizofrenia dell’epoca in cui viviamo con uno stile cinematografico talmente 2.0 da essere già 3.0. O forse 4.0. Oltre, come Scott Pilgrim vs. the World e forse pure oltre Scott Pilgrim.
Il grande pregio di Detention è anche il suo limite principale. Tante, troppe cose remixate in un’ora e mezza. Come un giro velocissimo e schizzato per la rete, andando a vedere centinaia di siti, aprendo collegamenti, chattando, guardando video, ascoltando musica.
Più un pregio o più un limite?
Personalmente, io preferisco un film con 3000 idee differenti al suo interno, per quanto non tutte originali, focalizzate e compiute, rispetto alle tante, troppe, pellicole costruite su zero idee. Se stare in Detention è una punizione, io ci rimango volentieri.
(voto 7,5/10)

P.S. Grazie a Cipolla Pensierosa per la segnalazione di questo divertentissimo film.



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